Dalle cellule staminali dei suini è possibile ottenere ossa sostitutive

Dalle cellule staminali dei suini è possibile ottenere ossa sostitutive

È il risultato raggiunto dagli esperti della Columbia University di New York e della Louisiana State University, che inizieranno prossimamente una sperimentazione clinica su pazienti umani

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  maiali maiale suini - pixabay

AGI - Dalle cellule staminali dei suini è ora possibile ottenere ossa sostitutive, articolazioni comprese, il che potrebbe rivoluzionare le terapie di sostituzione dell’osso mascellare e, in futuro, di altre strutture complesse. È il risultato, descritto sulla rivista Science Translational Medicine, raggiunto dagli esperti della Columbia University di New York e della Louisiana State University, che inizieranno prossimamente una sperimentazione clinica su pazienti umani.

Tra le parti più complesse da sostituire nell’organismo umano – spiega Gordana Vunjak-Novakovic, docente di Ingegneria biomedica presso la Columbia University di New York – le ossa rappresentano una sfida significativa per l’ingegneria biomedica, e l’osso mascellare, in particolare, è quasi impossibile da sostituire”.

Il team afferma che il lavoro nasce dall’esigenza di ampliare le possibilità di intervento di alcune branche della medicina in cui le opzioni di sostituzione sono piuttosto scarse. “Quando un paziente ha bisogno di una mascella sostitutiva – aggiunge Sidney Eisig, presidente di odontoiatria ospedaliera presso la Columbia University e coautore dell’articolo – gli innesti da altre parti del corpo possono essere poco pratici, è difficile ricreare la forma corretta, in parte perché le mascelle, a differenza della maggior parte delle ossa, sono curve”.

Le protesi metalliche possono sostituire l’articolazione temporo-mandibolare o ATM – precisa Tara Aghaloo, chirurgo maxillo-facciale dell'Università della California, Los Angeles, non direttamente coinvolta nello studio – ma non abbiamo ancora una chiara prospettiva della loro resa a lungo termine”.

Stabilire se sia opportuno o meno utilizzare tali protesi nei pazienti più giovani non è semplice, e le parti sostitutive possono provocare allergie e rigetto in molti soggetti. “La nostra speranza – commenta l’esperta – è che questa tecnica possa essere utilizzata per far crescere altre ossa e articolazioni sostitutive. Anche se la metodologia è funzionale, saranno necessari anni prima che possa essere implementata usando le cellule del paziente”.

Il team ha selezionato la mascella di un maiale per l’esperimento per via dell’affinità strutturale con le ossa umane. Le cellule staminali sono state derivate dal grasso dei maiali, estratto grazie liposuzione, mentre la forma dell’osso è stata acquisita grazie a un modello computerizzato.

“Abbiamo utilizzato ossa di mucca come impalcatura – spiega Vunjak-Novakovic – e dopo cinque settimane abbiamo ottenuto la mascella sostitutiva. I maiali a cui è stata impiantata la struttura hanno ripreso subito a mangiare. È stato molto incoraggiante”.

A distanza di sei mesi, abbiamo osservato che l’impalcatura era stata perfettamente assorbita dall’organismo dei suini, indistinguibile dallo stato originale. “La prossima sperimentazione coinvolgerà sei pazienti con morso aperto – afferma Eisig – cercheremo di sostituire le loro mascelle con le ossa ingegnerizzate per consentire loro di chiudere la bocca”.

“Abbiamo aspettato decenni per un progresso come questo – conclude – siamo ancora all’inizio, ma è molto eccitante. Sono davvero contento di poter vedere lo sviluppo di questa tecnologia”.