I 70 anni di Renato Zero, 'provocatore impegnato'

I 70 anni di Renato Zero, 'provocatore impegnato'

Esce 'ZeroSettanta', primo album di una trilogia. Le altre due uscite sono previste il 30 ottobre e il 30 novembre. 

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AGI - Renato Zero compie domani 70 anni, oltre 50 dei quali vissuti da protagonista dello spettacolo e della musica. Un 'provocatore impegnato', come lo definì un importante critico alcuni anni fa. Un artista capace di unire eccessi estetici, abiti sgargianti e atteggiamenti irriverenti con tematiche profonde e difficilissime. Un cantante che, come ha detto lui stesso, si vestiva da clown per parlare, ad esempio, di pedofilia ("Se mi fossi presentato con un abito serio avrei avuto meno attenzioni e visibilita'", ha spiegato pochi giorni fa).

Se la carriera di Renato Zero parte ufficialmente nel 1967 con l'uscita del 45 giri 'Non basta, sai/In mezzo ai guai', prodotto da Gianni Boncompagni con le musiche di Jimmy Fontana, operazione che fruttò la vendita di una ventina di copie, è di diversi anni prima l'idea del personaggio, emerso ancor prima del cantautore, quello Zero al posto del cognome, che è Fiacchini, adottato proprio come prima provocazione verso chi non ne percepisce immediatamente la statura artistica e punta il dito contro proprio al grido di "Sei uno zero!".

Ma Renato Fiacchini avrà poco o niente a che fare con il numero 0, anzi, risulterà spesso primo, l'unico cantautore italiano, per esempio, a raggiungere la vetta della classifica italiana con un proprio album in cinque diversi decenni, dagli anni '70 alla prima decade del millennio 2000.

Prima ancora di Boncompagni però è Don Lurio a notarlo al Piper di Roma, locale icona degli anni '60 della capitale, e ad inserirlo nel gruppo di ballo I Collettoni, che accompagnano Rita Pavone nei suoi show in Italia e nel mondo; proprio lì conosce Loredana Bertè, con la quale instaurerà un rapporto di profonda amicizia che si chiuderà bruscamente alla fine degli anni '90.

Per vedere il Renato Zero che tutti conosciamo, l'artista di rottura, il performer scandaloso per un'Italia molto più complessa e perbenista, si dovranno aspettare gli anni '70, quando tra l'altro il glam rock americano comincia ad essere sdoganato anche da noi e lui ne diventa rappresentante assoluto, perlomeno per quanto riguarda la messa in scena.

Dopo qualche anno passato in sordina è nel 1977 che Zero sforna il piccolo capolavoro 'Zerofobia' che contiene perle del suo repertorio - da 'Mi vendo' a 'Morire qui' e 'Il cielo' - e che la rivista specializzata Rolling Stones piazza al 34esimo posto della classifica degli album più belli della storia della musica italiana.

Il successo prosegue con il successivo 'Zerolandia', album supportato dal brano 'Triangolo', che con questo ennesimo ambiguo testo decreta la sua essenza artistica e provocatoria; inoltre Zero anticipa i tempi anche per quanto riguarda la propria gestione, 'Zerolandia' infatti è il primo disco prodotto dall'omonima etichetta che fa di lui, di fatto, nonostante poi la distribuzione sia affidata alla RCA, uno dei primi 'indie' del cantautorato italiano.

Se lo può permettere: è l'artista del momento, non è un caso che il disco successivo, che esce nel 1979 si intitola 'EroZero', perché al contrario gli impegni sono numerosi e diversificati. Il disco infatti va benissimo grazie al successo del brano 'Il carrozzone', scritto da Franca Evangelisti e Piero Pintucci per Gabriella Ferri, che lo rifiutò servendo su un piatto d'argento a Zero uno dei suoi evergreen, che trascinerà il disco verso la prima posizione in hit parade.

Nello stesso anno esce al cinema con discreto successo il metafisico 'Ciao ni'' diretto da Paolo Poeti in cui Renato Zero interpreta se stesso. Ed è sempre nel '79 che Pippo Baudo gli affida la sigla della prima edizione di 'Fantastico', show che farà la storia della tv italiana. Anche gli anni '80 iniziano all'insegna dei successi, vanno molto bene gli album 'Tregua', dedicato al padre appena scomparso, 'Artide Antartide' (un milione e trecentomila copie vendute), ma soprattutto 'Icaro' album live che raccoglie l'esecuzione in concerto dei suoi principali successi.

Renato Zero poi, prima e più di tutti, instaura un rapporto molto intimo con il suo pubblico, quello che a partire dagli anni '80 comincerà a chiamare "sorcini", quando dopo una serata a Marina di Pietrasanta la sua macchina viene letteralmente accerchiata da una serie di motorini con fan in delirio che ai suoi occhi affettuosamente sono sembrati, appunto, "tanti sorci".

Ma sono queste le ultime soddisfazioni che Zero otterrà dagli anni '80 che invece saranno segnati da un serie di uscite considerate flop, perlomeno in riferimento alla statura artistica del cantautore. Sarà il Festival di Sanremo a restituirgli, nel 1991, il clamore che merita; la canzone con la quale si esibisce è scritta da Mariella Nava e si intitola 'Spalle al muro': l'esecuzione al Teatro Ariston viene accompagnata da un'emozionante standing ovation, stessa accoglienza che gli riserverà un anno dopo, con la crisi messa definitivamente alle spalle, per la sua 'Ave Maria'.

Zero non uscirà mai vincente dalla kermesse ligure ma sarà di fatto il festival a restituirlo al grande pubblico. Nel frattempo inaugura anche Fonopoli, il suo attrezzatissimo studio di registrazione. Nel 1995 Renato Zero festeggia i trent'anni di carriera con l'album/raccolta 'Sulle tracce dell'imperfetto' in cui le sue hit vengono riarrangiate dall'Orchestra dell'Accademia Musicale Italiana diretta e arrangiata dal Maestro Renato Serio: l'album contiene 'I migliori anni della nostra vita', diventata una delle sue canzoni più celebri.

Tre anni dopo esce 'Amore dopo amore', album trascinato dal successo del singolo 'Cercami', anche questo pezzo fondamentale nella discografia dell'artista. E' un periodo di grande ispirazione, nel 1999 infatti esce l'album live 'Amore dopo amore, tour dopo tour', registrato a Milano, al FilaForum di Assago, che contiene cinque inediti, tra questi 'Si sta facendo notte' e 'Il coraggio delle idee'.

Nel 2000 conduce su Rai 1 in prima serata il programma 'Tutti gli zeri del mondo'; sono anni fortunati, nel 2001 torna primo in classifica con il disco 'La curva dell'angelo' e registra un sold out allo stadio Olimpico di Roma con il tour del 2002 'Prove di volo'. Nel 2004 il tour 'Cattura il sogno/Il sogno continua' è il secondo di maggior successo nel nostro Paese, superato soltanto dalle date degli U2.

Zero tornera' in tv nel 2016 con un altro show da protagonista dal titolo "Arena - Renato Zero si racconta". I festeggiamenti per il suo 70esimo compleanno sono cominciati il primo settembre con l'annuncio della pubblicazione, il 30 settembre, di 'ZeroSettanta', primo album di una trilogia cui altre due uscite sono previste i prossimi 30 ottobre e 30 novembre.