Roadshow Italia, aziende forti in Cina se compatte

Roadshow Italia, aziende forti in Cina se compatte
Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Vincenzo De Luca (foto da Farnesina).jpg 

Shanghai - La strategia dell'Italia per attrarre investimenti e incrociare il nuovo sentiero dello sviluppo cinese e' stato il tema del roadshow all'Hyatt Hotel di Shanghai dove si sono incontrati istituzioni e imprese italiane, a margine della Fiera della Tecnologia, di cui Agi e' media partner. "Dobbiamo definire meglio la nostra strategia sui mercati", ha esordito il Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Vincenzo De Luca, sottolineando i piani di sostegno alla penetrazione del made in Italy nel gigante asiatico. "Negli ultimi anni abbiamo messo al centro l'agenda economica", ha spiegato. Ci sono ancora potenzialita' da sviluppare, ma "siamo una potenza quando ci muoviamo in maniera compatta e unitaria", ha proseguito, ricordando che nel 2015, l'Italia e' stato il secondo Paese dell'Unione Europea per attrazione di investimenti esteri.

 

La Fiera della Tecnologia, ha concluso De Luca, e' stata "un buon inizio per definire nuove aree di collaborazione tra Italia e Cina, che riguardano ambiente, salute, efficenza energetica, smart cities, e per promuovere molte collaborazioni tra le start-up dei due Paesi, perche' anche i giovani italiani innovativi possano trovare un'occasione per crescere sul mercato cinese". Sulle strategie di approccio al mercato interno, Roberto Dona', presidente emerito dell'Associazione Accademici Italiani in Cina orientale, ha poi indicato i settori in cui c'e' margine per le imprese italiane. Le aree su cui puntare variano dalla diffusione dell'e-commerce nelle aree rurali del gigante asiatico, alle vetture a energie pulite (su cui punta molto il governo centrale), fino ai materiali green per l'edilizia, la meccanizzazione dell'agricoltura, il turismo e le tratte ferroviarie ad alta velocita'. L'approccio delle aziende non puo', pero', non tenere conto del consumatore finale. "Il nuovo consumatore cinese - ha spiegato Dona', tracciandone un ipotetico identikit - e' technology-oriented, attento all'ambiente, con piu' tempo a disposizione per informarsi e scegliere i prodotti".

 

 

 

 

A supporto dell'internazionalizzazione delle imprese italiane e' poi intervenuta Michal Ron, managing director e Head of International Business di Sace, che ha sottolineato l'importanza di "pensare fuori dagli schemi" per le strategie di sostegno ai gruppi che operano in Cina o che intendono farlo. I piani riguardano soprattutto le piccole e medie imprese italiane, ha continuato Ron. "Per le Pmi, che e' il nostro focus principale, stiamo avviando un programma anche con la Banca Europea per gli Investimenti, un nuovo fondo di sviluppo dell'export per le Pmi, che speriamo di utilizzare il piu' possibile in un Paese come la Cina, dove Sace, con la garanzia della Bei, interviene sui bond emessi dalle aziende di medie dimensioni". (AGI) Ciy/Sar