Ci sono alcune novità per il prossimo Sanremo

Il direttore generale della Rai, Fabrizio Salini chiama un superteam di esperti per mettere a punto una formula nuova e inattaccabile per il Festival della canzone italiana 2020. Conduzione e direzione artistica sono all'ordine del giorno, ma i temi più scottanti sono formula e televoto

festival sanremo
Ravaglifoto
Sanremo, Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, Claudio Bisio e Mahmood
 

L’edizione 2020 del Festival di Sanremo sarà anche la settantesima. Il festival invecchia insomma e la cifra tonda va festeggiata come si deve. Il direttore di Raiuno Teresa De Santis ne aveva parlato anche in conferenza stampa all’Ariston lo scorso febbraio della volontà di organizzare qualcosa di speciale, accanto aveva il direttore artistico Claudio Baglioni, quello capace del doppio miracolo di ascolti, riuscendo a non far rimpiangere (anzi), i festival dei numeroni di Carlo Conti; ma Baglioni non ci sarà, ormai è chiaro, ha dato il “la” ad un cambiamento, ad una rivoluzione della musica sanremese guardando al nuovo che avanza, anzi, che è già protagonista della scena, che ora chi prenderà il suo posto avrà l’obbligo di portare avanti.

Conduttore

Ma quello del direttore artistico e del conduttore sono due temi al momento secondari, l’ultima edizione di Sanremo ha fatto emergere qualche problema che non è più possibile ignorare. Il primo riguarda le modalità con le quali viene decretato il vincitore, c’è chi ha dato ragione al giovane cantautore Ultimo quando ha sbottato piuttosto violentemente in sala stampa contro giornalisti e giuria di qualità, rei di aver sovvertito il volere del popolo votante, quel popolo che aveva scelto lui come vincitore.

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Ravaglifoto
Sanremo, Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Mahmood
 

Giuria e televoto

Sarà dunque affidato tutto al televoto come un reality qualsiasi? Verrà raso al suolo il parere di esperti che possano contribuire con un giudizio tecnico dei brani? Si vedrà. Il secondo riguardava il conflitto di interessi creato dall’alta percentuale di artisti legati a Ferdinando Salzano, management anche dello stesso direttore artistico Baglioni; qualora si decidesse di affidare direzione artistica o conduzione ad un altro artista dello stesso calibro sarà necessario essere inattaccabili.

La faccenda a quanto pare è stata presa in carico dal direttore generale della Rai Fabrizio Salini che aveva convocato per ieri (ma poi, causa forte febbre, rimandata ad oggi) una riunione con un superteam di esperti del settore pronti ad entrare a gamba tesa, armati di gomma e matita, per rendere più attuale il Festival della Canzone Italiana.

Superteam di esperti

A farne parte Filippo Sugar, discografico ed ex presidente Siae; Enzo Mazza che siede sullo scranno più alto della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana); Massimo Bonelli, che per primo in Italia ha deciso di puntare sulla nuova discografia (chiamiamola per comodità “indie”, anche se il termine ha già perso significato da un pezzo) consacrandola durante il Concertone del Primo Maggio di Roma, del quale è patron con la sua ICompany, e uscendone indiscutibilmente vincitore; e ci sarà anche Lodo Guenzi, frontman de Lo Stato Sociale, capoclasse di questa nuova generazione indie, e che è stato piazzato proprio da Bonelli alla conduzione del Concertone contribuendone attivamente e significativamente alla riuscita.

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Agf
Fabrizio Salini

Chiamata a far parte del team di esperti anche Paola Zukar, una delle figure rappresentative del dietro le quinte del rap italiano, il genere che sta portando a casa i numeri più alti e strabilianti; Francesco Barbaro, a capo dell’agenzia OTR, quella che sta dietro ad alcuni dei maggiori esponenti del cantautorato italiano come il tridente Silvestri, Gazzè, Fabi; Marta Donà, manager di alcuni dei nostri talenti più pop, come Marco Mengoni e i Maneskin; Antonio Noto dell'Istituto Noto Sondaggi, che studia da anni il pubblico del festival; Claudio Ferrante di Artist First, uno di quelli che con la sua testimonianza a Striscia la Notizia ha appesantito la posizione all’ultima edizione del festival del collega Salzano; il discografico Stefano Senardi; Andrea Spinelli, in rappresentanza dei giornalisti musicali; Nur Al Habash, ex direttrice di RockIt e ora a capo di Italia Music Export, la piattaforma by Siae che promuove la musica italiana all’estero; e poi, in quota Rai, il direttore di Rai1 Teresa De Santis, il vicedirettore Claudio Fasulo, Paola Marchesini, direttrice di Radio2 e lo stesso direttore generale Salini.

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Filippo Sugar ex presidente SIAE (AGF) 

Niente pare essere lasciato al caso, toccherà a loro uscire da quella sala riunioni con in mano delle risposte, delle nuove possibilità per proseguire sulla strada aperta da Baglioni, che giustamente e furbescamente ha tentato (riuscendoci) in queste due ultime edizioni di salvare capra e cavoli mettendo insieme un cast che potesse interessare il pubblico più vario. Toccherà a loro dare nuova linfa vitale ad un festival che si avvia al settantesimo anno di età, che ha il dovere morale, oltreché commerciale, di mostrare al pubblico la vera faccia della musica italiana, troppo ignorata dalla tv, specie quella di stato.

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Agf
Teresa De Santis e Claudio Baglioni

Solo dopo aver risolto questo si potrà passare a parlare di direzione artistica e conduzione. Sarà finalmente l’anno della consacrazione di Amadeus? E potrà godere della collaborazione alla direzione artistica dell’amico Carlo Conti? Può darsi, sembra questa la strada più probabile. E se invece si cambiasse rotta e si concedesse finalmente la possibilità ad Alessandro Cattelan? Tanto giovane quanto preparato, probabilmente il migliore che in questo momento gira in tv? Difficile, voci di corridoio (purtroppo?) dicono che Salini vuole risolvere tutto in famiglia Rai; prima o poi Cattelan avrà la sua chance all’Ariston, su questo non c’è dubbio, dato che pubblico e addetti ai lavori invocano il suo talento da anni, ma soprattutto dato che la televisione italiana non offre moltissime alternative valide, forse nessuna.

Cattelan e Mina

Si rifletterà evidentemente, non si potrà proprio farne a meno, sulla chiusura di un accordo con un altro big indiscusso della canzone italiana, sulla scia di Morandi prima e Baglioni dopo, e si sono fatti i nomi di Jovanotti e Laura Pausini, ma sembrano ipotesi buttate lì a caso, sono due cantautori presenti sulla scena da tempo, si, anche molto, ma ancora troppo lontani da quella statura artistica. Per quanto riguarda la direzione del festival invece sono diverse le voci che si inseguono circa una proposta avanzata a Mina, quindi, immaginiamo, una sorta di direzione artistica invisibile.

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Il conduttore Alessandro Cattelan 

Sarebbe una buona notizia? Certamente, Mina si è dimostrata in passato, e continua a dimostrarsi, molto attenta a quello che succede nella discografia italiana, e ovviamente non si può mettere nemmeno in dubbio la sua autorevolezza, ma il ruolo, vuoi o non vuoi, la esporrebbe molto più di quanto abbia voluto fare in tutti questi anni. Ma meglio per il momento fare un passo indietro e concentrarsi sul futuro della musica e su di un passaggio di consegne fondamentale per tenere in piedi tutto il baraccone. La squadra chiamata in causa da Salini per mettere Sanremo finalmente e definitivamente al passo coi tempi è la migliore possibile, non resta che augurare buon lavoro.      



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