Quanto incidono sull'infertilità maschile inquinanti e pesticidi. Uno studio

La contaminazione ambientale dovuta alle sostanze chimiche tossiche è la causa principale della scarsa qualità dello sperma e dell’infertilità. Institut Marquès offre l'esame del seme gratuito a partire dai 18 anni

Quanto incidono sull'infertilità maschile inquinanti e pesticidi. Uno studio

Rintracciare le cause della "lenta ma progressiva diminuzione della quantità e della qualità dello sperma, in termini di mobilità e morfologia" è l'obiettivo del nuovo studio di Institut Marquès volto a sfatare il mito che riconosce come cause tradizionalmente collegate all’infertilità maschile lo stress, i pantaloni attillati e gli alcolici. Il team di ricerca della clinica ha individuato nelle sostanze chimiche tossiche a cui gli uomini sono esposti - quotidianamente, a partire dal grembo materno - il reale fattore di rischio per il peggioramento della qualità spermatica.

Esame del seme gratuito a partire dai 18 anni

Il centro internazionale di riproduzione assistita offre a tutti i romani maggiorenni l'opportunità di testare la qualità dei loro spermatozoi gratuitamente e in modo anonimo. "Questo genere di informazioni potrà aiutarli, se necessario, ad affrontare eventuali alterazioni seminali mediante una diagnosi precoce" spiega Marisa López-Teijón, direttrice dell'Istituto. A preoccupare gli esperti sono proprio le caratteristiche morfologiche degli spermatozoi - forma e struttura - insieme alla capacità di muoversi correttamente attraverso il tratto riproduttivo femminile (motilità).

Lo stato della fertilità maschile in Italia

In 6 casi su 10 di coppie che ricorrono a trattamenti di riproduzione assistita sono state rilevate alterazioni dello sperma più o meno gravi. L'Italia è il paese con un tasso di natalità tra i più bassi al mondo - nel 2017 si sono registrate 7,6 nascite ogni 1.000 abitanti - e con un tasso di fertilità in calo: si parla di 1,34 figli per donna nell'ultimo anno.

Gli accertamenti finora condotti da Institut Marquès sui campioni a disposizione hanno dimostrato che, oltre ai fattori genetici come l'età e la storia medica (come le malattie o la chirurgia), la fertilità maschile può essere influenzata negativamente da sostanze tossiche ambientali che sono spesso sconosciute alla popolazione. È confermata, inoltre, una minore qualità dello sperma nelle aree in cui la presenza di sostanze chimiche è più elevata.

Sostanze chimiche tossiche dannose a partire dal grembo materno

Si tratta di prodotti chimici da composti organici persistenti (chiamati COP) comunemente usati nell'industria, nell'agricoltura e in casa. Possono interferire con lo sviluppo dei testicoli e compromettere la capacità riproduttiva.

Il primo contatto con questi prodotti chimici tossici comincia all’inizio della vita - si legge in una nota della clinica - poiché essi arrivano dal sangue materno, attraverso la placenta, all'embrione. Il tipo di tossine e la quantità dipenderanno dai livelli di sostanze tossiche presenti nell’organismo della madre. Queste sostanze sono molto resistenti alla biodegradazione, sono presenti negli alimenti e nell'ambiente, si accumulano nel corpo, specialmente nel grasso, e l’organismo degli esseri umani e degli animali non è in grado di eliminarle.

Il peggioramento della qualità dello sperma dovuto alle sostanze tossiche si sta verificando sia nelle aree industrializzate sia nelle zone rurali a causa del contatto con i pesticidi, pertanto esistono ampie variazioni geografiche. Per prenotare l’esame basta accedere al portale www.lesostanzetossichehannorottolepalle.it, compilare un questionario e scegliere giorno e ora per la consegna del campione di sperma. Dopo aver analizzato il campione, uno specialista fornirà una relazione completa di persona, via telefono o skype.



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