Ora che anche Mara Maionchi va via, come sarà la giuria di XFactor?

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Agf
Mara Maionchi

 

Anche la terza sedia di X-Factor salta. Mara Maionchi dice no, ma stavolta a se stessa, alla sua partecipazione alla tredicesima edizione dello show. Il perché lo ha spiegato a Che Tempo Che Fa, quando Fabio Fazio l’ha punzecchiata sull’argomento: “Gli anni passano, i bimbi crescono e io calo”.

Tre cose evidenti al pubblico del programma prodotto da Fremantle, soprattutto l’ultima: la Maionchi, classe ’41, per motivi ragionevolmente fisiologici, è come se avesse svolto il suo ruolo negli ultimi due anni un po' in apnea, un po' affaticata a star dietro ai ritmi di X-Factor, che sono alti, forsennati e certamente marchio di fabbrica necessario, quei ritmi che differenziano X-Factor da imbarazzanti imitazioni proposte altrove. “è un programma faticoso” specifica infatti, troppo a questo punto per lei, considerato anche che “X Factor è un programma che chiede una responsabilità pesante, è un programma faticoso anche perché se dai un consiglio sbagliato non ha poi più tempo per recuperare”.

Solo Morgan ha fatto di più

Sei edizioni dietro quella cattedra, solo una in meno di Morgan, il giudice più volte coinvolto nel tentativo di lanciare giovani esordienti nel campo della discografia. Mancherà al programma, su questo non c’è dubbio, non solo perché personaggio indubbiamente simpatico, ma anche perché tecnico della suddetta discografia indubbiamente competente, sono tanti infatti quelli che devono dire grazie a Mara Maionchi per la carriera che sono riusciti a costruirsi, talmente tanti che farne un elenco sarebbe tempo perso, ma tra questi, giusto per capirci, ci sono Gianna Nannini e Tiziano Ferro.

Come scegiere la nuova giuria

Ora Sky e Freemantle si trovano dinanzi a mesi di incertezze e scommesse, una patata che si fa sempre più bollente, ma dietro ad ogni problema si nasconde una possibilità, due in questo caso, inequivocabili: o confermare la ricetta che ha funzionato così bene in questi anni, pensando al pubblico si, alla credibilità musicale evidentemente riscontrabile da parte degli spettatori, ma anche facendo l’occhiolino allo show, come è stato nel caso di Asia Argento (anche se è stata inserita piuttosto forzatamente all’interno di un format musicale, come la tessera sbagliata di un puzzle da finire a tutti i costi) poi si è rivelata scelta molto gradita al pubblico e ai colleghi giudici.

Una ricetta chiara: un rappresentante dell’universo rap/trap (ormai necessario considerato l’andazzo del mercato), un duro e puro del “nerdismo” musicale, ruolo negli anni affidato a Morgan, Elio e Agnelli; e un addetto ai lavori.

Una scelta rischiosa questa, perché i nuovi protagonisti dello show potrebbero risultare dei piani B, potrebbero stimolare immediati paragoni e far pensare ad una giuria brutta copia di un’altra. L’altra soluzione è quella della rivoluzione, aprire totalmente le porte alla trap, per esempio, al commerciale più osé o all’indie più trend, andando ad inseguire pedissequamente l’andatura delle quotazioni dello showbiz e insignire del ruolo di giudici raccoglitori seriali di like sui social.

Un problema di credibilità

Potrebbe funzionare si, ma sarebbe un rischio forse ancora più grosso, perché il punto di forza di X-Factor è aver convinto negli anni il pubblico della credibilità di chi è coinvolto, che sia un giudice, cui parere conta e condiziona, o un concorrente, che ci aspettiamo, di conseguenza, tra i protagonisti delle classifiche dei prossimi mesi e, se va bene, anni.

Affidare certe scelte ad artisti dalla carriera ancora acerba e traballante rischia la disaffezione da parte dello spettatore. Allora che fare? Forse la scelta migliore è una via di mezzo. Dunque, prima di tutto assicurarsi la permanenza di Lodo Guenzi, facendogli fare un altro giro di giostra stavolta partendo dalle primissime selezioni; poi magari provare a far rientrare un vecchio giudice, qualcuno che il pubblico già conosce e vede bene in quel ruolo, magari anche particolarmente amato, e probabilmente la scelta più sensata sarebbe quella di Elio.

Il successore di Fedez

Per quanto riguarda la parte rap sarebbe un colpaccio confermare la voce che vorrebbe sulla sedia che è appartenuta a Fedez, Salmo. Voci che parrebbero vere essendo state confermate dallo stesso rapper sardo ai microfoni di Radio Deejay: “Ho fatto una prova. È andata benissimo, ho cercato di essere il peggiore possibile, e invece è andata benissimo proprio per quello. Ma non so ancora se lo farò. Di X-Factor, certo, ne ho parlato male. Ma io quello che ho sempre pensato dei talent lo continuo a pensare”. Già, di X-Factor ne ha parlato male, e questo ci riporta proprio alle dichiarazioni al vetriolo rilasciate su Instagram proprio da Fedez a febbraio, a seguito dell’annuncio definitivo sul suo abbandono della postazione: “Faccio una previsione di Nostradamus (tenetela a mente): Sicuramente ci sarà un artista che ha sempre sputato merda sui talent (x factor nello specifico) sia nei pezzi che nelle interviste. Che ha criticato me e altri giudici in diverse occasioni”.

Che Fedez non avesse già annusato l’aria e volesse darci qualche indicazione precisa? Certo, il passaggio a Salmo sarebbe, dal punto di vista strettamente musicale, un salto di qualità da far venire le vertigini, basta guardare a tutti i record di ascolti infranti con il bellissimo album “Playlist”, record che forse mettono oggi il coltello dalla parte del manico in mano proprio al rapper, che potrebbe aumentare notevolmente le pretese dovendo eventualmente mettere a rischio la propria immagine di artista contro tutto e tutti, che poi alla fine si “vende” a quel talent di cui tanto ha parlato male.

Lo stesso problema avuto da Lodo Guenzi, quando il suo pubblico “indie” si sentì tradito dall’escalation partita da Sanremo e andata avanti con XFactor. Resterebbe poi un posto, un ritorno di Asia Argento, anche se forse auspicato da parte del pubblico, risulterebbe un passo indietro per una grossa azienda come Sky, abituata a proseguire in avanti e non al passo di gambero, così le ipotesi si allargano talmente che anche buttarsi su qualche nome non risulterebbe utile a nessuno.  



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