La musica indipendente tira. Questi numeri lo dimostrano

Nel mercato discografico il settore indipendente in forte crescita, ma le major ancora tengono

La musica indipendente tira. Questi numeri lo dimostrano

Il mercato discografico ha conosciuto negli ultimi anni un incremento significativo del settore indipendente, o meglio "indie". Molti artisti decidono di produrre e/o pubblicare le loro opere con etichette non appartenenti alle tre major oggi presenti sul mercato (Universal, Sony e Warner), spesso messe su con pochi soldi fra amici. E questo fenomeno sta avendo un'incidenza sempre più forte, che gli esperti stanno registrando nei dati.

Come funziona il mondo indie

Esistono ovviamente vari canali attraverso cui un'artista può farsi conoscere. Può cercare di fare tutto da solo, autoproducendosi e autodistribuendosi, sperando magari che un'etichetta indipendente lo noti e decida di prendersi cura del suo progetto. L'etichetta in questione può occuparsi sia delle gestione del diritto d'autore che della distribuzione, ma la grande diffusione non può che essere garantita da una major. 

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Nel processo di diffusione del prodotto artistico, possiamo distinguere tra:

  1. casa discografica, si occupa della produzione esecutiva e della distribuzione di un progetto musicale; può occuparsi anche della gestione dei proventi da diritto d'autore.  
  2. editrice musicale, si occupa prevalentemente della gestione dei diritti d'autore

Una stessa azienda, major o indipendente, potrebbe decidere di occuparsi della parte produttiva, della parte distributiva e della gestione dei diritti d'autore, oppure di solo uno di questi passaggi.

I dati 

Music & Copyright è una sezione di Ovum, agenzia che fa ricerche di mercato e appartenente al gruppo Informa. Una fonte attendibile, che ogni anno pubblica rapporti di propria elaborazione sulla situazione nel mercato discografico. Qui vi proponiamo i dati dal 2013 al 2016 relativi alle quote di mercato mondiali, calcolate sui loro ricavi, nel settore delle case discografiche e in quello delle editrici musicali; le major li occupano entrambi, seppure con nomi leggermente diversi. 

Quote di mercato delle case discografiche, 2013-2014

Considerando la categoria "physical/digital", che somma i ricavi provenienti dalla vendita sia di opere su supporto fisico che digitale, la Universal Music Group (UMG) risulta al 2016 leader mondiale nel settore delle case discografiche. Ma la quota delle case indipendenti cresce ogni anno.

Quote di mercato delle case discografiche, 2015-2016

La UMG domina il settore della produzione con il 32,8% della quota di mercato. La parte di mercato occupata da questa casa discografica, parte del gruppo imprenditorale Vivendi, è comunque in discesa costante dal 2013, quando era al 36,7%.

La UMG è leader anche nel settore digitale con il 34,6% della quota di mercato; mentre nel settore fisico è invece predominante l’insieme delle case indipendenti, che hanno complessivamente il 30,4% della quota (contro il 30,2% della Universal, che nel 2015 qui ancora primeggiava).

Sia nel settore digitale che fisico la quota della Universal è in caduta dal 2013. Il settore indipendente è stato invece in costante salita in tutti i settori (tranne una lieve flessione nel 2015 per quanto riguarda la combinazione fisicale/digitale).

La seconda major per quota, in tutti i settori, è la Sony Music Group (SMG), la terza è la Warner Music Group (WG).

Per quanto riguarda invece il settore della pubblicazione, sin dal 2013 domina il settore indipendente.

Quote di mercato delle editrici musicali, 2013-2014

Quote di mercato delle editrici musicali, 2015-2016

Al 2016 la quota "indie" è arrivato persino al 41,2%. La major che ha dominato il settore nel periodo considerato è la Sony, seguita da Universal Music Publishing Group (UMPG) e Warner Chappell.

La concentrazione nel mercato delle major 

Dagli anni '80 ad oggi il numero delle major si è dimezzato. Fino alla fine degli anni ‘90 oltre alle 3 menzionate erano presenti anche Polygram, EMI e BMG. Poi le varie acquisizioni:

  • Nel 1998 Polygram viene acquisita dalla Universal;
  • Nel 2004 la BMG si fonde con la Sony, dando vita alla Sony/BMG, dal 2008 solo Sony Music Group;
  • Nel 2012 finisce anche la gloriosa storia di EMI (nota per aver pubblicato i Beatles attraverso la propria etichetta Parlophone), assorbita per la parte maggiore dalla Universal e in parti minori da Sony e Warner.

Ed eccoci quindi, nel 2016, con le sole Big Three di cui abbiamo parlato finora: Universal, Sony e Warner.

Per approfondire:

Quote di mercato musicale globali 2016 (analisi di Music Industry Blog)