Eritrea

Eritrea

Capitale: Asmara

Superficie: 121.320 km ²

Lingua ufficiale: arabo

Forma di Governo: Repubblica presidenziale monopartitica de iure - Dittatura militare de facto

Valuta: Nacfa eritreo

L'Eritrea si trova nella parte orientale del Corno d'Africa e confina con il Sudan a ovest, con l'Etiopia a sud e con il Gibuti a sud-est. L'est e il nord-est del paese hanno una lunga linea di costa sul Mar Rosso, direttamente di fronte all'Arabia Saudita e allo Yemen. Sono parte dell'Eritrea l'arcipelago delle Dahlac e alcune isole a ridosso delle isole Hanish. L’economia del Paese si basa principalmente sull’agricoltura di sussistenza e sull’allevamento di ovini e bovini, di questo vivono i suoi 5,6 milioni di abitanti. La pesca è relativamente sviluppata. Il turismo stenta a cresce, soprattutto per le condizioni politiche che impediscono aperture significative, nonostante la diversità del paesaggio sia straordinaria. Il Pil procapite a parità di potere d’acquisto è di 793 dollari, l’inflazione è al 14%. Gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2013. La bilancia commerciale è passiva, l’Eritrea esporta modesti quantitativi di prodotti locali, mentre deve importare ogni cosa. L’Italia è il secondo partner commerciale dopo l’Arabia Saudita. Nel periodo 2011-2012 l’Italia è stato il terzo fornitore dell’Eritrea, 13% delle importazioni totali, e il secondo importatore, il 18% delle esportazioni eritree. Nel 2011 l’interscambio si è attestato su circa 29 milioni di euro. Nonostante le criticità la situazione economica è in lenta ripresa. Lentezza dovuta alle distruzioni subite durante il conflitto con l’Etiopia. I settori economici che rappresentano le maggiori potenzialità, anche per gli investimenti esteri, riguardano la pesca, le infrastrutture e il comparto estrattivo ed energetico. Il paese, infatti, dispone di interessanti giacimenti di petrolio per il cui sfruttamento non sono state ancora concesse le necessarie licenze. L'Eritrea è uno Stato multilingue e multiculturale, con due religioni prevalenti (Islam Sunnita e Chiesa ortodossa eritrea) e nove gruppi etnici.

Colonia italiana fino alla fine della seconda guerra mondiale, l’Eritrea passa sotto mandato britannico nel 1945 prima di essere ‘accorpata’ d’ufficio all’Etiopia dall’Onu nel 1960. Il dominio etiope non è mia stato gradito ad Asmara e ha scatenato una lunga guerra tra i due paesi conclusasi solamente nel 1991, con una sostanziale vittoria eritrea. Nel 1993 Asmara organizza un referendum che sancisce a grande maggioranza l’indipendenza del paese sotto la guida del presidente Issayas Afeworki, eletto nello stesso anno. Queste sono state le uniche elezioni organizzate nel paese, visto che le consultazioni previste per il 2001 sono state rimandate a data da destinarsi, e che Afeworki è tutt’ora in carica. Ma i rapporti tra Eritrea e Etiopia sono rimasti sempre tesi, tanto che nel 1998 è scoppiata una nuova guerra per il possesso del territorio conosciuto come il “triangolo di Badme”. Il conflitto è durato due anni e ha portato alla morte di altre 70.000 persone, oltre a ingenti danni soprattutto all’economia del paese. La tregua firmata nel 2000 e la decisione di affidare il tracciato del confine a una Commissione Indipendente dell’Onu non ha portato i risultati sperati. Il confine tra i due paesi continua a essere presidiato da più di 4.000 caschi blu dell’Unmee (la missione Onu nella zona) e al momento non sembra ci siano i margini per una seria trattativa tra le parti. Il perdurare dello stato di guerra, formalmente non ancora conclusa vista la mancanza di firme di pace tra i due stati, favorisce il presidente che non offre nessuna apertura all’opposizione e anzi il Pfdj (People’s Front for Democracy and Justice) del presidente continua a essere l’unico partito legale. L’opposizione porta aventi le proprie battaglie e le denunce solo dall’estero.