Coronavirus: ceppo simile in pipistrelli conferma origini naturali

Coronavirus: ceppo simile in pipistrelli conferma origini naturali

Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology e condotto dai ricercatori della Shandong First Medical University in Cina 

Covid-19: ceppo simile in pipistrelli conferma origini naturali

© PATRICK PLEUL / DPA-ZENTRALBILD / DPA PICTURE-ALLIANCE - Pipistrello
 

Un ceppo nuovo molto simile a Sars-CoV-2 è stato trovato in una popolazione di pipistrelli e rappresenterebbe un ulteriore indizio che il nuovo coronavirus si sarebbe evoluto in maniera naturale e che quindi non è stato creato in laboratorio. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology e condotto dai ricercatori della Shandong First Medical University in Cina.

In particolare, i ricercatori hanno scoperto RmYN02, un virus molto simile a quello responsabile dell'attuale pandemia, ma con alcune alterazioni genetiche. "Questa scoperta suggerisce che l'evoluzione del coronavirus attuale sia avvenuta naturalmente, e non in laboratorio, come affermano diverse teorie", dichiara Weifeng Shi, direttore dell'Istituto di Biologia patogena presso la Shandong First Medical University. il suo team ha analizzato 227 campioni di sangue prelevati da pipistrelli nella provincia dello Yunnan, in Cina, scoprendo mutazioni molto simili a quelle che contraddistinguono il nuovo coronavirus e che hanno indotto alcuni a ritenere che il virus fosse stato creato dall'uomo.

"Da quando è stato scoperto che i pipistrelli furono la causa dell'epidemia di Sars del 2003, questi animali sono stati studiati e analizzati. Il ceppo piu' simile a SARS-CoV-2 è risultato un virus denominato RaTG13, ma RmYN02, quello che abbiamo identificato grazie alla nostra indagine, potrebbe essere incompatibile con le cellule umane, dato che non sembra legarsi ai recettori ACE-2", rassicura il ricercatore, specificando che la trasmissione all'uomo di questo virus è alquanto improbabile.

"Sars-CoV-2 è caratterizzato dalla presenza di un'inserzione genetica particolare, cioè una modifica stabile ed ereditabile nella sequenza di geni S1 e S2. Anche se RmYN02 presenta mutazioni differenti, il nostro studio dimostra che è possibile che tali eventi si verifichino in natura, senza interventi antropici", osserva Shi.

"I nostri risultati suggeriscono che, sebbene possano sembrare insolite, queste condizioni possono verificarsi naturalmente nei betacoronavirus animali. Non abbiamo ancora notizie sul diretto ascendente dell'attuale virus, dato che il divario tra Sars-CoV-2 e RmYN02 è ancora piuttosto netto, ma un campionamento di piu' specie selvatiche potrebbe rivelare qualche informazione in piu'", conclude il ricercatore.