Il virus cinese spaventa l'Europa

Il rischio contagio nel Vecchio Continente è passato da "basso" a "moderato". Il bilancio ora è di 9 morti e 440 infettati. Casi anche a Hong Kong e in Usa

coronavirus virus cinese contagio rischio

La probabilità che il misterioso virus che ha provocato 9 morti e 473 casi accertati di polmonite in Cina venga importato nell'Unione Europea è passata da "bassa" a "moderata". Lo ha stabilito il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nell'ultima valutazione sul grado di rischio. "La trasmissione da uomo a uomo è stata confermata, ma sono necessarie altre informazioni per valutare la portata di questa modalità di trasmissione. La fonte dell'infezione non è conosciuta e potrebbe essere ancora attiva. Di conseguenza, la probabilità di infezione per i viaggiatori che visitano Wuhan e che hanno contatti stretti con individui sintomatici è considerata moderata. Pertanto, anche la probabilità di importazione di casi nell'Ue è considerata moderata", ha detto il Centro per la prevenzione il controllo delle malattie, che il 17 gennaio scorso considerava il rischio come "basso".

Intanto il nuovo virus, con focolaio nella città cinese di Wuhan ha già superato i confini nazionali: mercoledì le autorità sanitarie di Hong Kong hanno confermato il primo paziente affetto dalla polmonite virale. Hong Kong si aggiunge all'elenco di Paesi che hanno avuto almeno un caso accertato di polmonite da coronavirus e che comprende Macao, Taiwan, Giappone, Thailandia (con quattro casi), Corea del Sud e Stati Uniti. 

"C'è la possibilità di una mutazione virale e di una ulteriore diffusione della malattia", ha avvertito il vice ministro Li Bin della Commissione sanitaria nazionale cinese, durante una conferenza stampa. La Commissione ha annunciato misure straordinarie per contenere la diffusione del virus, con centinaia di persone in viaggio in Cina per le festività dell''anno lunare'.

Un gruppo di esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha visitato Wuhan, riferisce l'agenzia Xinhua, che precisa che la visita è avvenuta nei giorni di lunedì e di ieri. Il gruppo è stato in visita all'aeroporto Tienhe della città per ispezionare il controllo della temperatura dei passeggeri, all'ospedale Zhongnan dell'università di Wuhan per accertarsi sulle procedure di ricovero e quarantena dei pazienti, ed è stato infine in visita al centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della provincia dello Hubei, dove si trova Wuhan. Oggi è in programma una riunione straordinaria dell'OMS per stabilire se il virus rappresenta un'emergenza globale. Intanto il sindaco di Wuhan ha invitato a "stare alla larga dalla città". 

"Se non è necessario, suggeriamo a tutti di non venire a Wuhan", ha dichiarato il sindaco della megalopoli della Cina interna, Zhou Xianwang, intervistato dall'emittente televisiva statale China Central Television. Ridurre il flusso di persone, ha aggiunto il sindaco, diminuirà la possibilità che il virus si diffonda e allentera' la pressione sugli sforzi per il controllo e la prevenzione del virus". Mentre il Partito Comunista Cinese ha avvertito i funzionari locali di non nascondere i casi dell'epidemia, come avvenuto durante l'epidemia di Sars. "Chiunque deliberatamente ritardi o nasconda di riportare casi per il proprio interesse sarà inchiodato al pilastro dell'infamia per l'eternità", ha avvertito la Commissione per gli Affari Politici e Legali del Pcc dal proprio account social, citato dal South China Morning Post.

Il timore, infatti, è che si ripeta ciò che accadde con la Sars tra il 2002 e il 2003, quando il virus uccise quasi 800 persone. In Italia sono scattate le procedure di sicurezza previste in questi casi sui voli: il ministero della Salute ha disposto controlli a Fiumicino su quelli provenienti da Wuhan: da giovedì scatterà l'attivazione di un canale sanitario con controllo della temperatura attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati. L'Italia ha tre voli diretti con Wuhan, tutti a Fiumicino, e numerosi voli non diretti, il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del capodanno cinese. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale, presso l'aeroporto di Fiumicino e' in vigore infatti una procedura sanitaria, gestita dall'USMAF SASN, per verificare l'eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

L'effetto coronavirus si riflette anche sul petrolio. Secondo Goldman Sachs, il potenziale impatto della 'polmonite' cinese sul prezzo del greggio potrebbe essere di 3 dollari, agendo in modo contrario rispetto alle preoccupazioni per le interruzioni dell'offerta mediorientale.

 

 

 

 

 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it