Caso Fedez, il direttore di Rai3 Di Mare: "L'artista ha manipolato i fatti"

Caso Fedez, il direttore di Rai3 Di Mare: "L'artista ha manipolato i fatti"

Audito in Commissione Vigilanza Rai, il direttore di rete replica e accusa: tutti dietro a una menzogna senza la minima verifica, "ora ci aspettiamo le scuse". Consegnata ai parlamentari la trascrizione integrale della telefonata

Rai Fedez Concertone Franco Di Mare

© Maria Laura Antonelli / AGF 
- Franco Di Mare direttore Rai 3 

AGI - La vicenda Fedez-Rai al Concertone "ha creato molto rumore" ma era una vicenda "basata fondamentalmente sulla manipolazione dei fatti, che nelle intenzioni di chi l'ha orchestrata avrebbe dovuto dimostrare una sorta di censura da parte della Rai nei confronti di un artista, censura che non c'è mai stata". Franco Di Mare, direttore di Rai3, si difende così nel suo intervento di apertura in audizione davanti alla commissione di Vigilanza convocata per fare chiarezza sulla denuncia pubblica di Fedez in relazione ad una telefonata con cui un interlocutore che parlava a nome della Rai chiedeva all'artista di rivedere il contenuto del monologo.

Di Mare: la Rai non ha censurato nessuno, manipolazione di Fedez

Successivamente nella telefonata interveniva anche la vice direttrice di Rai3, Ilaria Capitani, che diceva di ritenere inopportuno il contenuto del monologo. Di Mare ha sostenuto che "è stato gettato discredito sul servizio pubblico e che ha indotto molte adesioni che io reputo molto frettolose". "La Rai non ha chiesto nulla, è falso dire il contrario", nessuno in Rai ha chiesto preventivamente il testo a Fedez.

Quella operata dall'artista è stata "una manipolazione", che poi ha subito visto "tutti correre dietro", tutti "vittime di una menzogna" e senza che sia stata fatta una minima verifica. Il direttore di Rai 3 ha spiegato che la valutazione del contenuto "è demandata direttamente alla produzione, lo prevede il contratto. I testi si consegnano, questo si configura come responsabilità, atto doveroso". 

Il testo "avremmo potuto chiederlo", ha aggiunto, riferendo anche il contenuto della risposta via e-mail del vice direttore Ilaria Capitani agli organizzatori - ai quali "per contratto compete la responsabilità editoriale", precisa Di Mare - la quale non riteneva opportuno nel contesto attuale quel contenuto. La telefonata con l'artista "la fa Bonelli (Massimo, a capo della società che organizza l'evento del Concertone,ndr), Ilaria Capitani non segue la prima parte della telefonata, non è nella sala e non può aver registrato la telefonata e si avvicina quando percepisce che l'artista alza i toni della voce.

Lo fa quando l'artista afferma, probabilmente - e voglio dirlo ancora bonariamente - facendo confusione su chi sia l'interlocutore, 'voi del servizio pubblico avete il potere di censurare chi volete', la Capitani si avvicina e fa capire che l'azienda viene chiamata in causa in modo diffamante". Di Mare ha quindi consegnato alla commissione la trascrizione integrale della telefonata ed evidenziato che quanto reso pubblico invece da Fedez era incompleto, ovvero l'artista "ha tagliato" alcuni passaggi, "specie quelli in cui la Capitani dice che la Rai non opera alcuna censura e lascia invece solo la parte in cui dice 'io non lo ritengo opportuno in questo contesto'.

"L'intervista viene montata spostando domande e risposte, inserendo domande dove non ci sono e così l'intervista assume un tono completamente diverso rispetto a quello finora pubblico. Quello pubblicato da Fedez non è neanche un riassunto, è una manipolazione". Il direttore di Rai3 ha quindi citato la definizione di 'manipolazione' che fanno il Devoto Oli e la Treccani, e cioè macchinazione, imbroglio, più comunemente rielaborazione  tendenziosa della realtà.    

