Il duo Silvestri-Rancore, Diodato, Renga e le altre novità della settimana

Il duo Silvestri-Rancore, Diodato, Renga e le altre novità della settimana

Daniele Silvestri e Rancore rispolverano il classico del cantautore romano “Il mio nemico” aggiornandolo sotto tutti i punti di vista al nostro tempo e alla nostra situazione. Diodato prova un pezzo estivo. Felici ritorni per Francesco Renga e Pierdavide Carone. In zona rap singoli nuovi anche per Mondo Marcio e Random. Chicche della settimana dal Maestro Pellegrini e dagli Iside

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Anche questa settimana è ricca di nuove uscite, una su tutte quella che coinvolge Daniele Silvestri e Rancore, che rispolverano il classico del cantautore romano “Il mio nemico” aggiornandolo sotto tutti i punti di vista al nostro tempo e alla nostra situazione. Diodato prova un pezzo estivo che ha verve di un lunedì piovoso di novembre. Felici ritorni per Francesco Renga e Pierdavide Carone. In zona rap singoli nuovi anche per Mondo Marcio e Random. Chicche della settimana dal Maestro Pellegrini e dagli Iside.

Daniele Silvestri feat. Rancore – “Il mio nemico invisibile”

“Il mio nemico” è uno dei brani più famosi di un repertorio, quello di Daniele Silvestri, vastissimo e praticamente perfetto. Rispolverarlo e riproporlo insieme al giovane rapper Rancore è particolarmente significativo, questo perché nella versione originale un giovane Silvestri cantava il proprio disagio contro il proprio nemico, un nemico che adesso, pur magari restando immutato nella sostanza, è cambiato nella forma e nella manifestazione, e allora è giusto cambiare anche la voce, che dev’essere giovane e rabbiosa come lo è quella di Rancore.

Silvestri si fa da parte, cede le radici di uno dei suoi brani più rappresentativi, perché ora il nemico è quello di chi ha l’età di Rancore, un regalo ad un’intera generazione quindi da parte di un artista che ha sempre preso molto seriamente il proprio ruolo di artista ben oltre la riconoscibilità del proprio nome; per cui il nemico nel frattempo è diventato invisibile, nella fondina ci sono sempre “le carte Visa e quando uccide non chiede scusa”, il potere continua a non logorarlo, ma la sua nuova orrenda capacità, la sua fatality, è proprio quella di farci sentire invisibili, persi in questo universo più grande dell’universo che è il web, fregati dagli algoritmi, venduti ai grandi marchi, senza che niente conti più davvero. Se non la buona musica, che magari un giorno potrà tornare ad essere un’arma di denuncia, di ribellione, ad avere quella funzione più sociale che social, voce di una generazione che di una voce sente un disperato bisogno.

Diodato – “Un’altra estate”

Se “Fai rumore” avesse una zia del mare sarebbe “Un’altra estate”. Diodato prova a fare un pezzo estivo o forse sceglie il pezzo più estivo dal suo repertorio per proporlo alle porte dell’estate, ma il brano più che di ferragosto sa di un qualunque lunedì piovoso di novembre, una di quelle sere tristi in cui sei troppo depresso e ti arrendi ad una pastina perché vuoi solo che la giornata finisca in fretta. Il testo è piuttosto banalotto (per intenderci roba tipo “Lo vedi? Arriva un’altra estate/Lo so, non ci credevi più/Che è stato buio l’inverno, troppo duro, un inferno”), non lascia alcunché, scorre via liscio e innocuo, non fa niente di quello che dovrebbe fare un buon pezzo pop. Il commento più appropriato sarebbe: “Fai rumooooreeeeeeee!!!!!”

