Otto cose da tenere a mente prima di guardare Spagna-Portogallo

Ai Mondiali di Russia scendono in campo una contro l'altra due grandi del calcio europeo. Una sfida dalle mille sfaccettature e possibili significati

Otto cose da tenere a mente prima di guardare Spagna-Portogallo

È la sfida più attesa di questi primi giorni del Mondiale. Un derby molto sentito che arriva, in casa spagnola, dopo giorni di rocamboleschi cambi in panchina. Spagna e Portogallo sono anche le candidate a passare il turno nel girone B anche se Iran, e soprattutto Marocco, sono pronte a mettere i bastoni tra le ruote delle due compagini europee. Da una parte c’è la Roja, ora tra le mani di Fernando Hierro, pronta a tornare ai vertici del calcio mondiale; dall’altra, i compagni di Cristiano Ronaldo sono pronti a stupire come due anni fa, quando conquistarono lo scettro europeo del pallone. Abbiamo riassunto qui alcune curiosità che mischiano attualità e storia, rivalità e passione.

Una sola disfida mondiale

C’è un solo precedente ai mondiali di calcio. Otto anni fa, in Sudafrica, durante gli ottavi di finale, David Villa eliminò i lusitani e mise un tassello importante nel mosaico che portò le furie rosse alla vittoria finale del torneo. Se invece si allarga l’analisi alle partite giocate in tutte le competizioni troviamo ben 17 vittorie della Spagna, 13 pareggi e 8 vittorie del Portogallo.

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PIERRE-PHILIPPE MARCOU / AFP
 Allenamento della nazionale Spagnola (AFP)

La favorita? Il Portogallo, no?

Se si considerasse solo il ranking FIFA non ci sarebbe storia. Il Portogallo, grazie anche alla vittoria gli ultimi Europei in Francia, è salito al quarto posto dietro a Germania, Brasile e Belgio. La Spagna, che negli ultimi anni ha avuto un rendimento molto più altalenante, è scivolata fino al decimo posto, tra Cile e Perù. Ma a questa classifica non crede nessuno, soprattutto i bookmakers che indicano nettamente le Furie Rosse come favorite del match.

L’esordio dei portoghesi

Le prime quattro partite ufficiali della nazionale portoghese, amichevoli, si svolsero tutte contro la vicinissima e odiosissima Spagna. Furono quattro sonore sconfitte. Dal 18 novembre del 1921, l’esordio, a Madrid (3-1), al 17 maggio 1925, a Lisbona (0-2). La prima vittoria della storia del Portogallo arriverà poco meno di un mese dopo, il 18 giugno, contro l’Italia.

Otto cose da tenere a mente prima di guardare Spagna-Portogallo
Vladimir Astapkovich / Sputnik
 Fernando Hierro, allenatore Spagna (AFP) 

Il precedente ai gironi

Durante Euro 2004, l’europeo che il Portogallo disputò in casa, furono sorteggiate nello stesso girone. A Lisbona, durante la terza e ultima partita, la squadra di Scolari sconfisse gli spagnoli grazie a un gol dell’ex attaccante della Fiorentina, Nuno Gomes. Una vittoria di misura che portò alla clamorosa eliminazione della Roja a discapito di quella Grecia che, in finale, avrebbe tirato inaspettatamente un altro tiro mancino, molto più doloroso, al Portogallo. 

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EN LA FOTO
 Allenamento del Portogallo (AFP)

I portoghesi di Spagna

Sono solo due i calciatori convocati dall’allenatore Fernando Santos che militano in squadre spagnole. Due attaccanti. Il più forte giocatore del mondo e uno che potenzialmente potrebbe diventare molto forte. Il primo è ovviamente Cristiano Ronaldo che almeno fino alla fine del mondiale sarà ancora annoverato tra le file del Real Madrid; l’altro è Gonçalo Guedes, classe 1996, punta del Valencia ma tesserato per il Paris St. Germain. Nessun giocatore convocato dalla Spagna milita, invece, in squadre portoghesi.

I 4 mondiali di Hierro

Il neo-allenatore della Spagna, Fernando Hierro, chiamato a ricoprire il ruolo appena due giorni dall’inizio del mondiale, al posto dell’esonerato Lopetegui, ha giocato 4 mondiali con la casacca della Roja: 1990 (Italia), 1994 (USA), 1998 (Francia), 2002 (Giappone e Corea del Sud).

Lo scaramantico ricordo di Piqué

Per scacciare tutti i fantasmi spuntati fuori dopo l’esonero di Lopetegui, il difensore del Barcellona, ristabilito dall’infortunio, ha caricato l’ambiente con un tweet che raccontava una situazione analoga a quella della Furie Rosse. Nel 1989. I Michigan Wolverines, durante il campionato di basket universitario americano (NCAA) perdettero l’allenatore Bill Frieder che lasciò prima dell’inizio del campionato dopo aver accettato la corte di un’altra squadra, Arizona State. Al suo posto, all’ultimo momento, arrivò Steve Fisher che, nonostante un incarico ad interim, riuscì a portare la squadra alle Final Four e al titolo.

Chi arbitrerà la partita?

Un italiano. La sfida più delicata dei primi giorni del Mondiale in Russia è affidata a Gianluca Rocchi. Gli assistenti saranno Di Liberatore e Tonolini. L’arbitro italiano è anche uno dei papabili per arbitrare la finale ma molto dipenderà anche dalla partita di questa sera. Una designazione prestigiosa per il nostro Paese che segue quella di Massimiliano Irrati, designato come arbitro del VAR nella partita inaugurale dei Mondiali del 2018 tra Russia e Arabia Saudita finita 5-0 per i padroni di casa.



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