M5S punta su ballottaggi Roma-Torino e spera Bologna

M5S punta su ballottaggi Roma-Torino e spera Bologna
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Roma - M5S punta sui ballottaggi a Roma e Torino ma spera anche in Bologna. A quanto si apprende in ambienti del Movimento, c'è un certo, per quanto prudente, ottimismo sull'esito delle prossime amministrative: i pentastellati si sentono abbastanza sicuri di arrivare al ballottaggio nella Capitale con la candidata a sindaco, Virginia Raggi, anche se non si sbilanciano su possibili percentuali, e certi anche di arrivare al secondo turno a Torino dal momento che, così sostengono, il candidato del Pd, Piero Fassino, non dovrebbe riuscire a oltrepassare la soglia del 50% + 1, e a seguire ci sarebbe Chiara Appendino, che i pentastellati accreditano di un consenso intorno al 30%. Ma i 5 Stelle, sempre secondo fonti autorevoli, potrebbero ottenere a sorpresa un buon risultato anche a Bologna per quanto ritengano che l'astensionismo potrebbe pesare in modo significativo sul loro elettorato giovane.

La città clou sarà Roma. I 5 Stelle sono abbastanza certi che Virginia Raggi arrivi al ballottaggio anche se non si sbilanciano sulle percentuali. M5S alle ultime Regionali (nel 2015 si votò in 7 regioni) aveva conquistato intorno al 22% - anche se in realtà aveva toccato il picco piu' in alto in Liguria, regione di Grillo, conquistando il 24,8%, e il picco piu' in basso in Veneto, dove la Lega è molto forte, con l'11,8%. Detto questo, la percentuale del 22% viene vista come quella da superare in queste amministrative e qualcuno sostiene che la candidata Raggi potrebbe arrivare anche intorno al 28%. I timori legati all'effetto Pizzarotti e cioè alla possibilità che sia poi Grillo 'il garantè o lo staff (che coadiuva la Raggi) a prendere realmente le decisioni, limitando così l'autonomia della stessa Raggi se eletta sindaco, vengono negati con forza sempre da fonti autorevoli del Movimento. Spiegano, invece, che il caso di Pizzarotti è diverso dal momento che, anche se nessuno lo dice 'apertis verbis', il sindaco di Parma era in odore di sospensione/espulsione già da anni. Nel caso della Raggi, viene spiegato, sarebbe lei in autonomia totale a prendere le decisioni. "Certo se la troviamo con una tangente in mano, è fuori, ovvio - fa notare un deputato di spicco - ma per qualsiasi avviso di garanzia o simili non accadrà nulla dal momento che già sappiamo che Pd e co. faranno di tutto, esposti e quant'altro, per ostacolarla". Su quale sia lo 'sfidantè migliore da ritrovarsi di fronte al ballottaggio, i pentastellati sostengono che non sia importante e molti danno per certo che sarà il deputato dem Roberto Giachetti. Se così fosse, questo il timore 5 Stelle, è che a quel punto "il Pd faccia di tutto, cercando sponda anche nelle altre forze politiche, pur di stoppare la candidata grillina" che tra le prime cose ha dichiarato di voler mettere le mani nei bilanci e tagliare gli sprechi nella Capitale. - Torino: anche a qui i 5 Stelle locali hanno "buone sensazioni". Cinque anni fa l'attuale sindaco Piero Fassino aveva vinto direttamente al primo turno con il 56,6% ma adesso, così riferiscono in ambienti del Movimento, Fassino - di nuovo in corsa - sarebbe, secondo rumors, intorno al 38% quindi ben lontano dal superare la soglia del 50% che gli consentirebbe di essere eletto senza bisogno di andare al ballottaggio. Chiara Appendino, candidata M5S a Torino, sarebbe - sempre secondo indiscrezioni - intorno al 19%, percentuale non esaltante che però la farebbe approdare al secondo turno.

Poi c'è Napoli: qui la battaglia si fa piu' ardua con Luigi De Magistris, sindaco uscente di nuovo in corsa, dato in posizione molto forte con percentuali vicine al 50%. A seguire, secondo quanto viene riferito, se la giocherebbero per pochi punti di differenza l'uno dall'altra il candidato FI, Gianni Lettieri, la Pd Valeria Valente e il M5S Matteo Brambilla. Il "buon Matteo" come lo chiama Roberto Fico, deputato campano 5 Stelle in prima linea nella campagna elettorale a Napoli, a voler distinguerlo dagli altri Matteo, in primis Matteo Renzi ma anche il leghista Matteo Salvini. Ma la città napoletana non è facile e i 5 Stelle lo sanno: piu' volte in questa campagna elettorale De Magistris ha fatto aperture esplicite a M5S che, tramite Fico, ha però respinto la proposta al mittente. Ma rumors locali insistono sulla possibilità che una fetta di voti dell'elettorato pentastellato potrebbe convergere comunque sul nome di De Magistris.- Bologna: possibilità concreta di 'conquistarè il ballottaggio ci sarebbe, sempre secondo quanto riferiscono i pentastellati. Qui, in pole position è dato il sindaco uscente ricandidato dal Pd, Virginio Merola e a seguire, divisi da un margine molto risicato, ci sarebbero la candidata della Lega Lucia Bergonzoni e quello 5 Stelle Max Bugani, candidato da M5S non senza polemiche interne per l'assenza di 'comunariè tra gli attivisti del Movimento. Bugani è molto sostenuto da Grillo e da alcuni parlamentari 'ortodossì ed è recentemente entrato a far parte anche dell'associazione Rousseau, insieme all'europarlamentare Davide Borriello e a Davide Casaleggio, il figlio del cofondatore di M5S, Gianroberto, scomparso lo scorso 12 aprile. Bologna, secondo quanto si apprende in ambienti pentastellati locali, potrebbe quindi riservare qualche sorpresa anche se allo stesso tempo si esprime il timore di perdere almeno 2-3 punti in percentuale perchè l'elettorato 5 stelle, viene fatto notare, è giovane e con il ponte del 2 giugno molti potrebbero essere partiti. Anche se la domenica si potrà votare fino alle 23.- Milano: il candidato 5 Stelle è Gianluca Corrado, subentrato dopo il ritiro della candidata Patrizia Bedori. Ma qui i pentastellati non si fanno grandi illusioni ben sapendo che la sfida, almeno così sembra, sarà tutta tra Giuseppe Sala, candidato del Pd, e Stefano Parisi, candidato del centrodestra; secondo i piu' saranno loro ad andare al ballottaggio. (AGI)