Calcio: un anno blucerchiato per Mihajlovic, in debito con Samp

(AGI) - Genova, 20 nov. - "Ho sempre ragionato con il cuore.Lavorare con la Serbia e' stato un sogno che avrei potutocontinuare, ma quando mi e' arrivata la chiamata ho pensato disdebitarmi per quello che la Sampdoria aveva fatto per me tantianni fa, quando mi trovavo in difficolta'". Cosi' SinisaMihajlovic nell'intervista esclusiva realizzata da Samp TV nelgiorno in cui l'ambiente doriano festeggia il primo anno sullapanchina blucerchiata del tecnico serbo. Allenava la suanazionale, ma non ha esitato a dire si' alla Samp nonostante ilmomento difficile della squadra: "Sono venuto chiedendomi cio'

(AGI) - Genova, 20 nov. - "Ho sempre ragionato con il cuore.Lavorare con la Serbia e' stato un sogno che avrei potutocontinuare, ma quando mi e' arrivata la chiamata ho pensato disdebitarmi per quello che la Sampdoria aveva fatto per me tantianni fa, quando mi trovavo in difficolta'". Cosi' SinisaMihajlovic nell'intervista esclusiva realizzata da Samp TV nelgiorno in cui l'ambiente doriano festeggia il primo anno sullapanchina blucerchiata del tecnico serbo. Allenava la suanazionale, ma non ha esitato a dire si' alla Samp nonostante ilmomento difficile della squadra: "Sono venuto chiedendomi cio'che avrei potuto fare per la Samp, non il contrario". (AGI) "Ed e' stato un rischio: quasi tutte le persone con le quali hoparlato di questa mia scelta ritenevano fosse logico nonaccettare - spiega l'ex Roma, Sampdoria, Lazio e Inter -. Conla Serbia avevo una situazione serena, avevo un contratto peraltri due-tre anni, potevo rimanere quanto volevo e anche laqualita' della vita, facendo il ct, con piu' tempo libero adisposizione, era senz'altro migliore. La' lo stress eraconcentrato in pochi mesi, pero' a me mancavano gli allenamentidi tutti i giorni, il campo, la tensione e tutto cio' che puo'portare preparare una partita". Fu chiamato dall'allorapresidente Garrone per sostituire l'esonerato Delio Rossi ederedito' una squadra con tanti problemi e che era in piena zonaretrocessione. "A me le sfide piacciono, le ho sempre raccolte,per fortuna e' andato tutto bene e sta continuando ancorameglio. Sono soddisfatto, anche se mi resta il rammarico diaver lasciato qualcosa a meta', nel momento in cui avrei potutoraccogliere i frutti di un anno e mezzo di lavoro. Quando saro'piu' vecchio e non avro' piu' voglia e forza di impegnarmitutti i giorni, mi piacerebbe tornare in nazionale. Poi dopo sivedra', adesso pensiamo alla Samp, mi diverto e sono contentocosi'". Da giocatore nelle stracittadine neppure un sorriso,ma da tecnico doppia vittoria. "Mi fa piacere avere vinto duederby, ma al Genoa io penso quando lo dobbiamo affrontare. Inun anno ci ho pensato due volte e i risultati li sappiamotutti. Penseremo al derby quando dovremo incontrarli di nuovo,sperando di ottenere sempre lo stesso risultato. So che perGenova si tratta di una partita sentita, ma porta sempre trepunti: non dobbiamo caricarci troppo, dobbiamo sapere che conla nostra mentalita' e il nostro spirito possiamo vincerecontro il Genoa cosi' come contro chiunque". Si parla anche ditattica. "Per me il 4-2-3-1 e' piu' offensivo del 4-3-3: nelprimo hai 4 giocatori offensivi rispetto ai tre del secondo.Per come vedo io il calcio, per la mentalita' che voglio e ilpressing alto, mi piace piu' il 4-2-3-1; pero' devi guardareanche le caratteristiche dei giocatori e sapendo che noi sullefasce abbiamo Gabbiadini ed Eder che si dovrebbero sacrificaremolto di piu' con un centrocampista in meno, preferisco giocarecon un centrocampista in piu', doverli abbassare dietro lalinea di meta'-campo soltanto in caso di difficolta' e averliquindi piu' freschi e determinati davanti alla porta.L'equilibrio e' fondamentale e loro ci stanno dando una grossamano, diventando i nostri primi difensori. I risultati sonomerito di tutto il gruppo ma anche dei nostri attaccanti". Harestituito fiducia a gente che non riusciva piu' a ritrovarsi eha lanciando diversi giovani. "Bisogna essere sempre leali coni giocatori. Occorre dar loro fiducia: io non guardo l'eta',guardo se uno e' forte o meno. Mi prendo i miei rischi, igiovani li faccio giocare e l'ho dimostrato anche in nazionalecambiando 18 giocatori e abbassando l'eta' media a 21-22 anni". .