Uber chiede la sospensione del blocco della app

UNC: CONTRASTO EVIDENTE TRA TESI DEL GIUDICE E ART

Uber ha deciso di presentare un reclamo contro la decisione del Tribunale di Milano di sospendere il servizio, a quanto si apprende dalle agenzie, motivando la richiesta con il recente parere dell'Art.

Secondo l'UNC e' evidente il contrasto tra le tesi del giudice di Milano e quelle dell'Autorita' dei trasporti. Fin dall'inizio l'associazione di consumatori aveva denunciato come la valutazione del giudice, secondo la quale vi erano dubbi "sull'effettiva attitudine di UberPop a generare vantaggi alla collettivita' in termini di riduzione dell'inquinamento atmosferico e consumo energetico" era fondata su presupposti sbagliati. L'urgenza della decisione dipendeva dal "successo" di Uber e dai prezzi "sensibilmente minori", salvo poi sostenere che non vi erano vantaggi per la collettivita'. Si considerava il danno dei tassisti rispetto ad Expo ma non anche quello dei consumatori, che sarebbero ben felici di andarci anche con mezzi alternativi ai taxi.

L'UNC aveva, infine, ricordato il proprio studio sul car sharing ed i costi dei milanesi per mantenere a Milano una seconda auto: 2418 euro all'anno.

Ebbene, l'Autorita' dei trasporti, nella recente segnalazione a Governo e Parlamento, ha accolto le tesi che l'UNC aveva presentato nell'audizione del 26 febbraio. Cosi' si legge nella segnalazione: "gli STM (ossia Uber, ndr) consentono di intercettare una domanda di servizi di norma meno costosi di quelli offerti da taxi e NCC e resi disponibili con diverse modalita' di erogazione. Cio' configura la creazione di un nuovo e specifico segmento del mercato della mobilita' urbana non di linea rispetto a quello sottoposto a obblighi di servizio pubblico. In una prospettiva di policy ad ampio spettro, quindi, esso si concilia con lo sviluppo di sistemi di mobilita' sostenibile "co-modale" e "technology-based" e con il perseguimento di effetti indiretti di deflazione della circolazione e riduzione dell'inquinamento. La sua diffusione impone di riconsiderare l'adeguatezza degli istituti e delle categorie giuridiche sulle quali si e' fondata sinora la regolazione della materia".

"E' evidente che va trovata una soluzione politica al problema e accolto l'appello dell'Autorita' dei trasporti a modificare norme antidiluviane. Il vuoto normativo in materia non puo' essere colmato a suon di sentenze. Per questo le modifiche suggerite dall'Authority vanno subito inserite nel ddl concorrenza, ora in discussione nella Commissione Attivita' produttive della Camera" ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori.

8 giugno 2015