Francesco Renga – “Insieme: grandi amori”

Francesco Renga esce, perlomeno musicalmente, dal recinto che la musica leggera gli ha costruito intorno e che rischia di mortificare un talento vero al ruolo, abbastanza banale, di chi in repertorio c’ha solo il bel canto all’italiana. Renga è molto di più, chi ha abbastanza anni sul groppone per ricordarselo alla guida dei Timoria sa di cosa stiamo parlando. “Insieme: grandi amori” non si può certo definire un capolavoro, ma l’impressione è che la musica leggera sia come un tappeto di sabbie mobili, difficile uscirne, già provarci significa mostrare coraggio e il coraggio in musica premia e va sempre premiato.

Irama – “Mediterranea”

Prove aperte di tormentone per Irama che compone un pezzo come si fa con una ricetta della nonna che si prova a rifare a casa. Metti in un pentolone un po' di effetto alla voce, qualche riferimento vagamente “spiaggiesco”, un ritmo che ricorda vagamente il reggaeton senza essere reggaeton e il ritornello che parte a bomba. Sta tutto lì, sembra così facile, eppure ti viene sempre fuori una roba degna delle torte confezionate, niente che risulti evocativo, memorabile, significativo, anzi tutto ti fa pensare che hai perso tempo, che facevi prima ad andare al supermercato al reparto merendine; questo perché nella musica, come nelle torte, quando manca l’amore, inteso come “tocco”, la differenza, non c’è niente da fare, si sente.

Random – “Sono un bravo ragazzo un po' fuori di testa”

Quando il rap prende la strada del pop diventa tutto un po' vuoto, ma in certi casi, come questo, anche divertente. Il pezzo si fa ascoltare anche se poi non lascia quella scia di pensiero che dovrebbe lasciare il rap quando è fatto davvero bene. Perlomeno non infastidisce.

Mondo Marcio – “Adderral”

C’è un motivo se Mondo Marcio viene scelto da Mina per i featuring, un onore concesso, come sappiamo, a pochi. Perché tra tutti rapper della scena è probabilmente quello che più avvicina il suo modo di fare musica al cantautorato, perché l’attenzione riservata al sound si concilia con quella concessa alle rime. “Adderral” è una serenata rap matura e centrata.

Chadia Rodriguez feat. Federica Carta – “Bella così”

Brano pop femminista che non aggiunge niente di nuovo ad una battaglia che invece avrebbe proprio bisogno di qualche idea nuova per far capire il disagio vissuto ogni giorno dalle donne. 

Maestro Pellegrini – “Boxe”

Secondo singolo da solista per il Maestro Pellegrini, che si è fatto un nome nell’ambiente musicale come chitarrista degli Zen Circus e ora sta spiccando il volo solitario e i presupposti non potrebbero essere migliori. I brani sono evidenti strabordi di un’anima che aveva qualcosa da dire, qualcosa da raccontare, qualcosa di incontenibile. Suonano onesti, solidi, ben costruiti nei testi e conditi da intuizioni musicali tempestive, illuminanti. Ci aspettiamo un grande album da parte di un grande musicista.

Pierdavide Carone – “Forza e coraggio!”

Se dal punto di vista musicale il brano ha i suoi limiti, quelli dettati dal pop in fin dei conti, viene fuori in maniera piuttosto netta il messaggio, questo “forza e coraggio!” inno alla resistenza, invito alla ripartenza. Un messaggio che suona ancora più significativo se pensiamo che segna anche il ritorno alla musica di Carone dopo una battaglia fortunatamente vinta contro un cancro; allora si capisce perché tutto appare più netto, più sincero, più onesto. Bentornato.

Iside – “Draghi”

Nuovo singolo di una band particolarmente interessante, la vivacità dei testi unita ad una produzione moderna rende tutto molto gradevole. Ammirevole la volontà di sperimentare e fare qualcosa di nuovo, è indie ma non è l’indie che conosciamo e che ci ha già stufato, ha sonorità elettroniche ma ci tiene a dire qualcosa, vuole dire qualcosa ma non c’è quella presunzione di prendersi sul serio a tutti i costi. Ottimo.