Calcio: diritti tv, Tavecchio "ok, ma servono nuove fonti reddito"

(AGI) - Roma, 6 ott. - "Sono convinto che l'istituto deidiritti tv sia una manna che ci e' capitata ma non sappiamo perquanto potremo continuare a farci affidamento. Dobbiamoindividuare nuove fonti di reddito per sostenere l'attivita'sportiva. Se siamo convinti di poter contare esclusivamentesull'attivita' privata, che per sua natura punta a fareprofitti, siamo fuori strada". Lo ha dichiarato il presidentedella Figc Carlo Tavecchio, relatore a Montecitorio dellaproposta di legge a firma di Daniela Sbrollini (PD) in meritoalla "promozione dell'educazione motoria e della culturasportiva, per la tutela del percorso formativo dei giovani

(AGI) - Roma, 6 ott. - "Sono convinto che l'istituto deidiritti tv sia una manna che ci e' capitata ma non sappiamo perquanto potremo continuare a farci affidamento. Dobbiamoindividuare nuove fonti di reddito per sostenere l'attivita'sportiva. Se siamo convinti di poter contare esclusivamentesull'attivita' privata, che per sua natura punta a fareprofitti, siamo fuori strada". Lo ha dichiarato il presidentedella Figc Carlo Tavecchio, relatore a Montecitorio dellaproposta di legge a firma di Daniela Sbrollini (PD) in meritoalla "promozione dell'educazione motoria e della culturasportiva, per la tutela del percorso formativo dei giovaniatleti e per il riconoscimento delle professioni relative alleattivita' motorie e sportive". Sul tema degli investimentiprivati e del rischio d'impresa dei presidenti del calcioitaliano, Tavecchio ha proseguito: "Il campionato di calcio e'una panacea, e' un regolatore di tensioni, sistema tantiproblemi. Far sparire una squadra in una citta' da un milionedi abitanti e' un rischio dal punto di vista dell'ordinepubblico. C'e' bisogno di potenziare l'attivita' di controllodel CONI, e di certo non lo si fa tagliandogli 30 milioni ognianno. Una societa' che investe - ha aggiunto il presidentefederale - ha problemi con l'Iva, con le ritenute d'acconto,con la gestione del territorio. Il problema dello sport inItalia e' che l'imprenditore fallisce mentre il dipendente siarricchisce. Non e' possibile avere un sistema del genere - haconcluso Tavecchio rivolgendosi ai firmatari della proposta dilegge - se il cambiamento partira' dal parlamento, la FIGCsara' la prima a seguirvi". (AGI).