Il monologo di Claudio Bisio sui migranti che ha diviso la stampa

Dopo la prima serata del Festival, i quotidiani hanno dedicato molto spazio alla gag dell'attore sui testi 'sovversivi' delle canzoni di Claudio Baglioni

Il monologo di Claudio Bisio sui migranti che ha diviso la stampa
 Agf
 Claudio Bisio a Sanremo

La giacca di Claudio Bisio, nonostante gli sbrilluccichii da prestigiatore, è rimasta in ombra, così come lo splendore di Matteo Bocelli, figlio di cotanto padre. È stato invece il tema migranti, elemento portante del Festival di Sanremo già dalla conferenza stampa di un mese fa, con la polemica esternazione politica del direttore artistico, a colonizzare  le cronache della prima giornata  festivaliera. In primo piano c’è il dissacrante monologo di Claudio Bisio sulla portata sovversiva e pro migranti dei testi di Claudio Baglioni, a cominciare  da "passerotto non andare via" e  "accoccolati ad ascoltare il mare". Versi presaghi, ha sottolineato ironicamente  il comico, della vis sovversiva del direttore artistico. 

È stato però un monologo divisivo. Una parte della stampa l’ha adorato: "Bisio è stato gigantesco: la gag su Baglioni sobillatore e sovversivo ha spazzato via polemiche di giorni sul comizio del presentatore sulla questione dei clandestini. Insomma, si può parlare di questi drammi senza farne una ragione di Stato", scrive  Laura Rio sul Il Giornale, mentre Silvia Fumarola su La Repubblica  sottolinea come Bisio "ironizzi alla grande sulle critiche a Baglioni" e Marco Molendini sul Messaggero spiega che  "affrontando ironicamente il tema proibito dei migranti Bisio ha dato il suo colpo di fioretto sulle polemiche".

Altri inviati sanremesi  ne hanno invece rilevato la fiacchezza: Alberto Mattioli sulla Stampa scrive: "In sala stampa aveva suscitato una certa emozione l’annuncio di un monologo di Bisio sul Baglioni rivoluzionario. Come no. Satira all’acqua di rose". Un pollice verso condiviso anche dalla coppia del Corriere della Sera Renato Franco e Andrea Laffranchi: "Il numero di Bisio parte da un’idea che non è male - leggere le canzoni di Baglioni in senso antagonista, rivoluzionario e sovversivo- ma il risultato finale non è niente di indimenticabile e lascia il retrogusto di non averci provato fino in fondo ad essere se stesso", mentre è appena più lieve la critica di Silvia Truzzi de Il Fatto quotidiano: "Il monologo di Bisio era divertente, intelligente e aggraziato. Troppo per essere graffiante". 

Non mancano neanche le critiche al passaggio (quello sugli africani intorno al pentolone) del monologo di Bisio che ha contrariato in primis Luca Morisi lo spin doctor di Matteo Salvini: "La battuta sui migranti prima di migrare è infelice e scatena Luca Morisi, l’anima social di Salvini: “Ecco come Bisio immagina gli africani, col pentolone a cantare Hakuna Matata. Per fortuna che era antirazzista”. Dateci oggi la nostra polemica quotidiana. E Sanremo sia", scrive Mattioli sulla Stampa.



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