Inni e fischi, un malcostume che imbarazza l'Italia 

Gli Azzurri hanno cercato di distendere il clima facendo partire un applauso, l'amichevole con la Germania è finita 0-0

Inni e fischi, un malcostume che imbarazza l'Italia 
 Joachim Loew allenatore Germania e Gian Piero Ventura allenatore Italia (Afp)

Milano - L'amichevole a San Siro tra Italia e Germania non è iniziata con il piede giusto. Nel momento degli inni nazionali migliaia di fischi hanno accolto la nazionale tedesca, un malcostume diffuso non solo in Italia. L'11 novembre sono stati fischiati rispettivamente gli inni nazionali nella partita di qualificazione per i mondiali 2018 tra Inghilterra e Scozia.

A distendere il clima a Milano ci ha pensato il capitano Gigi Buffon che ha interrotto i fischi con un applauso, gli Azzurri l'hanno seguito invitando il pubblico a fare lo stesso. Un episodio simile era capitato durante l'amichevole a Bari con la Francia. Anche in quell'occasione il portiere azzurro ha risposto alla bordata di fischi, che rischiava di coprire l'inno francese, cominciando ad apllaudire.

IL MATCH TRA ITALIA-GERMANIA

L'Italia esce alla distanza ma il palo ferma la caparbietà di Belotti contro una Germania che va via indenne da San Siro, ma non senza sofferenze. Il 2016 degli Azzurri si chiude con un sorriso, anche se la vittoria era alla portata.

Al primo assalto tedesco Goretzka sorprende Romagnoli ma non Buffon, pronto con i piedi a respingere l'offensiva del centrocampista dello Schalke, mentre la prima parata di Leno arriva da una sortita inusuale di Rugani, scelto da Ventura per completare il trio arretrato con Bonucci e, appunto, Romagnoli. Anche Low - con tanti giovani in campo - ha optato per la difesa a tre, affidando a Muller la responsabilità dell'attacco, con Goretzka e Gundogan a supporto. A Howedes, Mustafi e Hummels il compito di stoppare l'effervescenza del tridente Eder-Belotti-Immobile.

E al 25', su lancio di De Rossi, capiterebbe anche una grande occasione al laziale che, sull'uscita un pò avventata di Leno, spara fuori. Ritmi gradevoli, sul cross dalla destra di Muller, velo di Gerhardt e Buffon ancora decisivo, stavolta in anticipo su Gundogan. Gli inserimenti dei centrocampisti alle spalle di Muller fanno male alla retroguardia azzurra, ma Gundogan non punge e Buffon se la cava.

Prima dell'intervallo, finezza di Goretzka per Muller, sinistro a botta sicura dell'attaccante del Bayern Monaco ma è provvidenziale Zappacosta. In generale, più Germania che Italia, ma sostanziale equilibrio e pari giusto. Donnarumma (acclamatissimo) e Astori per Buffon e Romagnoli, l'Italia sembra avere un altro piglio e al 55' reclama un penalty per la spinta di Tah, appena entrato per Hummels, su Belotti: Soares Dias non interpella neanche il Var, lascia correre e fa bene.

Altro episodio da moviola al 63', quando Volland - appena subentrato al fischiatissimo Muller - batte Donnarumma sull'assist di Kimmich: gol annullato, questione di millimetri. Spazio a Bernardeschi (per Eder) e il fantasista viola avrebbe sul sinistro la chance per il vantaggio azzurro, ma la conclusione, sul centro di Immobile, è troppo centrale e Leno blocca facilmente. Poi ci prova lo stesso Immobile, impreciso il laziale, quindi è sfortunatissimo Belotti che, a una decina di minuti dalla fine, evita l'intervento di Mustafi e centra in pieno il palo con un bel diagonale. Finisce 0-0, ora appuntamento al 2017: ci aspetta l'Albania a marzo.