Il nuovo Parlamento Europeo

Composizione attuale e variazioni rispetto al passato 

Alla fine di maggio i cittadini europei si sono recati alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo. Si tratta della nona elezione europea, che si svolge ogni 5 anni a partire dal 1979. Gli occhi dell’Europa e del mondo sono stati puntati su queste elezioni più che in passato. Si pensava infatti che i partiti sovranisti ed euroscettici che hanno sempre più successo in Europa ribaltassero la maggioranza in Parlamento. Ciò non è avvenuto ma i partiti tradizionali che solitamente detenevano la maggioranza autonomamente, ovvero popolari e socialisti, dovranno stringere alleanze con altri gruppi.

Ora che il Parlamento è stato eletto, l’attenzione è stata spostata sulle trattative per la nomina del presidente della commissione europea. Inizialmente si credeva che sarebbe stato un passaggio semplice, ma i veti incrociati hanno posto fine al metodo degli Spitzenkandidat, per cui il candidato a ricoprire carica viene indicato dal partito che ha maggiore successo alle elezioni per il Parlamento.

Poiché è stato abbandonato il metodo dei “candidati capilista” per la scelta del candidato alla presidenza della commissione europea le trattative sono ancora aperte. 

 

La definizione delle maggioranze e delle cariche sono particolarmente importanti in questo momento. Infatti le istituzioni europee dovranno presto gestire importanti dossier. Primo tra tutti la Brexit, per la quale ancora non è stato raggiunto un accordo. Secondo, un tema più “tecnico”: la definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, ovvero del bilancio pluriennale dell’Unione.

Per l’Italia poi sono state elezioni rilevanti per le possibili ripercussioni a livello nazionale: gli elettori hanno ribaltato i rapporti di forza tra i partiti della maggioranza, generando ipotesi relative a un rimpasto di governo.

 

Le elezioni

Tra il 23 ed il 26 maggio si sono svolte le elezioni per i componenti del nuovo Parlamento europeo. Si è trattato di una votazione molto sentita, come dimostrato dall’aumento dell’affluenza a livello europeo.

50,62% l’affluenza alle elezioni per il Parlamento europeo del 2019.

Il dato sulla rinnovata partecipazione è importante, perché solitamente le elezioni europee sono considerate meno rilevanti rispetto a quelle politiche. In passato infatti, anche a causa dell’ingresso nell’Unione di partiti notoriamente euroscettici, non si era mai assistito a una ripresa dell’affluenza.

 

L’affluenza elettorale in Ue

DA SAPERE: Negli anni sono progressivamente aumentati gli stati membri e dunque il bacino degli elettori.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati del Parlamento europeo 

 

L'affluenza più alta è stata registrata nelle prime elezioni europee a suffragio universale, nel 1979. Era poi dagli anni '90 che non si superava la soglia del 50%, più precisamente dal 1994, anno in cui l'affluenza raggiunse il 56,67%, per poi calare costantemente fino a toccare il punto più basso nel 2014, con il 42,6%.

+8 punti percentuali: l’aumento dell’affluenza alle elezioni europee 2019 rispetto al 2014. 

Vi sono tuttavia delle importanti differenze tra Paesi. In 13, su 28, raggiungono o superano il 50% di partecipazione (compresa l’Italia). Meno della metà.
Sono 9 i Paesi in cui l'affluenza non raggiunge il 40%, molti situati in Europa dell'est (Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Lettonia, Estonia) a cui si aggiungono Croazia, Portogallo e Regno Unito, Paese in cui la partecipazione ha risentito delle difficili trattative sulla Brexit. 

Vi sono tuttavia delle importanti differenze tra Paesi. In 13, su 28, raggiungono o superano il 50% di partecipazione (compresa l’Italia). Meno della metà.
Sono 9 i Paesi in cui l'affluenza non raggiunge il 40%, molti situati in Europa dell'est (Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Lettonia, Estonia) a cui si aggiungono Croazia, Portogallo e Regno Unito, Paese in cui la partecipazione ha risentito delle difficili trattative sulla Brexit. 

2 i Paesi in cui l’affluenza ha superato l’80% 

Ci sono anche dei casi particolarmente virtuosi: a Malta l'affluenza è al 72,7%, mentre in Lussemburgo e Belgio arriva rispettivamente all'84,24% e all'88,47%. Ciò nonostante, bisogna considerare che in questi ultimi due Paesi il voto è obbligatorio. 

 

In Belgio e Lussemburgo superato l’80% di partecipazione

DA SAPERE: In Belgio, Lussemburgo, Cipro, Grecia e Bulgaria il voto è obbligatorio. FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati del Parlamento europeo 

 

In verità, l'obbligo di recarsi alle urne è presente anche a Cipro, in Grecia e in Bulgaria, Paese agli ultimi posti della classifica, ma la mancata applicazione di sanzioni spesso rende vano l’incentivo.

L'aumento complessivo dell'affluenza può essere dovuto al fatto che si sia trattato delle prime elezioni europee in cui al centro del dibattito e della campagna elettorale ci sono stati temi effettivamente europei, dalla questione dei migranti ai cambiamenti climatici.

 

L’affluenza in Italia

Il nostro Paese non ha seguito il trend generale europeo che ha visto aumentare la partecipazione, infatti l'affluenza è calata di quasi 3 punti percentuali rispetto al 2014. Questo significa che dei quasi 51 milioni di elettori i votanti non sono stati neanche 28 milioni. 

 

L’affluenza italiana alle elezioni europee è in calo costante

DA SAPERE: Il calo alle elezioni europee corrisponde a un generale calo dell’affluenza alle urne nel nostro Paese.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati del Parlamento europeo 

 

La minore importanza data all’appuntamento elettorale europeo rispetto a quello per le politiche è evidente. Nelle elezioni nazionali del 2018 infatti, l’affluenza per la camera era al 73%, quasi 20 punti percentuali in più.

Il dato tuttavia è coerente con il generale andamento dell’affluenza elettorale in Italia: tranne che nel 2004, anno in cui c'è stato un lieve aumento della partecipazione rispetto alla precedente tornata del 1999, l’affluenza alle elezioni nel nostro Paese è calata costantemente, alle politiche così come alle europee. 

In ogni caso, come in Europa ci sono differenze tra i diversi Paesi, in Italia ci sono differenze all'interno delle singole regioni. 

 

In Abruzzo crolla l’affluenza alle elezioni europee rispetto al 2014

DA SAPERE: Per le elezioni europee il nostro Paese è suddiviso in 5 circoscrizioni: Italia nord- occidentale; Italia nord-orientale; Italia centrale; Italia meridionale; Italia insulare. A queste si aggiunge poi il voto proveniente dall’estero.

FONTE: elaborazione Agi-openpolis su dati del ministero dell’interno 

 

È in particolare nelle isole che l'astensionismo tocca i picchi più alti, superando il 60% sia in Sardegna che in Sicilia. In generale è nel meridione che la partecipazione è più bassa, mediamente al 46%. Meglio in nord e il centro, con un'affluenza media del 60% e 62%. Infine, la regione più virtuosa d'Italia è l'Umbria, dove l'affluenza arriva al 67,7%, seguita da Emilia Romagna (67,3%) e Toscana (65,7%).

Se si fa il confronto con le elezioni del 2014 tuttavia, si nota come in quasi tutte le regioni italiane l'affluenza sia in calo. Fanno eccezione solo Valle D'Aosta (+2,33 punti percentuali) e Trentino Alto Adige (+7,17 punti percentuali). La contrazione maggiore è stata in Abruzzo, dove l'affluenza è passata dal 64,1% del 2014 al 52,6% del 2019.



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