"Come sarà il mio Sanremo". Intervista con Amadeus

Il nuovo direttore artistico del Festival all'Agi: "Sicuramente il mio sarà un Sanremo di tutti, che punterà ad unire la gente perché appartiene alla tradizione e ai ricordi di tutti gli italiani, io ancora conservo quelli di quando andavo da bambino a vederlo a casa dei miei nonni”

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Agf
Amadeus

“Il mio sarà un Sanremo di tutti, un festival nazional-popolare come diceva Pippo Baudo. E la mia mission da direttore artistico che nasce dalla radio sarà quella di trovare brani vincitori destinati ad avere un grande futuro come è stato ad esempio per “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri, o  “Come saprei” di Giorgia". Al telefono con AGI Amadeus, in vacanza in Spagna, comincia a delineare il suo primo festival da conduttore e direttore artistico. Ieri notte, premette, è riuscito a dormire soltanto tre ore. Non per l’emozione, spiega ma per rispondere agli oltre 300 messaggi di congratulazioni che gli sono arrivati.

Ha saputo 24 ore fa che sarà il direttore artistico e il conduttore del prossimo Festival di Sanremo, quello della settantesima edizione e, chiarisce, in questo momento si sente soprattutto orgoglioso: “Lo vivo come una grande responsabilità e come una grande gioia”.

Il suo Festival comincerà a prendere corpo dopo Ferragosto, quando formerà la sua squadra di autori, ma già da oggi, dopo aver ricevuto ieri l’ufficialità della nomina dall’ad della Rai Fabrizio Salini ha cominciato a parlarne al telefono con il vicedirettore di Raiuno Claudio Fasulo, responsabile del Festival. “Fino a ieri, anche se il mio nome era nell’aria da un po’, non ci avevo lavorato, anche per scaramanzia”, spiega. “Ma sicuramente il mio sarà un Sanremo di tutti, che punterà ad unire la gente perché appartiene alla tradizione e ai ricordi di tutti gli italiani, io ancora conservo quelli di quando andavo da bambino a vederlo a casa dei miei nonni”.

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Essendo il Festival dei 70 anni, chiarisce “non potrà non trovare un incastro tra l’attualità e la storia di Sanremo”. Ma se ieri una nota della Rai ha parlato di un coinvolgimento dei personaggi che hanno fatto la storia del Festival, la presenza dei vecchi conduttori come Antonella Clerici, Fabio Fazio and Co. sul palco, nomi usciti in queste ore, precisa, è per ora solo un  rumor non confermato. “Di certo c’è solo la presenza di Fiorello, perché l’ha annunciato lui e perché se non dovesse venire lo andrò a prendere a casa io”. 

Amadeus ha cominciato a sognare Sanremo, racconta, quando aveva 16 anni e presentava le sagre di paese, dove lo pagavano con i buoni pasto: “Poi andavamo a cena con gli amici e loro mi dicevano:” Chissà fra quanto farai Sanremo..”, è un po’ come quando nel tuo gruppetto c’è uno che ci sa fare con il pallone e speri che diventi Maradona, spiega chiarendo che questo è ovviamente il punto più alto della sua carriera, opposto a quello di undici anni fa quando, passato a Mediaset nel 2006 fu utilizzato solo per  un preserale e rimase fermo un paio d’anni: “ Ma ci sta, il mio mestiere è un po’ come quello dello scrittore che non ha la certezza di scrivere ogni volta un best seller. Da esperienze come quelle comunque si impara”.

Di tutti i Festival che Amadeus, 56 anni, ha visto dall’infanzia ad oggi, non se la sente di incorniciarne uno in particolare. Però chiarisce che ha apprezzato parecchio “Soldi”, la canzone di Mahmood che ha vinto, tra parecchie polemiche, quest’anno: “Mi piace molto, la sento parecchio anche qui in Spagna e soprattutto non mi ha stancato dopo poco, una qualità essenziale…”.

Da direttore artistico non avrà riserve sugli artisti che provengono dai talent: “Non sono contro i talent a prescindere, se i ragazzi che vincono sono bravi perché no, ma non è neanche scontato che la vittoria in un talent assicuri il successo”. E anche se sarà un Festival dall’impronta nazionalpopolare Amadeus punterà anche su ospiti stranieri: “Se vengono lady Gaga o Madonna non chiuderò certo la porta” scherza.  



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