Calcio: 50 anni Mancini, una vita di sfide e l'Inter nel destino

(AGI) - Milano, 25 nov. - Dieci anni dopo, eccolo di nuovo li'a brindare nello stesso spogliatoio. Ma il tempo passa ancheper lui. Giovedi' Roberto Mancini si appresta a spegnere le 50candeline in nerazzurro, come quel 27 novembre 2004 quando, dapochi mesi all'Inter al posto di Alberto Zaccheroni, brindo'assieme alla squadra e all'allora presidente Giacinto Facchettidopo l'allenamento di rifinitura. Era la vigilia di Inter-Juventus, finita poi 2-2 con tantodi rimonta dopo i gol di Zalayeta e Ibrahimovic. Il tecnicojesino arrivava allora sotto la benedizione di Massimo Moratti,che dopo averlo inseguito a

(AGI) - Milano, 25 nov. - Dieci anni dopo, eccolo di nuovo li'a brindare nello stesso spogliatoio. Ma il tempo passa ancheper lui. Giovedi' Roberto Mancini si appresta a spegnere le 50candeline in nerazzurro, come quel 27 novembre 2004 quando, dapochi mesi all'Inter al posto di Alberto Zaccheroni, brindo'assieme alla squadra e all'allora presidente Giacinto Facchettidopo l'allenamento di rifinitura. Era la vigilia di Inter-Juventus, finita poi 2-2 con tantodi rimonta dopo i gol di Zalayeta e Ibrahimovic. Il tecnicojesino arrivava allora sotto la benedizione di Massimo Moratti,che dopo averlo inseguito a lungo da giocatore se n'erainnamorato nelle vesti di tecnico. E Mancini, complice anchecalciopoli, trasformo' l'Inter in una squadra di successo. Lostesso si aspetta da lui Erick Thohir, che una decina di giornifa lo ha richiamato ad Appiano Gentile per affidargli unasquadra in crisi d'identita' sotto Mazzarri, con l'obiettivo diriportarla nell'Europa che conta. Un'altra sfida che l'ormai50enne Mancini non poteva che accettare. Del resto le cosefacili non gli sono mai piaciute. Calciatore di grandissimotalento cresciuto nel vivaio del Bologna, nell'82 scelse laSampdoria di Mantovani nonostante altre big avessero messo gliocchi su di lui. Fu l'inizio di una straordinaria avventura,chiusa quindici anni dopo con uno storico scudetto, quattrocoppe Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe,senza dimenticare quella Coppa dei Campioni accarezzata nellafinale di Wembley. Lascera' i blucerchiati nel '97 a 32 anni per la Lazio maguai a pensare che fosse ormai sul viale del tramonto. Inbiancoceleste arrivarono altre vittorie (uno scudetto, 2 CoppeItalia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe e unaSupercoppa europea) prima di passare dal campo alla panchina,prima sotto l'ala protettiva di Eriksson e poi mettendosi inproprio, contro tutto e tutti. E' il febbraio 2001, laFiorentina gli offre la chance di fare l'allenatore e lui nonsi tira indietro, suscitando molte polemiche perche' non inpossesso del patentino per allenare in Serie A. E con i violavince subito la Coppa Italia. Torna alla Lazio, vince un'altraCoppa Italia e porta i biancolesti in Champions prima dellachiamata di Moratti.Mancini e' un vincente nato, nessun dubbio,e prima ancora che scoppiasse calciopoli riporta l'Inter avincere: ennesima Coppa Italia alla prima stagione, poiSupercoppa Italiana contro la Juve. Saranno in tutto quattro lestagioni nerazzurre, dove arrivano tre scudetti (il primo atavolino), un'altra Coppa Italia e la seconda Supercoppaitaliana. Unica nota negativa l'Europa, sempre indigesta alMancio, che ha inghiottito bocconi amari con Milan, Villarreal,Valencia e infine Liverpool: dopo l'eliminazione negli ottavidella Champions 2007-08 per mano dei Reds, annuncia ledimissioni a fine stagione salvo poi tornare sui suoi passi. Ma e' troppo tardi, Moratti gli ha gia' preferito Mourinhoche sulle basi gettate dal tecnico jesino continua a costruirel'Inter del Triplete. Per Mancini e' tempo di nuove sfide,stavolta all'estero. Nel dicembre del 2009 passa al ManchesterCity, prendendo il posto di Mark Hughes. Condurra' i Citizensalla FA Cup nel 2011 e al titolo nel 2012, continuando pero' azoppicare in Europa. Quindi l'esperienza in Turchia, con ilGalatasaray, con cui si toglie la soddisfazione di eliminare la'nemica' Juve grazie a Sneijder dalla fase a eliminazionediretta.L'esperienza turca si chiude con un'altra coppanazionale nel suo palmares, poi l'addio, la Nazionaleall'orizzonte e infine di nuovo l'Inter. "Non avrei mai pensatodi tornare, e' successo tutto molto in fretta e nel calciosuccede", sono state le sue prime parole. Il debutto-bis e'avvenuto domenica scorsa nel derby pareggiato col Milan, ora ilsuo 50esimo compleanno con San Siro sullo sfondo e una gara diEuropa League contro gli ucraini del Dnipro da vincere perassicurarsi un posto nei sedicesimi con un turno d'anticipo. Incarriera e' stato abituato a ben altri regali, ma anche questo,c'e' da scommetterci, sarebbe ben accetto. (AGI)