"Il mio campo infinito oltre l'umano" e altre cose notevoli dette da Lynch a Roma

Il regista americano è nella Capitale per il Roma Film Fest: ecco cosa ha detto in conferenza stampa su serie tv, musica, meditazione e cinema. E una battuta sulle molestie sessuali che sconvolgono Hollywood

"Il mio campo infinito oltre l'umano" e altre cose notevoli dette da Lynch a Roma
 (Afp)
 David Lynch

La forza delle idee e l'importanza del dialogo, l'amore per il cibo e il caffè italiani e quello per le serie tv 'Mad Men' e 'Breaking Bad', Werner Herzog e David Bowie, la regia (mancata) di 'Star Wars' e la sceneggiatura che non diventerà mai film de 'La metamorfosi' di Kafka. E poi, su tutto, la meditazione trascendentale come stile e filosofia di vita. David Lynch è l'ospite d'onore della giornata conclusiva della Festa del cinema di Roma e, prima dell'incontro col pubblico delle 17.30, quando ricevera' anche dalle mani di Paolo Sorrentino il premio alla carriera, si concede con generosita' alla stampa (e a decine di ragazzi accreditati).

Lo fa senza risparmiarsi, con battute fulminanti, tipo: 

"E' personalmente preoccupato per le tante accuse di molestie nel cinema hollywoodiano?"; "Restiamo in contatto?".

"Che ne pensa dell'aggettivo 'lynchiano' che è diventato di uso comune?"; "I miei medici mi hanno ordinato di non pensarci". 

Ma anche ragionamenti profondi, da mistico e genio riconosciuto del cinema qual è. Cò che muove sempre il regista di 'Elephant Man' e 'Twin Peaks' e' la ricerca di uno stato di benessere interiore dato dall'introspezione.

"C'è un campo infinito all'interno di ogni essere umano, di serenità e creatività - spiega il regista - ed è qui che bisogna andare con la meditazione per cacciare via lo stress e la negatività che, come fosse un tubetto, schiacciano il flusso delle idee, bloccandole".

Una visione new age che si porta dietro da oltre quarant'anni e in cui crede ciecamente, così come crede nella forza delle idee che "esprimono le enormi potenzialità che hanno gli esseri umani". E sono proprio le idee che muovono i lavori di Lynch. "Nei miei film mi interessa tradurre le idee ed essere fedele ad esse - spiega - e per questo parlo molto con i miei attori: è necessario che tutto il cast arrivi alla comprensione. In genere - aggiunge - condivido con gli interpreti la sceneggiatura, poi si fanno le prove e lì si vede se hanno interpretato come dico io il personaggio. Se non è così - conclude - parlo con loro per cercarli di guidare all'idea che ho". David Lynch e' tornato dopo 10 anni sul set e ha realizzato la nuova serie di 'Twin Peaks' (uscita sulla tv via cavo Usa Showtime nel 2017 e trasmessa in Italia da Sky Atlantic).

"Twin Peaks? Un film. Un lungometraggio di 18 ore? Abbandono Kafka"

"Per me è un film a tutti gli effetti - spiega - un lungometraggio di 18 ore". Una considerazione artistica, a cui ne fa seguito una più realistica: "Oggi la gente al cinema preferisce i film d'azione, mentre quello d'autore non riesce ad esprimersi. Per fortuna - aggiunge - la tv via cavo permette di fare opere di qualità, anche se di solito le immagini e il suono sono meno buoni". Lynch non sa se tornerà in futuro per la quarta volta su 'Twin Peaks' (dopo le due serie e il film con David Bowie, 'Fuoco cammina con me'), intanto confessa di non avere progetti e anche quello che porta avanti da anni, di fare un film tratto da 'La metamorfosi' di Kafka, è stato abbandonato.

"Ho scritto la sceneggiatura - rivela - ma poi mi sono accorto che quella storia stava bene espressa in un libro e non poteva essere resa in altro modo proprio perché piena di parole".

In quanto a David Bowie, Lynch ricorda che non ha voluto prendere parte all'ultima serie di 'Twin Peaks': "Non sapevo che fosse malato e solo dopo ho capito il perché di quella decisione. Oppure - aggiunge - il motivo vero è che si vergognava del suo accento". Prima di abbandonare l'incontro, c'è tempo ancora per due curiosità: la mancata regia di 'Star Wars' e l'amore per Werner Herzog. "George Lucas mi propose la regia di 'Guerre Stellari' - racconta - ma io gli dissi semplicemente che quel film era una sua creatura e avrebbe dovuto dirigerla lui. Quindi, nessun rimpianto". Sul regista tedesco di 'Fitzcarraldo', Lynch ammette: "Mi piace come regista e come persona: lui è ossessionato e io adoro le persone che hanno un'ossessione".



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