La più grande eredità che Lindsay Kemp lascia al rock è David Bowie

Il coreografo, ballerino e mimo che si è spento a Livorno a 80 anni era stato determinante per la nascita del mito di Ziggy Stardust. E aveva ispirato Mick Jagger, Peter Gabriel e Kate Bush

lindsay kemp morto david bowie
Pasquale Modica / AGF 
 Lindsay Kemp

C'era un ragazzo che muoveva i primi passi nello show business. E c'era un artista che quel mondo lo stava già mettendo a soqquadro. Il loro incontro innescò una reazione a catena che avrebbe cambiato la storia del rock. Uno era David Bowie, l'altro Lindsay Kemp.

E' grazie al grande coreografo, mimo e ballerino se oggi ricordiamo Bowie come la stella più splendente del glam rock, se le interpretazioni che più si sono incise nella nostra memoria sono quelle nei panni di Ziggy Stardust. Perché senza Lindsay non ci sarebbe Ziggy, almeno tanto quanto senza Kemp non ci sarebbe Bowie. 

E' stato Lindsay Kemp a insegnare a Bowie a fare del corpo un oggetto d’arte, come ricorda Vanity Fair, Bowie era salito per la prima volta su un palcoscenico con la compagnia di Kemp e lo aveva poi chiamato a dirigere le coreografie del tour mondiale Ziggy Stardust Show del 1972.

E con Bowie vennero altre star del rock, da Mick Jagger a Peter Gabriel, fino alla elegante, sofisticata Kate Bush. 

In una lunga intervista a Repubblica, Kemp raccontava dell'incontro con Bowie. "Venne a vedere un mio spettacolo in un piccolo teatro. Qualcuno mi aveva dato il suo LP, il giorno prima, quello chiamato proprio David Bowie, dell’etichetta Deram. Mi ricordo la canzone: When I live my dream. E m’innamorai subito della sua musica, della sua voce"

Kemp scelse quel brano per suonarlo prima dello spettacolo e Bowie, che era in platea, ne fu molto lusingato. "Venne a trovarmi in camerino, e fu davvero amore a prima vista! Il giorno dopo venne a trovarmi nel mio appartamento in Soho e cominciammo subito a pianificare tutto quello che avremmo potuto fare insieme. Sì innamorò del mio mondo, rimase incantato soprattutto dal mio Pierrot. Cominciò a venire alle mie lezioni al centro di danza il giorno dopo, e preparammo insieme lo spettacolo Pierrot in Turquoise … la storia con Bowie è lunga e drammatica, usualmente non voglio parlarne … però posso reinventarla ogni volta che voglio!

”

Da quella amicizia nacque il progetto più grandioso di Bowie: lo show di Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. "Nelle mie lezioni di danza c’erano rockstar e attori di Hollywood. Non c’erano solo Bowie o Peter Gabriel, c’era Mia Farrow, c’era Sandy Powell, la famosa costumista, che ha studiato con passione i miei insegnamenti. Venivano alle mie lezioni dopo aver assistito ai miei spettacoli, perché volevano diventare parte del mio mondo. Molte persone vennero alle mie lezioni e rimasero influenzate. Sai, non ho mai voluto prendere troppo credito, non ho mai voluto enfatizzare la mia influenza.  

"Bowie, per esempio, come ballerino non è che si sapesse muovere egregiamente all’inizio, cosa che non possiamo dire di Mick Jagger o, per esempio, di Michael Jackson. Aveva, certo, una grazia naturale, era favolosamente carismatico e aveva un talento versatile. Andammo a vedere moltissimi spettacoli assieme.

Lindsay Kemp raccotato da Lindsay Kemp

Amava raccontare di essere stato cacciato dall'accademia navale perché si era messo a interpretare Salomé vestito solo di carta igienica. Lo misero alla porta, ma non per aver offeso la morale, quanto piuttosto per lo speco di carta igienica. Aveva fondato la sua compagnia di danza negli anni Sessanta.

Lo spettacolo che gli diede popolarità è 'Flowers' del ’68, l'anno delle rivoluzioni. Lo aveva prodotto con 500 sterline ricevute in eredità da una zia. "Da lì per 25 anni ho girato tutto il mondo, sempre attaccato per oscenità". In un'altra intervista, al Tirreno, si raccontava così:

"Mio padre era in Marina, come un po’ tutti in famiglia. Morì all’inizio della guerra. Avevo una sorellina che era una piccola teatrante, ma se ne andò a 5 anni, e io sono nato come una sorta di sostituzione. Mia madre era molto sofisticata, teatrale, appassionata. Mi incoraggiava a ballare e cantare, durante i bombardamenti intrattenevo la gente nel rifugio. Per me il teatro divenne una specie di ossessione, ma mia madre aveva paura per il mio futuro, e mi mandò all’Accademia Navale. Furono anni orribili, brutali, ma sopravvissi danzando e intrattenendo i miei compagni, divenni popolare nella scuola, e ovviamente malvisto dai graduati. Venni via senza un soldo, e quando mia madre capì che il teatro era la mia strada si mise a fare le pulizie, o la cameriera per aiutarmi. Poi è diventata la mia più grande fan, ha visto Flowers 120 volte.

"Degli anni Sessanta nella Swinging London ricordo la gioia, le risate, la libertà, l’impegno che tutti avevamo per la pace. Era un grande momento per l’arte, la creatività, la sperimentazione, anche se io non volevo fare underground. Se pensi a Bob Dylan, John Lennon, c’erano davvero grandi personaggi, un bel periodo. Eravamo tutti idealisti. E ricordo che il sole splendeva sempre; lo so, non è vero, ma io lo ricordo così".

 



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