Gas esilarante in sala parto per affrontare il travaglio

La sperimentazione a Brescia, nuovo anestetico è  un'alternativa all'epidurale

Gas esilarante in sala parto per affrontare il travaglio
  donna incinta gravidanza pancia pancione - pixabay

Roma - Gas "esilarante" in sala parto, per consentire alle partorienti di rilassarsi e alleviare il dolore. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Istituto Clinico Citta' di Brescia mette a disposizione delle partorienti un nuovo anestetico inalatorio, il protossido d'azoto, noto appunto come gas "esilarante", che miscelato in parti uguali con l'ossigeno ha un effetto analgesico, ansiolitico e lievemente euforizzante, poiche' agisce sul sistema nervoso centrale stimolando la produzione di endorfine e consentendo alla partoriente di rilassarsi, alleviare il dolore del travaglio e dell'espulsione. Il protossido d'azoto puo' quindi essere considerato a tutti gli effetti un'alternativa sicura e non invasiva all'epidurale. "L'aspetto piu' interessante dell'utilizzo del protossido d'azoto e' sicuramente quello di essere on-demand: la partoriente puo' decidere quando azionare la valvola che regola il fluire del gas nella mascherina posizionata su naso e bocca.

La futura mamma e' quindi libera di tenere sotto controllo il proprio livello di dolore in modo autonomo e mirato" sottolinea il dottor Michele Tarantini, Responsabile del reparto di Ostetricia dell'Istituto Clinico Citta' di Brescia. L'effetto del gas e' rapido, ma altrettanto rapidamente svanisce, poiche' non viene metabolizzato dall'organismo e quindi viene eliminato in tempi brevi. Per questa ragione le inalazioni vanno ripetute in tempi ravvicinati o al bisogno. Il protossido d'azoto e' sicuro, non presenta effetti collaterali o rischi per mamma e bambino, quindi il suo utilizzo puo' anche essere prolungato durante tutto il travaglio. "La partoriente rimane sveglia e vigile, non perde mai la propria mobilita' e ha il controllo della propria muscolatura, quindi puo' partecipare attivamente a tutte le fasi del travaglio e non perdersi nemmeno un minuto dell'esperienza di diventare madre" conclude Tarantini. (AGI)