Lo sfogo del direttore di Rai 3, siamo stati crocifissi

"Siamo finiti sui siti internazionali, perfino a Singapore, è un imbroglio, una manipolazione", ha commentato Di Mare, aggiungendo che "in alcuni Paesi la manipolazione è un reato penale..". La narrazione di quella giornata "è stata falsata", ha detto ancora. E "tutti corrono in soccorso del cantante che urla a una censura inesistente, che nessuno aveva mai fatto. E purtroppo nessuno si prende il tempo per una verifica attenta. Ma tutti vittime di una menzogna, nella migliore delle ipotesi vittime di una verità aggiustata e che diventa verità per tutti per 48 ore. Noi, Rai, veniamo crocifissi e condannati prima ancora che Fedez salga sul palco...Ma si può rimediare a questo, dopo che siamo finiti sui siti di mezzo mondo? Mi auguro di sì ma non mi illudo perché il danno è gigantesco, la bugia corre più veloce della verità. Chi pagherà per questo? Ilaria Capitani e gli altri si aspettano delle scuse che sono certo non arriveranno mai. Come si fa a cadere nella rete della manipolazione?". L'auspicio del direttore di Rai3 è che "da questa storia di falsità venga fuori un insegnamento, qualcosa di positivo". 

Si è però trasformata in un boomerang la dichiarazione in commissione di Vigilanza Rai circa la manipolazione che Fedez avrebbe fatto del contenuto della telefonata che il rapper ha avuto con gli organizzatori e, in parte con la vice direttrice della rete Ilaria Capitani, alla vigilia del Concertone del primo maggio.

Per Di mare è la Rai a dover decidere se avviare o meno un'azione legale contro Fedez per la presunta manipolazione del contenuto della telefonata da parte dell'artista alla vigilia del Concertone.

"Il danno di reputazione c'è stato, lo dovrà valutare la nostra leadership aziendale", spiega il direttore della terza rete, che parla senza mezzi termini di "esecrabile azione di falsificazione compiuta da Fedez, cambiare l'ordine delle domande e delle risposte, eliminare alcune risposte non è un gioco, è un reato. Non è una mia opinione ma un dato di fatto. E' fondamentale tutto questo, perché sulla base di questa ci siamo presi valanghe di immondizia tirata addosso perché siamo risultati inaffidabili, gente che voleva impedire a Fedez di dire alcune cose. Ma il punto è: perché cambiare le carte, perché modificare la realtà in maniera truffaldina? Non c'era alcun motivo e però l'ha fatto".

Le parole di Di Mare un boomerang?

Diversi componenti della commissione hanno chiesto a Di Mare come mai lui stesso e l'azienda di viale Mazzini non abbiano subito denunciato alla procura della Repubblica o ad altre autorità la manipolazione che si dice sia stata operata dal cantante facendo così intendere che il servizio pubblico operasse un presunto tentativo di censura del suo monologo preparato per l'occasione e da tenere dal palco del Concertone. 

Infine, il presidente della commissione di Vigilanza rinnoverà all'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, la richiesta di visionare in copia il contratto tra Rai e organizzatori del Concertone del Primo maggio. Lo ha annunciato lo stesso Alberto Barachini in avvio di audizione di Di Mare, dedicata alla vicenda Fedez.  

Il presidente ha detto che valuterà "se si sia il caso di predisporre un eventuale opportuno doveroso approfondimento", ed ha riferito che una copia è stata inviata sì alla commissione e proprio questa "ha reso evidente la problematica della esternalizzazione dei contratti, che dev'essere invece curata da parte della Rai specie in caso di eventi particolari".

La replica di Fedez: rifarei tutto

"Il direttore di Raitre mi accusa di manipolazione del video e allude anche al fatto che io avrei tramato un complotto alle loro spalle con dei giornalisti, e dall’altra parte la Lega propone di denunciarmi. Io mi assumo totalmente la responsabilità di ciò che ho detto e fatto, sapevo benissimo a cosa andavo incontro", commenta Fedez in un lungo intervento su Instagram, pubblicato dopo la fine dell'audizione in Vigilanza di Franco di Mare. "Potevo benissimo starmene a casa mia - aggiunge - ma rifarei quello che ho fatto centomila volte, anche perché io sono un privilegiato, se la Rai mi fa causa io ho i mezzi per potermi difendere, se la Rai mi bandisce dalla Rai a me non cambia la vita. Ma quanto lavoratori della Rai se questo è il metodo che viene utilizzato devono scegliere tra la libertà di parola e il dar da mangiare alle proprie famiglie? E’ giusto questo comportamento in una tv che si definisce di Stato?".