Cosa pensa del voto ai sedicenni, il sedicenne autore di "Carote"

Nuele ha stupito il pubblico di di X Factor grazie al brano "carote", già diventato tormentone. E interrrogato sul tema del voto ha confidato: "Io e i miei coetanei non siamo abbastanza informati per poter davvero esprimere un voto ragionato"

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“Alla possibilità di votare a 16 anni non ci avevo mai pensato. A sedici anni si possono fare molte cose, come lavorare e pagare le tasse, quindi sarebbe ragionevole immaginare anche l’idea del voto”. In una breve intervista a la Repubblica, Emanuele Crisanti, in arte Nuele, classe 2003 e che alle audizioni di X Factor ha portato il suo brano Carote, diventato un tormentone sui social (e capace di raccogliere quasi 9 milioni di visualizzazioni su YouTube) e cantato anche durante la manifestazione ambientalista del 27 settembre, dice che “quella di Enrico Letta è una proposta interessante” anche se, come studente del liceo Lucrezio Caro di Roma, precisa poi che all’idea del voto non ci crede granché.

E il motivo è che “io e i miei coetanei non siamo abbastanza informati per poter davvero esprimere un voto ragionato. Non abbiamo una visione completa della politica che ci permetta di scegliere coscientemente”. “Nel mio liceo  aggiunge anche – non ci insegnano nulla che ci porti a questo. A scuola si imparano altre cose, forse andrebbe cambiato il sistema per poterci portare a votare. Per adesso, non a caso, la maturità si prende a 18 anni e poi si vota”.

Però al corteo del 27 per salvare la Terra “io c’ero” dice con orgoglio, “contento di vedere tanti ragazzi a manifestare” perché “penso che la battaglia per l’ambiente sia davvero urgente ed è bene che la nostra generazione si sia mossa. Saremo noi ad avere nelle mani il mondo quando saremo più grandi”. Ma il ragazzo lamenta poi il fatto che a scuola “sono pochi i ragazzi che hanno attenzione alla politica” e il motivo è che “non si sentono parte in causa, è una roba da adulti, la sentono lontana e poco interessante” e così “si fanno assemblee, ma partecipano in pochi”.



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