È possibile impiantare un falso ricordo nel cervello degli uccelli per modificarne il canto

Ci sono riusciti i ricercatori della University of Texas Southwestern Medical Center. I dettagli in uno studio pubblicato su Science 

uccelli canto 

E' possibile impiantare un "ricordo falso" nel cervello degli uccelli modificando le sue abilità canore. C'è riuscito un gruppo di ricercatori della University of Texas Southwestern Medical Center in uno studio pubblicato sulla rivista Science. Gli scienziati hanno introdotto nel cervello di giovani fringuelli di Zebra ricordi che hanno cambiato la lunghezza delle note con cui gli animali cantano. Il processo prevedeva la manipolazione di una regione del cervello che gli uccelli usano per imparare a cantare. Di solito le "canzoni" di questi uccelli consistono in una serie di brevi note o sillabe che imparano dai loro padri e che poi copiano.

I ricercatori americani stanno lavorando per capire come i ricordi sono codificati nel cervello, in particolare quelli che guidano lo sviluppo del linguaggio e delle abilita' sociali. Precedenti lavori avevano dimostrato che nel cervello degli uccelli c'è una particolare, chiamata HVC, che è importante per l'apprendimento delle "canzoni" e l'interruzione della sua attività interferisce con la capacità di impararle.

Quest'area riceve input da un'altra regione del cervello chiamata NIf, e i neuroni in questa struttura si accendono all'inizio e alla fine delle sillabe. Ciò ha suggerito come questi neuroni avessero un ruolo nel codificare la lunghezza delle sillabe. Nel tentativo di andare più a fondo, i ricercatori hanno usato una tecnica chiamata "optogenetica" per manipolare l'attività neurale alle connessioni, o sinapsi, tra i neuroni NIf e HVC.

Questo ha comportato l'inserimento di geni nei neuroni che consentono loro di essere controllati dalla luce. Quindi si è proceduto con l'utilizzo di piccoli cavi in fibra ottica per far luce sulla zona del cervello selezionata. Gli scienziati hanno eseguito gli esperimenti su giovani fringuelli di zebra maschio che non erano mai stati esposti al canto degli adulti ma stavano iniziando a sviluppare la propria abilità di cinguettare. Il gruppo di ricerca ha quindi analizzato le differenze nella melodia finale circa 30 giorni dopo.

Quando il team ha usato brevi impulsi di luce, gli uccelli hanno prodotto "canzoni" con sillabe brevi. Con lunghi impulsi di luce, gli uccelli producevano melodie con sillabe lunghe. "Abbiamo identificato un percorso nel cervello che, se attivato, puo' impiantare falsi ricordi sulla durata delle sillabe, senza che l'uccello abbia avuto esperienza con un altro uccello", ha affermato Roberts. 



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