Calcio: Milan. Mihajlovic "tutti devono aver paura di noi"

(AGI) - Milano, 3 lug. - Il primo esame e' stato passato apieni voti. Sinisa Mihajlovic esce vivo dalla prova piu'difficile: una conferenza stampa a fianco del presidente SilvioBerlusconi. Il rischio che potesse essere sommerso, annullato esminuito era altissimo. Tanto carisma poteva essere deleterio,ma non in questo caso. Il tecnico serbo si dimostra diversodagli ultimi allenatori rossoneri, bravi ma tropposervizievoli. Non lui, che si permette anche di interrompere ilpresidente rossonero, reo di avergli tolto la parola durante laspiegazione di un concetto importante. Atteggiamento eapproccio che sicuramente puo' far piacere, anche

(AGI) - Milano, 3 lug. - Il primo esame e' stato passato apieni voti. Sinisa Mihajlovic esce vivo dalla prova piu'difficile: una conferenza stampa a fianco del presidente SilvioBerlusconi. Il rischio che potesse essere sommerso, annullato esminuito era altissimo. Tanto carisma poteva essere deleterio,ma non in questo caso. Il tecnico serbo si dimostra diversodagli ultimi allenatori rossoneri, bravi ma tropposervizievoli. Non lui, che si permette anche di interrompere ilpresidente rossonero, reo di avergli tolto la parola durante laspiegazione di un concetto importante. Atteggiamento eapproccio che sicuramente puo' far piacere, anche allo stessoBerlusconi. Il tecnico non si e' voluto nascondere, dandoimportanza alla storia e alla tradizione del club. Ha volutopero' sin da subito far emergere il suo carattere e il suo modod'essere, mai diplomatico: "Non sono ruffiano, non ho unastoria rossonera da regalare ai tifosi, posso solo convincerlicon il mio lavoro e la mia professionalita'. Non possotrasmettere un senso d'apparenza, perche' ancora non ce l'ho,e' presto". Mettendo le cose in chiaro sin da subito,Mihajlovic presenta il suo biglietto da visita, condito datanta motivazione e ambizione: "Ho incontrato spesso il Milan eposso far capire alla squadra quanto rispetto e timore possaincutere agli avversari. Tutti devono tornare ad avere pauradel Milan e il nostro stadio deve tornare a essere un fortino.Chi vuole batterci, dovra' essere piu' forte caratterialmente emoralmente e questo sara' difficile. Per riuscirci bisognalavorare e tornare a essere ottimisti. Sono convinto che, sesaremo tutti uniti, quest'anno possiamo toglierci dellesoddisfazioni". Mihajlovic ci tiene subito a spazzare via ogni dubbio sullasua integrita' morale, soprattutto dopo alcune domande supossibili formazioni consegnate dal presidente che hannoindispettito il tecnico, subito pronto a rispondere per lerime: "Non ho paura di confrontami con nessuno, tanto meno conil presidente, che sta nel Milan da trent'anni ed e' il piu'vincente al mondo. Chi meglio di lui puo' spiegarmi cos'e' ilMilan. A entrambi piace giocare per vincere. Io aggiungero' lamia grinta, che mi ha sempre contraddistinto. Per me e' unprivilegio confrontarmi con il presidente, ma l'importante e'che rimanga tra di noi". Non ci saranno sorprese di moduli, conil 4-3-1-2 come punto di partenza, senza escludere altrealternative o esperimenti, come El Shaarawy a centrocampo: "ElShaarawy e' un esterno, ma possiamo inventarlo centrocampistainterno, bisogna vedere la sua voglia. Lui mi ha dato la pienadisponibilita', vediamo se riusciamo a farlo". Il mercatoregalera' altre risorse al neo allenatore rossonero, che per ilmomento si gode la rosa a disposizione: "Ci sono tutti ipresupposti, la societa' si sta muovendo benissimo sul mercato.Abbiamo preso tre grandi giocatori. Non c'e' oggi in Italia unprogetto piu' ambizioso di questo. Il nome Milan va protetto edifeso". Bravo Mihajlovic a toccare le corde giuste, senzasviolinate o frasi fatte. Ha voluto mantenere la tradizione,inserendo una famosa citazione nella sua prima conferenzastampa: "I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e ilnero come la paura che incuteremo agli avversari", parole emusica del fondatore del club Herbert Kiplin. Ora larifondazione rossonera passa da Sinisa Mihajlovic. (AGI).