'Denial', sfida in aula tra Shoah e negazionismo

'Denial', sfida in aula tra Shoah e negazionismo
Rachel Weisz (foto da Cauti) 

di Andrea Cauti @andreacauti

Roma - Cosa c'è di più paradossale che essere chiamati a dimostrare qualcosa che è ovvia e acclarata, di cui ci sono decine di testimoni e prove inconfutabili? Eppure questo è quello che è avvenuto nel processo David Irving contro Deborah Lipstadt che alla fine degli anni '90 ha tenuto per mesi col fiato sospeso il mondo intero. Quella vicenda, raccontata in un libro, "History on Trial: My Day in Court with a Holocaust Denier" di Deborah Lipstad, è ora un film di Mick Jackson con Rachel Weisz e Timothy Spall, 'Denial - La verità negata', presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma nella proiezione delle 19.30 in Sala Sinopoli.

David Irving, lo storico che ha negato l'Olocausto


Al centro della storia c'è il processo intentato dallo storico negazionista inglese David Irving contro la studiosa americana che lo accusava di essere un "partigiano di Hitler" e un falsificatore della Storia perché sosteneva che il Fuhrer aveva tentato di proteggere gli ebrei, che l'Olocausto era solo un'invenzione e che le camere a gas nei campi di sterminio non erano mai esistite.

Il film di Jackson racconta in maniera didascalica e molto efficace una vicenda per paradossale: per la giustizia britannica, infatti, è l'accusato a dover dimostrare la propria innocenza. E così, la professoressa Lipstadt si è trovata a dover dimostrare che l'Olocausto è avvenuto realmente, che ad Auschwitz i prigionieri venivano uccisi in camere a gas e che Hitler era responsabile dello sterminio. "Su cosa si basa chi nega la Shoah?", si chiede all'inizio del film la protagonista, "su quattro punti: non c'è stato alcun sistematico sterminio degli ebrei; il numero delle vittime dell'Olocausto non è 4, 5 o 6 milioni ma qualche migliaio; non sono mai esistite le camere a gas; l'Olocausto è un'invenzione dei sionisti". Inoltre, spiega ancora Lipstadt-Weisz, non c'è alcuna foto dei campi di concentramento fatta durante la guerra e, quindi, non ci sono prove. Ma le prove, ben documentate, ci sono e sono quelle prodotte dallo studio legale di Richard Rampton (Tom Wilkinson) che hanno permesso di mettere la parola fine alla carriera di "storico" del negazionista David Irving. Al termine del processo, infatti, il giudice darà torto a Irving, osservando che aveva "per ragioni ideologiche continuativamente e deliberatamente manipolato e alterato l'evidenza".

Comunità ebraica loda il film, le parole possono essere il Male 


La forze e l'importanza di un film per molti verso necessario, come quella del processo che racconta, sta nell'affrontare senza ambiguità un problema ancora attualissimo, quello della manipolazione e del ribaltamento della verità. Come ha detto lo stesso regista, "il libro di Deborah Lipstadt era perfetto per me. Viviamo in un'epoca di irragionevolezza, menzogna, attentati violenti e di ogni tipo di attacco sulla verita'". 'Denial - La verità negata' arriverà nelle sale italiane il 17 novembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis. (AGI)