Da Malick a Tarantino, i 50 anni d'amore tra Morricone e Hollywood

Da Malick a Tarantino, i 50 anni d'amore tra Morricone e Hollywood

Nella lunga carriera del compositore italiano tante collaborazioni con registi di primissimo livello e numerose nomination agli Oscar. Il primo a volere le sue musiche in un film fu Terence Young nel 1967

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©  Afp - Quentin Tarantino, Ennio Morricone

AGI - Il premio Oscar come migliore colonna sonora del 2016 - secondo dopo quello onorario del 2007 - vinto grazie alle musiche di "The Hateful Eight" di Quentin Tarantino, per Ennio Morricone rappresenta soltanto la vetta di una montagna altissima, nel suo campo quasi inarrivabile.

Le collaborazioni con registi di prim'ordine del panorama cinematografico internazionale nell'arco della sua lunghissima carriera sono state tante. Il primo a volere le sue musiche in un film fu Terence Young, regista che passerà alla storia più che altro per la regia di tre importanti capitoli della saga di James Bond: "Agente 007 - Licenza di uccidere", "A 007, dalla Russia con amore" e "Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono)". Il film si intitola "L'avventuriero" e siamo nel 1967, solo sei anni dopo l'esordio di Morricone al cinema con "Il federale" di Luciano Salce.

Passa un anno e stavolta è un francese a voler collaborare con lui: è il Premio Cesar alla carriera Henri Verneuil, per il quale comporrà le colonne sonore di ben sei pellicole fino al 1979: la prima è "I cannoni di San Sebastian".

Nel 1969 è invece la Palma D'Oro Mikheil Kalatozishvili, regista georgiano, a richiedere la musica di Morricone per "La tenda rossa". Passa un anno e nel 1970 è il maestro del poliziesco americano Don Siegel, già vincitore di due Oscar, regista di alcuni classici del genere come "La notte brava del soldato Jonathan" e "Fuga da Alcatraz", a chiamarlo per "Gli avvoltoi hanno fame".

Nel 1972 è invece il serbo Aleksandar Petrovi, più volte candidato agli Oscar e a Cannes, a chiedere Morricone per "Il maestro e Margherita", trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Michail Bulgakov. Nel 1977 il Maestro venne chiamato a comporre le musiche per "L'esorcista II - L'eretico", sequel del capolavoro del genere, non fortunatissimo in termini di incassi e critica.

Un anno particolarmente importante nella carriera di Ennio Morricone è il 1979 quando Terrence Malick lo chiama per le musiche di "I giorni del cielo", film fondamentale anche per la carriera del regista americano candidato a quattro premi Oscar tecnici (vincerà quello come miglior fotografia) e tra queste la nomination a migliore colonna sonora, la prima per Morricone.

È li' che probabilmente scatta l'amore con Hollywood. Nello stesso anno compone le musiche per la versione su grande schermo di una commedia francese dal titolo "La Cage aux folles", che però noi conosciamo meglio nella versione italiana "Il Vizietto": tre candidature agli Oscar, tra le quali quella di migliori costumi agli italiani Piero Tosi e Ambra Danon, uno dei maggiori incassi di un film straniero negli Stati Uniti della storia del cinema.

È invece nel 1982 che Morricone torna all'horror con un altro capolavoro del genere: "La cosa" di John Carpenter, che ai tempi aveva già girato "1997: Fuga da New York". Quattro anni più tardi arriva la seconda candidatura agli Oscar, forse la più bizzarra della sua carriera, dato che quando gli fu proposto di lavorare a "Mission" del francese Roland Joffè, il maestro rifiutò considerando la pellicola perfetta anche senza musica. L'insistenza portò i suoi frutti perché con "Mission" la produzione si portò a casa la Palma d'Oro e sette nomination agli Oscar vincendo come miglior fotografia.

Passa solo un anno e Morricone torna sul palco allestito dall'Academy, stavolta per un film che diventerà un vero e proprio cult della storia del cinema a stelle e strisce: "Gli intoccabili" di Brian De Palma, quattro nomination e una vittoria per Sean Connery come migliore attore. Passa solo un anno e un altro genio del cinema mondiale come Roman Polaski chiama Morricone per le musiche di "Frantic", con Harrison Ford.

Arrivano gli anni '90 e anche la chiamata di un altro regista di primissimo livello, Pedro Almodovar. Il film con Antonio Banderas si intitola "Légami!" e riceverà 15 nomination ai Goya spagnoli. Nel 1991 è invece Barry Levinson, che solo tre anni prima aveva vinto l'Oscar con "Rain Man" a chiedere una collaborazione a Ennio Morricone. Il film si intitola "Bugsy", protagonista Warren Beatty, e si torna a Los Angeles alla cerimonia degli Oscar con la terza nomination in sei anni, purtroppo anche stavolta per tornare a casa a mani vuote. Il film ne riceve in totale dieci vincendone due: migliore scenografia e migliori costumi.

Morricone torna a musicare un film d'azione nel 1993 con "Nel centro del mirino", regia di Wolfgang Petersen, primo film realizzato con la piena collaborazione dei servizi segreti statunitensi, con Clint Eastwood, John Malkovich e Rene Russo: tre nomination agli Oscar.

Nel 1994 Mike Nichols, Oscar per "Il laureato" nel '67, chiama Morricone per le musiche di "Wolf - La belva è fuori". Tre anni dopo arriva la collaborazione con un altro gigante del cinema americano come Oliver Stone che convoca il Maestro per "U Turn - Inversione di marcia".

Tra questa pellicola e "The Hateful Eight", sono tante le collaborazioni con altri registi stranieri per Morricone, nel frattempo anche un'altra nomination come miglior colonna sonora non vinta con "Malena" di Giuseppe Tornatore. A seguire di nuovo con Terrence Malick per il documentario "Voyage of Time", ennesima, ultima, testimonianza di un amore sconfinato per quello che il cinema italiano puo' considerare indubbiamente come uno dei maggiori e piu' apprezzati propri esponenti all'estero.