Bruno Conti compie 60 anni, "Totti e' la Roma"

(AGI) - Roma, 13 mar. - Sessant'anni e non sentirli, o quasi.La Roma rende omaggio a una delle sue leggende, quel BrunoConti che in maglia giallorossa ha lasciato il segno negli anniOttanta e che oggi guida un settore giovanile che nel corso deltempo ha fatto emergere gente come Rosi, De Rossi, Aquilani,Okaka e tanti altri."Sono 60 anni e si sentono anche - scherzaConti ai microfoni di Sky Sport - Ma sono contento e orgogliosoe anche non allenandomi questo fisico continua a reggere".Tanti i messaggi di auguri ricevuti, anche "da persone con cui

(AGI) - Roma, 13 mar. - Sessant'anni e non sentirli, o quasi.La Roma rende omaggio a una delle sue leggende, quel BrunoConti che in maglia giallorossa ha lasciato il segno negli anniOttanta e che oggi guida un settore giovanile che nel corso deltempo ha fatto emergere gente come Rosi, De Rossi, Aquilani,Okaka e tanti altri."Sono 60 anni e si sentono anche - scherzaConti ai microfoni di Sky Sport - Ma sono contento e orgogliosoe anche non allenandomi questo fisico continua a reggere".Tanti i messaggi di auguri ricevuti, anche "da persone con cuic'e' stata qualche incomprensione, ma e' la dimostrazione cheriesco a fare il mio lavoro con grande professionalita',rispetto e onesta'". Oggi Conti lavora a stretto contatto "conoltre 200 famiglie, e' importante fare capire ai ragazzi cosae' lo sport, il calcio. Spesso c'e' esasperazione, quando c'e'un ragazzino gia' bravino a 11-12 si pensa oltre, io cerco difarli stare sereni e tranquilli, ricordo loro che per arrivareci vuole tanto, per smettere ci vuole poco. Do consigli di vitacome ho sempre fatto coi miei figli". Nato a Nettuno ma nelsettore giovanile della Roma gia' nel 1972, Conti ha trascorsol'intera carriera in giallorosso, fatta eccezione per dueparentesi in prestito al Genoa, fino ad appendere le scarpetteal chiodo nel '91. Nel suo palmares uno scudetto e cinque CoppeItalia ma anche tanti maestri, su tutti Nils Liedholm, "uno cheinterpretava il calcio a modo suo, che ti faceva sempredivertire, anche il lavoro fisico lo faceva fare col pallone.Devo tutto a lui: dopo il secondo anno di Genoa, che e' statobruttissimo in serie B, ha lottato per riportarmi a Roma".Dali' una lunga e bella carriera che lo ha portato a incrociarefuoriclasse come Maradona ("ci lega un rapporto stupendo, midiceva di andare al Napoli, e' una persona che ricordo congrande affetto") o Pele', che lo incorono' come migliorcalciatore del Mundial '82. "Ricordo un'amichevole fra Roma eCosmos, facevamo la lotta per farci una foto con lui esentirgli dire che ero stato il miglior giocatore di quelMondiale mi ha dato una grande gioia". E 'Marazico', questo ilsoprannome che gli diedero i suoi amici di Nettuno, fu ineffetti il grande protagonista di quell'impresa targataBearzot, altro personaggio decisivo nella sua carriera. "Mi hasempre stimato, mi ha sempre dato consigli importanti -racconta ancora Conti - non potro' mai dimenticare che prima dipartire per il Mondiale mi infortunai al ginocchio, lui videche affrettavo i tempi per recuperare e mi disse di staretranquillo, che il posto era mio. Era un padre di famiglia pertutta la Nazionale". Ma per l'impresa in Spagna fu decisivoanche un altro uomo: l'allora presidente della Repubblica,Sandro Pertini. "Fu una grande soddisfazione vederlo neglispogliatoi a incoraggiarci dopo un primo turno non esaltante eha continuato a farlo fino alla fine, nel mio status suFacebook ho una foto con lui". A segnare ci pensava Paolo Rossi"ma in quel Mondiale ha fatto 10 metri, il mazzo se lo sonofatto gli altri", sorride Conti, la cui eredita' e' stataraccolta oggi da Totti e De Rossi. "Francesco e' la Roma, perquello che ha fatto in questi anni e per quello che sta facendoancora, ha grande umilta', e' un grande professionista, guai achi me lo tocca - aggiunge - Con Daniele siamo cresciutiinsieme, sono stato io a selezionare allora lui, Aquilani eBovo, so quanto e' attaccato a questa maglia e a questicolori".(AGI)