Sala fa sorridere il Pd, "sono portatore di speranza"

L'ex commissario di Expo 2015 vince il ballottaggio col 51,7% dei consensi. Alle urne solo 51,8% dei votanti

Sala fa sorridere il Pd, "sono portatore di speranza"
 Beppe Sala

Milano - Beppe Sala e' il nuovo sindaco di Milano. Con il 51,7% dei voti stacca il candidato del centrodestra Stefano Parisi di 3,4 punti. Subentra a Giuliano Pisapia che nel 2011 si aggiudico' la fascia tricolore. Una sfida che si e' giocata sul filo del rasoio fino all'ultimo. Anche se Sala, quando scese in campo, veniva considerato invincibile. Al primo turno, a dividerli una distanza di circa 5 mila schede (con Sala che la spunto' per uno 0,9%). Oggi Sala diventa primo cittadino di Milano grazie a 264.481 preferenze (Parisi ne ha ottenute 247.052), cioe' 17.429 in piu' rispetto a quelle ottenute da Parisi. Grande "gioia" per il nuovo sindaco che ha commentato brevemente il risultato con i giornalisti nel suo quartier generale. A questo sentimento si aggiunge "il senso di responsabilita' - ha spiegato -. Sto pensando a tutte le cose dette in campagna elettorale per fare si' che ogni promessa diventi realta'". E prima di andare a festeggiare a palazzo Marino dove e' stato accolto dal sindaco uscente Giuliano Pisapia e da una folla di persone che ha intonato Bella Ciao, ha aggiunto "La cosa gratificante e' sentirsi portatori di una speranza. E io mi sento cosi' a Milano, come uno che e' riuscito a farcela, insieme a tanti altri che ci hanno creduto". "Siamo riusciti a portare a casa un risultato che non era scontato - ha ammesso Sala - ma abbiamo fatto molto bene negli ultimi 15 giorni, grazie a tutti quelli che ci hanno creduto".

Il suo avversario Stefano Parisi, con vero fair play ha subito chiamato il neo sindaco per congratularsi. Anche se poi, ha ammesso che rimane il "dispiacere che la meta' dei milanesi non ha votato". E ha rassicurato i suoi dicendo che da qui "partira'' un progetto nuovo. Abbiamo tanto lavoro politico da fare a Milano, cambieremo profondamente la politica in Italia". E assicura che sara' presente in consiglio comunale: "non faremo ostruzionismo, ma una opposizione costruttiva per il futuro di Milano". L'affluenza, che al primo turno era stata bollata come la peggiore di sempre (54,6%), stavolta e' stata ancora piu' bassa, del 51,81%, in calo di tre punti. Un fattore non necessariamente negativo per Beppe Sala, che ha mantenuto il vantaggio del primo turno, ampliandolo con i voti dei radicali di Marco Cappato e di gran parte di quelli della sinistra di Basilio Rizzo, ex presidente del consiglio comunale di Milano con la giunta Pisapia e candidatosi a sindaco nelle liste di sinistra di 'Milano in Comune' alle amministrative.Con tutta probabilita', dunque, non hanno pesato sulla bilancia i voti di quel 10% di grillini che il 5 giugno votarono per il loro candidato sindaco Gianluca Corrado. Non sono andati a Sala ma neanche al candidato del centrodestra Stefano Parisi. L'anti renzismo e l'anti berlusconiano dei pentastellati hanno quasi cristallizzato lo scenario del primo turno. A pesare sulla sua sconfitta di Parisi, probabilmente sono state le troppe anime diverse all'interno della coalizione di centrodestra che lo sosteneva, che includeva gli europeisti dell'ex sindaco Gabriele Albertini e i leghisti di Matteo Salvini. L'ha spuntata alla fine Sala, il manager prestato alla 'politica', che scese in campo dopo un serrato corteggiamento del premier Matteo Renzi, durato mesi, iniziato quando ancora era Commissario Unico di Expo, la sua carta da visita. In lui Renzi e tutti i milanesi che lo hanno votato hanno visto l'uomo del fare, concreto, affidabile, di successo. Molto attivo e attento al sociale, promette un occhio di riguardo per le periferie che non saranno piu' abbandonate. E uno scatto verso il futuro e verso il mondo: internazionalizzazione e' stata la sua parola d'ordine in campagna elettorale. E domani il suo primo atto da sindaco e' dedicato ai bambini: andra' a pranzo in un asilo, perche' "ripartire dai bambini va benissimo". (AGI)