Volkswagen: subito i controlli e un'azione coordinata a livello europeo

In Italia indispensabile approvare la nuova class action, per tutelare efficacemente i cittadini coinvolti

Ancora molte ombre gravano sul caso Volkswagen. E' necessario che il Governo, ma anche l'Unione Europea, intervengano con urgenza, effettuando tutte le verifiche del caso non solo sulla casa automobilistica tedesca, ma su tutte le aziende produttrici di vetture.

La priorita' e' quella di garantire la conformita' di tali veicoli ed il rispetto dei limiti di inquinamento ambientale che, proprio l'Europa, sta lavorando affinche' diventino piu' stringenti.

Per tutelare cittadini coinvolti chiediamo al Governo, prima di tutto, di verificare quanti degli 11 milioni di veicoli coinvolti sono stati venduti in Italia. Una volta effettuata tale verifica prioritaria, un'altra urgenza si pone all'ordine del giorno: rendere operativa nel nostro ordinamento giuridico una class action realmente degna di questo nome, grazie alla quale potremo ricorrere contro il colosso automobilistico tedesco per ottenere i dovuti risarcimenti nei confronti dei cittadini coinvolti.

La normativa attuale, infatti, risulta una vera e propria "arma spuntata", del tutto inefficace a tutelare in maniera efficace i cittadini.

"La class action, che in molti paesi rappresenta un formidabile strumento per contrastare gli squilibri e gli abusi che avvengono nei mercati, nel nostro Paese purtroppo e' ancora lontana dello svolgere tale funzione e con la reale class action ha in comune solo il nome, tra l'altro utilizzato a nostro parere in modo improprio." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

A tale limite ha tentato di porre rimedio il nuovo DDL sulla class action, approvato all'unanimita' dalla Camera dei Deputati, ora passato al Senato.

Un iter di approvazione che deve essere velocizzato e inserito immediatamente all'ordine del giorno, vista la delicatezza e l'importanza di questo strumento. Abbiamo ricevuto promesse e rassicurazioni in tal senso. Ora vogliamo certezze, per poter dare ai cittadini un sicuro strumento di tutela in grado di far valere i loro diritti ed il loro ruolo di protagonisti nel mercato.

23 settembre 2015