Soundreef potrà operare in Italia: "Così abbiamo abbattuto il monopolio Siae"

Per aggirare gli ostacoli legali residui, la startup di D'Atri si avvarrà di una società no profit che raccoglierà i diritti. Chi ha ragione tra le due società? Fact checking 

Così Soundreef potrà operare in Italia: "Così abbiamo abbattuto il monopolio Siae"

Soundreef​, la società fondata a Londra da Davide d'Atri e Francesco Danieli per sfidare il monopolio Siae nel campo del diritto d'autore, può ora operare legalmente in Italia. La creazione di una società no profit, LEA (LIberi Editori Autori), che gestisca il copyright degli autori iscritti a Soundreef ha infatti consentito di superare l'ultimo ostacolo che impediva alla startup di lavorare nel rispetto delle leggi del nostro Paese.

L'Italia aveva infatti sì recepito, con notevole ritardo, la direttiva Barnier che imponeva la liberalizzazione del settore ma, nel decreto fiscale legato all'ultima manovra, il monopolio veniva superato solo a favore di "organismi di gestione collettiva - ossia gli enti senza fine di lucro e a base associativa - operanti sul territorio dell’Ue", definizione nella quale Soundreef, che è una Srl, non ricadeva. 

"Adesso possiamo dire a tutti gli effetti che una piccola società ha abbattuto il dominio monopolistico ultracentenario della Siae nella raccolta dei diritti d'autore. Da oggi anche società private come Soundreef possono operare in piena legalità e, si spera, a pari condizioni sul mercato italiano", ha annunciato con malcelato orgoglio D'Atri in conferenza stampa affiancato da Fedez, tra le punte di diamante di un catalogo che ha visto negli ultimi mesi aggiungersi pezzi da novanta come Enrico Ruggeri, J-Ax, 99 Posse, Gigi D'Alessio, Fabio Rovazzi, Nesli, Maurizio Fabrizio e il maestro Adriano Pennino. 

Appello alla Siae: "Confrontiamoci"

"Lavoreremo in Italia insieme all'associazione no profit LEA, costituita di recente da un gruppo di autori, editori e professionisti del settore. Gli oltre 11mila autori ed editori nostri iscritti saranno rappresentati ed intermediati in Italia da LEA rientrando così nel perimetro delineato dall'art.19 del decreto fiscale (148/2017) collegato alla Legge di Stabilità 2018.

Non abbiamo mai smesso di combattere per far valere i nostri diritti e dare una nuova prospettiva al mercato della musica e alla fine le nostre fatiche sono state premiate", ha dichiarato l'ad di Soundreef.

In questi anni", ha aggiunto d'Atri, "abbiamo subito attacchi e comportamenti sleali di ogni tipo ma fa piacere poter ispirare altri giovani imprenditori a fare innovazione e sfidare costruttivamente lo status quo. C'è tanto lavoro da fare per le istituzioni preposte al controllo e vigilanza di questo nuovo mercato: dalle regole di ingaggio tra vecchi e nuovi intermediari al fine di tranquillizzare gli utilizzatori a provvedimenti per evitare che l'ex monopolista continui a pretendere di raccogliere compensi anche di autori ed editori non più iscritti alla Siae. Facciamo un appello ai dirigenti Siae: è il momento di moderare i toni e confrontarci.

Nel rispetto delle differenti posizioni, è dovere dei soggetti presenti sul mercato aiutare le istituzioni a trovare soluzioni mirate alla tutela di autori, editori e utilizzatori".

Fedez: "Ho creduto nel progetto fin dall'inizio"

A sua volta Fedez ha sottolineato di aver creduto "fin dall'inizio" nel progetto di Soundreef: "Ero consapevole delle difficoltà cui saremmo andati incontro ma sapevo che si doveva rompere un monopolio e un sistema che agevolava pochi soggetti e i soliti. Oggi sono contento di poter rivendicare di essere stato in prima linea con Soundreef in questa battaglia tra Davide e Golia che alla fine ci ha visti tagliare il traguardo nonostante gli ostacoli che hanno cercato di metterci davanti".

Il Davide, non di meno, appare destinato a crescere parecchio: Soundreef ha inaugurato l'anno nuovo con due importanti accordi per la raccolta e gestione dei diritti d'autore on line con Suisa, la storica società nazionale svizzera di gestione collettiva di diritti d'autore, e con YouTube.

 

 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it