Endorsement a Raggi, bufera nel Pd

Polemica per presunto sostegno di D'Alema alla candidata M5S, l'ex premier smentisce

Endorsement a Raggi, bufera nel Pd
 Massimo D'Alema

Roma -  E sulla volata finale verso i ballottaggi, a cominciare da quello nella Capitale, scoppia un 'caso' D'Alema' nel Pd, che riporta allo scoperto le tensioni tra le diverse anime Dem. Infatti, se di "ricostruzione frutto solo della fantasia del cronista e della volonta' dei suoi mandanti" parla la secca smentita dell'ex premier ai virgolettati apparsi su Repubblica, ed e' "pur di cacciare Renzi sono pronto a votare anche la Raggi" il titolo del pezzo al centro della questione, proprio dalle parole della nota dal presidente della Fondazione ItalianiEuropei sembra arrivare un'accusa che lo stesso D'Alema indirizza proprio alla maggioranza renziana. Chi siano i "mandanti" si incarica di spiegarlo l'ala sinistra Dem: "Si cerca di fare casino prima dei ballottaggi, uno scaricabarile. D'altra parte Renzi e' da tempo che dice che le polemiche interne hanno ricadute sul risultato elettorale".

Come si vota: istruzioni per il ballottaggio del 19 giugno

Nella minoranza Pd la polemica ha suscitato sorpresa mista a delusione: "Sembra proprio che ci sia la ricerca di un pretesto per dire: 'ecco, vedete per colpa di chi si e' perso?'. Un comportamento ingeneroso perche' D'Alema, come tutti gli esponenti di minoranza, sta conducendo davvero una campagna pancia a terra per portare a casa un risultato positivo. Roberto Speranza e Gianni Cuperlo, a Roma, hanno tenuto iniziative con Roberto Giachetti, si sono impegnati offrendosi anche di andare nei mercati a perorare la causa". Anche Pier Luigi Bersani, che dichiara di non volere commentare nel merito il botta e risposta tra il quotidiano e l'ex premier, spiega di essere concentrato nella campagna in vista del voto di domenica: "Domani sono a Rho e dintorni per la campagna elettorale del candidato Pd, in vista dei ballottaggi. Guerini ha detto 'pancia a terra' per i ballottaggi? E io sono pancia a terra per i ballottaggi". 
Bocche cucite, invece, nella maggioranza del partito.

Nessuno ha volgia di commentare l'accaduto e le uniche parole, affidate a Twitter, sono quelle del presidente dell'Assemblea Pd, Matteo Orfini: "Spero che D'Alema smentisca al piu' presto. E che venga a darci una mano in questi ultimi giorni di campagna". "D'Alema ha smentito. Polemica chiusa. Lo aspettiamo a uno dei tanti gazebo per Roberto Giachetti che in questi giorni riempiono la citta'", ha twittato ancora, a smentita pubblicata. Il quotidiano risponde sul proprio sito web: "L'articolo riporta fedelmente quanto ci e' stato raccontato da numerose fonti. Le frasi pronunciate da Massimo D'Alema sono state ripetute in piu' occasioni di fronte ad interlocutori diversi. Parlare di mandanti esterni e' grottesco, a muoverci non e' altro che il giornalismo che significa raccontare storie di interesse generale. E questa ci pare proprio che lo sia".

Per il direttorio M5S un eventuale impegno di Massimo D'Alema per Virginia Raggi a Roma non avrebbe un valore politico. Quanto sta accadendo in seno al Pd, con le polemiche suscitate da un retroscena apparso su Repubblica, interroga anche la controparte a Roma. "Se e' vero quello che viene scritto, il voto di Massimo D'Alema per Virginia Raggi sarebbe un voto in piu' a Roma. Non diamo un significato politico a una scelta di D'Alema. Ci sembra una partita tutta interna al Pd", spiega Carlo Sibilia. 
Stessa cautela da Luigi Di Maio: "Prima bisogna vedere se e' vero. Perche', da quello che si legge, non e' che si capisca proprio bene...". E se fosse vero? "No, sui se fosse non si fanno considerazioni politiche", risponde Di Maio ai cronisti

(AGI)