"Cantare a Sanremo è una tortura". Parola di Romina Power

La cantante e Al Bano raccontano all'Agi i momenti più emozionanti di una lunghissima carriera. Come quella volta a Tirana...

Romina al Bano Sanremo

"Non sono cresciuta con il mito di Sanremo perché per me è stata una tortura. La canzone non deve essere in competizione tra colleghi. Canto con i colleghi, non contro i colleghi, questo non rientra nella mia mentalità. La conferenza stampa dopo la vittoria nel 1984 è stata mortificante". Lo ha affermato Romina Power in un'intervista con l'AGI a Monaco di Baviera assieme ad Al Bano.

"Sanremo è come il campionato di calcio, siamo in tanti, ma posso assicurare che è la canzone che vince, non il cantante", ha precisato Al Bano. Ricordando il momento più bello, più emozionante e toccante della loro carriera, Al Bano e Romina hanno citato il concerto di Rio de Janeiro del 4 ottobre del 1997 quando "abbiamo cantato per Papa Giovanni Paolo II davanti a 150 mila spettatori". Ma, hanno aggiunto, anche che "il "concerto del 18 settembre del 1989 a Tirana è stato indimenticabile". "Ci siamo esibiti quando ormai il regime comunista si stava spegnendo e noi siamo stati i primi occidentali a cantare in Albania - ha ricordato Al Bano -. Fantastico è stato aver cantato in piazza Rossa a Mosca in piena Unione Sovietica".

Alla domanda come vorrebbe essere ricordata fra 100 anni Romina Power ha risposto: "Per quello che sono, un'artista eclettica che si è espressa in varie forme di arte, che i miei quadri avessero un valore, che i miei libri durassero nel tempo". Il crooner di Cellino San Marco, invece, ha detto di sperare di essere ricordato come  "un cantante niente male cui pure Michael Jackson aveva copiato una canzone". Il riferimento è al presunto caso di plagio (poi Jackson venne assolto) della canzone 'I Cigni di Balaka' risalente al maggio del 1992. Come che sia, per Romina "Al Bano è il più grande cantante pop italiano". 



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