Truffa prosciutti: non passera' sotto silenzio

Confconsumatori si prepara a dare battaglia e a costituirsi parte civile dopo l'ennesima frode alimentare: "Danno alla comunita' e all'immagine di Parma"

(Confconsumatori ) - Parma, 8 giugno 2016 - L'ennesima frode alimentare che non passera' sotto silenzio. Dopo il maxi sequestro di 40 tonnellate di prosciutti non genuini e potenzialmente pericolosi operato dai Nas di Bologna, "Confconsumatori si costituira' parte civile nel processo penale che dovesse aprirsi a seguito della vicenda, come gia' ha fatto in molte altre occasioni per rappresentare il "danno collettivo" subito dalla comunita' civile e il danno d'immagine subito, in questo caso, dalla citta' di Parma che, solo lo scorso dicembre, ha ottenuto il riconoscimento di "Citta' creativa per la gastronomia". Non e' certo questo tipo di creativita' truffaldina che vogliamo ci renda famosi nel mondo".

Cosi' dichiara Mara Colla, presidente di Confconsumatori che prosegue: "L'articolo 32 della Costituzione pone la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettivita'; per questo Confconsumatori chiede alla Magistratura che chi attenta alla salute pubblica venga duramente colpito dalla legge. Augurandoci che possa trattarsi di un caso isolato, ringraziamo le Autorita' di controllo per quanto fanno per la tutela della salute dei cittadini".

I FATTI - Come da notizia diffusa nella giornata di oggi, i Carabinieri del Nas di Bologna hanno sequestrato oltre 40 tonnellate di scarti della lavorazione di prosciutto crudo che, invece che essere destinati allo smaltimento, erano commerciati come "ritagli di prosciutto stagionato" e venduti ad aziende che producono pasta ripiena e salumi.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, l'amministratore delegato di un'azienda del parmense che produce e commercializza prosciutti e' stato denunciato perche' ritenuto responsabile dei reati di "frode in Commercio", "vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine" e "detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione". Accuse analoghe sono state mosse nei confronti dei rappresentanti legali di due aziende operanti nelle province di Bologna e Modena che avevano commercializzato tranci di prosciutto crudo, etichettati e spacciati impropriamente come Dop.