L'esperto: "Iniziare la scuola d'infanzia senza i genitori è un trauma per i bambini" 

L'esperto: "Iniziare la scuola d'infanzia senza i genitori è un trauma per i bambini" 

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AGI - Il virus non fa sconti, nemmeno ai più piccoli, che quest'anno fanno il loro primo ingresso nella scuola d'infanzia senza la rassicurante presenza della mamma o del papà. Le regole del distanziamento anti-Covid rendono impossibile per molti istituti accogliere i genitori all'interno degli istituti. E il problema non è da poco, soprattutto adesso, ha spiegato all'AGI Alberto Pellai, psicoterapeuta dell'età evolutiva. "Il bambino di due anni e mezzo o tre, che inizia a frequentare la materna, cambia ogni riferimento, si trova catapultato in un ambiente nuovo e ha bisogno di tempo per sentirsi al sicuro".

Un cambiamento improvviso, di impatto, è traumatico per il bimbo che "si sente così disperso e dislocato, in un ambiente in cui dovrebbe sentirsi al sicuro. Avere vicino una persona che conosce bene gli permette di muoversi a suo agio. L'inserimento - ha continuato Pellai - funziona un po' come una pompa di benzina. Il bambino che viene accompagnato dall'adulto di riferimento fa il pieno di sicurezza e pian piano si stacca. Va a giocare, poi sente di nuovo il bisogno di sicurezza e torna dalla mamma, per poi allontanarsene di nuovo. Sa che e' lì".

"Quando sarà pronto resterà a scuola per tutto il giorno. Ma è una separazione da costruire nel tempo e in modo competente". Quest'anno questo passaggio graduale "sarebbe ancora più importante", ha sottolineato lo psicoterapeuta. "Per un bambino il volto è l'elemento chiave per riconoscere la persona a cui si affida". "Se il maestro è uno sconosciuto non può rappresentare una figura di attaccamento".

Cosa si può fare per rendere emotivamente meno faticoso questo passaggio al piccolo alunno? "Laddove possibile, bisognerebbe organizzare l'inserimento all'aperto. Con la maestra che a distanza di qualche metro si mostra prima senza mascherina" in modo da emanare un'immagine più rassicurante.

"L'educatore - ha consigliato ancora Pellai - potrebbe anche inviare ai genitori qualche giorno prima dell'inizio della scuola un video di presentazione, per farsi conoscere". Quanto alle mamme e ai papà "potrebbero raccontare una favola che anticipi ai figli cosa avverrà a scuola".