Bahrein: le sfide della diversificazione dopo crollo barile

Bahrein: le sfide della diversificazione dopo crollo barile
convegno 

Roma - Il crollo del prezzo del barile ha costretto le nazioni dipendenti dal greggio, come quelle del Golfo Persico, a diversificare sempre piu' la loro economia. Per conservare una prosperita' finora incentrata sui generosi sussidi garantiti dall'oro nero si sta rivelando quindi necessario elaborare un nuovo modello di sviluppo che passi, tra le altre cose, per il turismo e i grandi progetti ingegneristici, settore nel quale la cooperazione con i paesi europei, in particolare l'Italia, e' fondamentale. Questo il tema al centro del convegno 'The Economic Future of Gulf: Reform and Development', organizzato a Roma dall'Euro-Gulf Information Centre. L'incontro ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione dell'area GCC, in maggioranza rappresentante il Bahrein, un paese "dinamico e multuculturale" che "sta guardando in un'altra direzione, spingendo su innovazione e diversificazione", ha commentato il deputato del Pd Khalid Chaouki, che, rimarcando la necessita' di una maggiore cooperazione tra le due aree (che sarebbe "benefica per l'intera economia mondiale"), ha fatto gli onori di casa insieme al sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, il quale ha invece sottolineato la strategicita' che hanno in Italia gli investimenti dei Paesi dell'area, esemplari i casi di Alitalia e Valentino, e la necessita' di costruire ponti anche attraverso una "economia della conoscenza". L'intervento principale e' stato quello di Mohammad Bin Khalifa Al Khalifa, ministro del Petrolio e membro della famiglia reale, che ha spiegato come il Bahrein, "importante hub finanziario e tra i primi raffinatori dell'area", stia reagendo al crollo del barile puntando negli ultimi due anni sui grandi progetti ingegneristici e sul project financing, data la "maggiore difficolta' delle banche nell'offrire finanziamenti di lungo termine". In questo contesto, ha sottolineato Al Khalifa, le aziende italiane, con il sostegno "molto attivo" della Sace, sono in prima linea, come dimostrano i numerosi contratti stretti con societa' come Eni, Saipem, Tecnimont e Technip, "uno dei nostri contractor preferiti". "Un contesto di prezzi del petrolio bassi pone molte sfide e ha dato una spinta per un cambiamento strutturale", ha aggiunto, "l'indebolimento dell'euro e' stato parte della soluzione, perche' ha permesso di aumentare le importazioni da paesi europei come Italia e Spagna che stanno guadagnando quote di appalti a scapito di Sud Corea e Giappone". La conferenza ha proseguito con due panel, uno dedicato ai temi delle riforme macrostrutturali, l'altro alla finanza islamica, che sta guadagnando sempre piu' spazio in Europa. A coordinare il primo tavolo e' stato il presidente dell'Egic, Mitchell Belfer, che ha sottolineato come la nascita del giovane think thank un anno fa fosse appena "un sogno" ma che "il tempo era quello giusto e il luogo era quello giusto per provare". L'analista Ahmed Alyushaa ha illustrato con entusiasmo e dovizia di dati i progressi in termini di benessere socioeconomico raggiunto dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Oman, Kuwait e Qatar), che e' riuscito a portare la mortalita' infantile e l'aspettativa di vita media a livelli comparabili all'area Ocse, mentre Abdullah Abdulrahman Sharafi, gia' advisor della Camera di Commercio di Dubai, ha descritto il ruolo dell'emirato come anticipatore e sperimentatore delle riforme che, applicate successivamente nelle altre nazioni dell'area, ne hanno consentito la modernizzazione. E' stato poi il turno della signora Khawla Al-Muhannadi, rappresentante della principale associazione ambientalista del Bahrein, che ha approfondito le conseguenze sull'economia delle peculiarita' dell'ambiente desertico e la criticita' del saper rispondere alle sfide del riscaldamento globale. Il secondo panel e' stato introdotto da Cinzia Bianco dell'Egic, che ha snocciolato i numeri della rapida espansione della finanza islamica, che ora rappresenta il 20% della finanza etica (proibendo la speculazione e il pagamento di interessi) in Europa e si appresta a diventare un comparto da 3.500 miliardi di dollari entro il 2035. Hanno quindi concluso i lavori Khalid Taqi, Ceo della banca immobiliare di Manama, il quale ha descritto il funzionamento dell'edilizia sociale in Bahrein (che copre l'85% delle popolazione), e l'economista Omar Al-Ubadly, che ha stilato gli scenari futuri nei quali i paesi del GCC si libereranno dall'eccessiva dipendenza dal barile concentrandosi sulla "creazione di nuovi settori che producano beni esportabili e siano, nel lungo termine, indipendenti dal petrolio". (AGI)