Gli hacker di Game Of Thrones pronti a pubblicare altre puntate

Non solo i nuovi episodi, ma anche mail e dati su vertici e nuove programmazioni sarebbero stati rubati a Hbo

Gli hacker di Game Of Thrones pronti a pubblicare altre puntate
 (Afp)
 Game of Thrones

HBO, la rete americana che trasmette Game of Thrones (Il trono di spade, in Italia) è di nuovo sotto attacco. Alcuni hacker, usando lo pseudonimo “Mr. Smith”, hanno chiesto un riscatto di diversi milioni di dollari per evitare che molti dati sensibili dell’emittente possano venire diffusi online.

I presunti documenti sottratti

Tra i dati che i cyber-criminali avrebbero sottratto all’HBO non ci sarebbero solo cinque puntate, una ancora non trasmessa, della sesta stagione di Game Of Thrones, ma anche altri documenti estremamente delicati: le email inviate dal vicepresidente Leslie Cohen, alcuni fascicoli legali di cause intentate contro la compagnia, offerte di lavoro per i dirigenti più importanti, la programmazione cinematografica e televisiva, ancora inedita, dei prossimi mesi. Oltre a intere puntate di serie televisive, e film, ancora non annunciati dall’emittente. Nel complesso si tratterebbe di circa 1,5 terabyte di dati sensibili. 

Secondo Associated Press ci sarebbe anche un documento che sembrerebbe contenere i dati personali del cast di Game of Thrones: numeri di cellulare e indirizzi di posta elettronica di attori come Peter Dinklage, Lena Headey e Emilia Clark.

Il “precedente” della Sony

Per HBO è il secondo attacco informatico in poche settimane. Fino ad adesso, però, i danni sono stati limitati. Niente di paragonabile a quello che, nel 2014, dovette subire la Sony. Un attacco che lasciò cicatrici molto più visibili e profonde. In quel caso vennero pubblicate molte email “imbarazzanti” e dati sensibili di oltre 50mila dipendenti dell’azienda: dai salari ai numeri di previdenza sociale. 

Un video "sgrammaticato" con la richiesta di riscatto 

Mr Smith ha contattato HBO tramite un video di 5 minuti inviato al CEO, Richard Plepler. La richiesta, in bitcoin, è quella di avere l’equivalente di “sei mesi del nostro stipendio” che gli stessi hacker hanno quantificato in circa 12-15 milioni di dollari annui. Il testo del video, dice ancora AP, è in inglese ma sarebbe pieno di errori di scrittura e riferimenti pop-culture. La rete, pur confermando il furto, ha ribadito lunedì che il sistema di posta elettronica, nel suo insieme, non è stato compromesso.

 


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