Le clausole rescissorie nei contratti dei calciatori sono arrivate a cifre folli

I prezzi astronomici per strappare un giocatore a un club un tempo erano simbolici. Ora, dopo il caso Neymar, certi affari appaiono impossibili

Le clausole rescissorie nei contratti dei calciatori sono arrivate a cifre folli

La nuova era del calcio, quella delle cifre astronomiche, per qualcuno addirittura sull’orlo dell’amoralità, ha portato i maggiori club del mondo (così come anche i tifosi che stanno ad assistere da casa) a non ritenere in pratica nessuna trattativa davvero impossibile, per quanto riguarda l’aspetto tecnico/calcistico certo, ma soprattutto, appunto, per il denaro investito. Quanto può arrivare a valere un calciatore? Qualsiasi cifra abbiate in mente, anche altissima, domani potrebbe essere smentita dalle notizie provenienti dal calciomercato.

È stato forse l’affare Neymar di due anni fa a far capire che probabilmente non esiste un vero e proprio limite a ciò che una società può essere disposta a spendere per assicurarsi le giocate di un campione. I 222 milioni di euro versati dal Paris Saint-Germain al Barcellona in occasione del trasferimento del brasiliano, in passato avrebbero rappresentato una cifra difficile anche solo da immaginare, invece è accaduto, così l’asticella si è nuovamente alzata e a questo punto nessun eventuale affare (sempre che il proprio cuore batta per i colori di un top club europeo) appare fuori dalla portata dei magnati del pallone.

È per questo probabilmente che società e agenti dei calciatori inseriscono sempre più di frequente, specie quando la firma sul contratto è quella di un grande campione, la clausola di rescissione, ovvero l’obbligo da parte del club di accettare l’offerta di chiunque bussi alla porta con la cifra concordata.

Le clausole rescissorie nei contratti dei calciatori sono arrivate a cifre folli
 Neymar

Come tutto è cambiato

Per fare un esempio, quando la Juventus nel 2016 presentò la sua offerta al Napoli di 90 milioni per portare in bianconero il bomber Higuain, De Laurentis, per contratto, non poteva dire di no. La trattativa poi chiaramente passa nelle mani dello staff del giocatore, che può rifiutare il trasferimento e il contratto, ma la società quando l’offerta raggiunge quella cifra non può far altro che accettare. Nel calcio di una volta esistevano le clausole rescissorie, sì, ma si trattava di numeri quasi simbolici, ai quali difficilmente un altro club poteva arrivare o si sarebbe mai sognato di arrivare anche potendo; oggi no, la clausola rescissoria (opzionale ovviamente, quindi non applicata ai contratti di tutti i giocatori) definisce un prezzo, per quanto folle, al valore del calciatore o perlomeno a quanto la società tenga a tenere in squadra lo stesso.

Sotto questa nuova ottica dunque va rivista oggi la classifica delle clausole rescissorie nel calcio e, se diamo un’occhiata più approfondita, scopriamo che le sorprese non mancano e l’andatura del mercato (e anche di certi aspetti tecnici del calcio stesso) assume, con questa rilettura, una forma del tutto diversa e anche necessaria da inquadrare al fine di capire cosa è diventato lo sport più amato del mondo.

La suddetta classifica non parla italiano e, piuttosto a sorpresa, nemmeno inglese, ma è totalmente dominata dai due colossi del calcio spagnolo Real Madrid e Barcellona, ma attenzione, non è un caso. Le clausole rescissorie infatti nella maggior parte dei casi vengono inserite al momento dell’ingaggio (o rinnovo) di calciatori giovani e dal futuro calcisticamente promettente e (soprattutto?) economicamente fruttuoso. In questo le “cantere” di Real Madrid e Barcellona non hanno praticamente rivali, sfornano regolarmente campioni di livello mondiale cui talento viene coltivato fin da piccolissimi.

Le clausole rescissorie nei contratti dei calciatori sono arrivate a cifre folli
ISABELLA BONOTTO / AFP 
Cristiano Ronaldo 

Il podio dei piedi più costosi

Al momento al primo posto della classifica dei “protetti” dalla clausola c’è un insospettabile: l’attaccante francese 31enne del Real Madrid Karim Benzema. Chiunque voglia portarlo via dalla capitale spagnola dovrebbe sborsare 1000 milioni di euro. Ecco, questo è uno di quei (vecchi) casi in cui la cifra risulta essere simbolica, una sorta di attestato di stima da parte del club. Anche Cristiano Ronaldo ne aveva una uguale ma, come abbiamo visto questa estate, è poi sbarcato alla Juventus per molto meno.

La vera sorpresa in realtà della classifica arriva al secondo posto, dove troviamo il 19enne Brahim Diaz, cresciuto tra i giovani del Manchester City e appena acquistato dal Real Madrid, la sua permanenza al club è vincolata sulla carta alla cifra record di 750 milioni di euro, 50 in più rispetto al campione assoluto, nonché vincitore di ben cinque Palloni d’Oro, Leo Messi, che invece sosta al terzo posto. E sempre a quota 700 milioni troviamo altri due super talenti dei “blancos”, Isco e Marco Asensio, ai quali evidentemente il club vuole affidare redini e futuro della squadra.

200 milioni di euro più in basso troviamo, sempre in quota Real Madrid, Gareth Bale e soprattutto il neo Pallone d’Oro Luka Modric. Stessa cifra, 500 milioni, si dovrebbe sborsare per assicurarsi le prestazioni di una delle bandiere dei cugini del Barcelona Sergio Busquets o del difensore, sempre blaugrana, Samuel Umtiti. Chiudono la classifica due calciatori sempre di casa al Camp Nou: Ousmane Dembélé e l’ex interista Philippe Coutinho, per loro il Barcelona non potrebbe rifiutare un’offerta di 400 milioni.

Come potrete notare le cifre sono astronomiche e i più potrebbero considerarle da fantacalcio, ma basterebbe tornare indietro di pochissimi anni e pensare a quanto avrebbe fatto ridere la reazione alla notizia di un trasferimento da più di 220 milioni. Allora la domanda a questo punto diventa: su quale cifra non rideremo più domani?



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