Terremoto: Codacons, stipendi Rai dipendenti lasciati a casa vadano a emergenza sisma 

Codacons propone di reperire risorse attingendo ai compensi di giornalisti e dirigenti della tv pubblica pagati per non lavorare. No ad ulteriori aumenti delle accise sui carburanti.

(Codacons) - Reperire fondi da destinare all'emergenza terremoto attingendo agli stipendi percepiti da giornalisti e dirigenti Rai pagati dalla rete di Stato per rimanere a casa e non lavorare. La proposta arriva oggi dal Codacons, che ricorda come decine e decine di dipendenti Rai percepiscano oggi stipendi superiori ai 200mila euro senza ricoprire alcun incarico e senza lavorare. 

"E' quantomai indispensabile trovare fondi per il sisma evitando di ricorrere ad aumenti delle tasse o a misure che pesino sulla collettività - spiega il presidente Carlo Rienzi - In Italia i casi di sprechi di soldi pubblici sono innumerevoli,  e uno dei più clamorosi riguarda proprio la Rai. Per questo riteniamo possibile,  attraverso un provvedimento ad hoc, mettere mano agli stipendi di giornalisti e dirigenti della tv pubblica pagati per non lavorare, e lanciamo oggi una precisa proposta al Governo in tal senso".

Il Codacons torna inoltre a ribadire la sua contrarietà a qualsiasi ipotesi di aumento delle accise sui carburanti per il reperimento di risorse post terremoto,  ricordando che oggi, su ogni litro di benzina acquistato in Italia,  pesano ancora le accise per il terremoto del Belice del 1968, per il sisma del Friuli del 1976 e per quello dell'Irpinia del 1980. 

"Tasse applicate sulla benzina e mai più revocate, alle quali il Governo potrebbe oggi attingere dirottandole alla nuova emergenza terremoto", conclude Rienzi.