Gli atleti più veloci sono quelli con i glutei più sviluppati. Uno studio

Gli atleti più veloci sono quelli con i glutei più sviluppati. Uno studio

Potenziare questo muscolo potrebbe migliorare le prestazioni del 44%. Lo hanno scoperto gli esperti della Loughborough University

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© GERO BRELOER / DPA / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP - Usain Bolt e Tyson Gay nel 2007

AGI - Un gluteus maximus, meglio noto come gluteo grande, ben sviluppato potrebbe aumentare le prestazioni atletiche dei corridori fino al 44 per cento. Lo hanno scoperto gli esperti della Loughborough University, che hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Medicine and Science in Sports and Exercise, analizzando e confrontando il grande gluteo di velocisti, corridori professionisti e persone non allenate.

“Nei velocisti più rapidi, con un record personale inferiore ai 9,99 secondi per i 100 metri – afferma Jonathan Folland, dell'Università di Loughborough – il grande gluteo e gli estensori dell’anca erano significativamente più sviluppati rispetto agli altri corridori, mentre i muscoli del polpaccio erano simili tra i vari runner”.

Il team ha utilizzato la risonanza magnetica MRI per misurare le dimensioni di 23 muscoli della parte inferiore del corpo di 42 uomini, 5 velocisti, 26 atleti professionisti e 11 non allenati. La variabilità tra i record di velocisti e atleti professionisti nei 100 metri era di circa 1,34 secondi.

“Le nostre analisi rivelano che il 44 percento di tale variabilità potrebbe essere attribuito alle dimensioni del grande gluteo – continua l’esperto – e tra gli altri fattori rientrano tecnica, psicologia, nutrizione, anatomia di altre strutture. Siamo rimasti davvero sorpresi nel constatare l’importanza di un singolo muscolo. È davvero notevole”.

Il ricercatore aggiunge che il gluteus maximus dei velocisti era mediamente del 45 percento più grande rispetto a quello dei professionisti, il che potrebbe influire nella capacità di generare potenza e quindi velocità di scatto.

Le dimensioni del grande gluteo e degli altri estensori dell’anca potrebbero migliorare le prestazioni dello sprint – commenta Rob Miller, seconda firma dell’articolo e studente di dottorato presso la Loughborough University, nonché allenatore della forza per lo sport per British Athletics – è insolito che si conducano ricerche su atleti di questo calibro ed è emozionante aver identificato un fattore che potrebbe pesare così profondamente sulle prestazioni atletiche”.

Il gruppo di ricerca sta sviluppando ora una serie di test dedicati all’esame dell’anatomia femminile. “Stiamo anche raccogliendo dati – conclude Folland – per effettuare un confronto tra l’anatomia muscolare dei corridori che gareggiano su distanze diverse”.