Chi vuole andare a un concerto dei Queen (e poi a uno dei Beatles)?

L'idea di ricreare i grandi eventi della storia della musica usando gli ologrammi fa gola ai nostalgici e a chi detiene di diritti si star scomparse. E ormai non è più solo un'idea

concerti ologramma
Natalie HANDEL / AFP
 
L'ologramma di Maria Callas in concerto alla sala Playel di Parigi il 28 novembre 2018

Il commento più ricorrente dopo la visione di Bohemian Rhapsody, il film che ricostruisce parte della storia dei Queen è stato “quanto avrei voluto vedere un loro concerto…”, specie da parte di chi era troppo piccolo quando la rock band riempiva stadi in tutti gli angoli del globo e specie durante la scena finale della loro indimenticabile esibizione al Live Aid, E lo abbiamo pensato mille volte guardando le immagini dei concerti dei Beatles, di Jimy Hendrix, dei Nirvana, dei Doors...

Quanto paghereste per poter assistere ad un loro concerto? Non sbilanciatevi perché in un prossimo futuro, senza nemmeno l’aiuto di una DeLorean che viaggia indietro nel tempo, il vostro sogno potrebbe avverarsi. In realtà si è già avverato, infatti in questo momento negli Stati Uniti sono diversi gli artisti ormai deceduti che sono tornati a calcare le scene.

Alcuni ologrammi stanno già cantando

Da Roy Orbison e Liberace fino a due icone assolute della storia della musica come Frank Zappa e Ronnie James Dio. Nessun sacrilegio, nessuna magia nera dietro, ma semplicemente ologrammi, tecnologia ai più alti livelli, tecnologia già in voga a Los Angeles, dove, per esempio, da diverso tempo la regina del jazz, Billie Holiday, fa show quotidiani di 40 minuti al nuovo Hologram USA Theater.

Non è la prima volta che questa tecnica viene proposta al pubblico, ai Billboard Music Award del 2014 il pubblicò rivide danzare sul palco Michael Jackson, per non dimenticare la storica esibizione del rapper Tupac al Festival Coachella del 2012.

Ma si trattava di esibizioni singole in occasione di grossi eventi musicali, ora i progetti si fanno sempre più grossi e il rischio concreto è quello dell’affermazione di un nuovo mercato basato sulla riproposizione “ologrammata” dei più grandi spettacoli musicali della storia.

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Le prove imbastite per testare il parere del pubblico sono andate benissimo, la scorsa stagione il pubblico di Londra e Parigi ha avuto la possibilità di riascoltare “dal vivo”, accompagnata da un’orchestra (questa viva per davvero) la divina Maria Callas. Prezzo del biglietto: circa 30 euro, e nessuno si è lamentato.

Naturalmente trattasi di un mercato che permette di sbizzarrirsi, in primavera anche Glenn Gould, forse il pianista più elegante della storia della musica, a 36 anni dalla morte prematura, tornerà, o forse sarebbe meglio dire riapparirà, dinanzi ai nostri occhi.

Il ghiotto mercato degli olo-concerti

Un gioco che fa più o meno comodo a tutti, tant’è che anche le famiglie degli artisti non stanno protestando, anzi, sembrano entusiaste all’idea di poter far “rivivere” i propri cari, nonché i relativi diritti d’autore che ne deriverebbero. Se alcuni dei progetti musicali (giusto per dargli una connotazione tecnica) non esistono più, per svariate motivazioni che comprendono, ahinoi, anche la morte, il loro mercato risulta essere più vivo che mai, tant’è che la classifica FIMI che riassume le vendite del 2018 ci dice che il vinile in Italia ancora oggi più venduto risulta essere 'The dark side of the Moon' dei Pink Floyd (datato 1973). 

I Queen, sulla scia dell’uscita del biopic hanno ricominciato a scalare le classifiche digitali di mezzo mondo e, secondo Forbes, Michael Jackson dalla sua morte ha incassato circa 2,4 miliardi di dollari, 400 milioni solo nel 2018. Insomma un mercato dalle potenzialità enormi, “senza limiti” come ha dichiarato Jeff Pezzuti della Eyeillusion, società che ha “resuscitato” Frank Zappa e Ronnie James Dio,

Il caso Amy Winehouse

L’homepage del sito della BASE Hologram, che nella prossima stagione manderà in tour Amy Winehouse e dove è possibile acquistare anche i biglietti per gli eventi, parla di “un'esperienza dinamica, imponente, di dimensioni superiori alla vita” e un’ulteriore prospettiva circa le conseguenze di questo nuovo filone di eventi viene data dal padre della cantante deceduta nel luglio del 2011, che all’agenzia Reuters ha dichiarato “I fan hanno chiesto a gran voce qualcosa di nuovo di Amy, ma in realtà non c'è nulla di nuovo. Abbiamo pensato che sarebbe stato un modo straordinario per Amy sia di far di nuovo visita ai suoi fan attraverso un ologramma, sia anche una buona occasione per raccogliere fondi per la nostra fondazione". Tutti i proventi del nuovo tour saranno devoluti alla Amy Winehouse Foundation che aiuta i giovani che soffrono per l’abuso di sostanze. "Faremo del nostro meglio per onorare la sua eredità", ha detto l'amministratore delegato di BASE Hologram, Brian Becker. "Questa è una celebrazione". Con buona pace di chi, non troppo tempo fa, ha mostrato di non gradire affatto l'idea di l'esibizione in ologramma della compianta Amy.

 



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