Il non debutto di Matteo Bocelli a Sanremo

Classe ’97, ha dichiarato che da piccolo si vergognava a cantare davanti al padre, ma oggi non solo regge il duetto in maniera più che dignitosa ma la sua carriera è evidentemente destinata a proseguire sulle proprie gambe

Il non debutto di Matteo Bocelli a Sanremo 
(Agf) 
  Matteo Bocelli con il padre, Andrea Bocelli 

Quello sul palco dell’Ariston, per Matteo Bocelli, è stato un debutto, in realtà, solo per il pubblico italiano, perché già da un pezzo papà Andrea, “babbo” come lo chiama lui affettuosamente anche in pubblico, l’ha portato con sé negli States in eventi tutt’altro che secondari, tipo al Madison Square Garden di New York e al Late Show di Stephen Colbert. Forse per questo il giovane Matteo, “semplice studente al conservatorio di Lucca” come si è definito da solo in conferenza stampa all’Ariston ieri, è sembrato sicuro e tranquillo, “canto col mi’ babbo da quando sono piccolissimo, per questo sarò emozionato ma tranquillo” ha detto ieri di fronte ai cronisti.

Matteo, classe ’97, figlio di mezzo a casa Bocelli tra Amos e Virginia, questa nata dal secondo matrimonio di Bocelli con Veronica Berti, al Corriere della sera, ha dichiarato che da piccolo si vergognava a cantare davanti al padre, cosa del tutto plausibile, ma oggi non solo regge il duetto in maniera più che dignitosa ma la sua carriera è evidentemente destinata a proseguire sulle proprie gambe, un po' perché oltre a saper cantare è anche un gran bel ragazzo, non per niente la Guess lo ha già ingaggiato per un servizio in cui posa insieme a Jennifer Lopez, ma anche perché il pubblico mondiale, e da ieri anche italiano, ha già assorbito il personaggio e il singolo Fall On Me, cantato ieri al festival, vola negli ascolti online, scala le classifiche mondiali (il disco di babbo Andrea ha da poco conquistato la vetta della classifica Billboard in Usa e Inghilterra) ed è stato visualizzato su YouTube quasi 40 milioni di volte.

Secondo il papà tenore, ormai consacrato dal pubblico globale patrimonio dell’umanità, ancora deve studiare, ancora deve farne di strada, nonostante il passaggio di consegne ufficiale sul palco di Sanremo, e invitando, dicendolo ovunque e in tutte le salse, a non mettergli fretta e pressione. Impossibile se si ha quel cognome e si è deciso di dedicarsi al canto. Ma Matteo non è il primo e nemmeno l’ultimo figlio d’arte, sembra avere spalle forti e parrebbe potercela fare in scioltezza.



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