Iraq: nuovo carico gas liquefatto pronto per mercati esteri

(AGI) - Baghdad, 2 lug. - Il ministero del Petrolio iracheno ha annunciato che d...

Iraq: nuovo carico gas liquefatto pronto per mercati esteri
Gas liquefatto (Afp) 

(AGI) - Baghdad, 2 lug. - Il ministero del Petrolio
iracheno ha annunciato che domani sara' esportato un nuovo
carico di gas liquefatto diretto sui mercati internazionali.
Il portavoce del ministero, Assem Jihad, ha detto che
saranno esportate 2 mila tonnellate di gas liquefatto,
mentre la produzione giornaliera di gas del paese e' pari a
5 mila tonnellate al giorno. Il carico partira' dal porto di
Umm Qasr, nel sud dell'Iraq. L'operazione rientra nel piano
del governo iracheno per rimpinguare le casse statali
attraverso l'esportazione di gas e di condensati e l'aumento
della produzione di questi idrocarburi. "Questa operazione -
ha detto Jihad - rappresenta il punto di partenza di una
missione per portare l'Iraq sul mercato mondiale in questo
settore". Jihad ha sottolineato come quello di domani sia
"un evento importante che avviene nonostante le sfide di
sicurezza che sta fronteggiando il paese", destinato a
diventare "uno degli stati produttori ed esportatori di gas
della regione". Un primo carico di gas liquefatto era stato
esportato dal porto di Umm Qasr nel marzo scorso. Il carico
proveniva dai giacimenti della Compagnia del gas di Bassora,
una joint venture fra l'irachena South gas company,
l'anglo-olandese Royal Dutch Shell e la giapponese
Mitsubishi. La possibilita' di esportare gas
per l'Iraq rappresenta un'opportunita' fondamentale data la
crisi economica dilagante prodotta congiuntamente
dall'espansione dalla guerra contro lo Stato islamico e
connessi rischi per la sicurezza, e dal calo dei prezzi del
petrolio. I primi tentativi di esportare il gas dall'Iraq
erano iniziati gia' durante il governo del dittatore Saddam
Hussein, ma si erano arenati a causa dell'inizio della
guerra con l'Iran. Al termine del conflitto alla fine degli
anni '80, la due guerre del Golfo, rispettivamente nel 1991
e nel 2003, hanno impedito lo sviluppo di questo comparto a
causa dei gravi danni alle infrastrutture portuali, gia'
pesantemente danneggiate durante la guerra contro Teheran.(AGI)
.