Salva-Banche: depositati oggi a 9 procure, ulteriori esposti-denunce contro Bankitalia per truffa ed appropriazione indebita

QUALI I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE SOFFERENZE, ISCRITTE A BILANCIO DA COMMISSARI AL 43% (30 GIUGNO), SVILITE A TASSO DI RECUPERO DEL 17%?

 Il sacrosanto sdegno, rabbia, disperazione e volontà di proseguire le manifestazioni di piazza da parte delle decine di migliaia di famiglie, vittime sacrificali di Bankitalia,  truffate  dei propri sudati risparmi nel ‘salvataggio’ di Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti, CariFerrara, non si arresta neppure in procinto delle festività, con tanti pensionati e lavoratori, che non potranno fare festa avendo perso, con i risparmi espropriati per decreto, anche qualsiasi fiducia nelle istituzioni, ma non la volontà di proseguire le battaglie giudiziarie, fino a quando non otterranno il risarcimento integrale dei propri beni e la condanna dei responsabili.

  Adusbef e Federconsumatori, che sostengono le loro sacrosante battaglie per far emergere le responsabilità degli ‘intoccabili’, difesi dalle massime istituzioni che avrebbero il dovere costituzionale di rappresentare tutti gli italiani e non solo i potenti,  proseguono le loro offensive giudiziarie penali contro Consob e Bankitalia, corresponsabili di una inedita truffa a danno di 130.000 risparmiatori, anche mediante valutazioni ‘vili’ delle sofferenze delle 4 banche ‘salvate’, valutate dalla Banca d'Italia a 17,6 euro del credito originario, ossia  1,5 miliardi su 8,5 miliardi di sofferenze totali, mentre gli stessi commissari  di Banca Marche, Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni nominati dal Governatore Ignazio Visco, avevano   valutato 1,97 miliardi di euro le sofferenze della stessa banca marchigiana su 3,47 miliardi di sofferenze alla data del 30 giugno 2015, ossia il 43% e quelle dell’Etruria, acquistate 5 giorni prima ad un valore di almeno 30 40 euro dal Credito Fondiario.

Nell’ennesimo esposto denuncia, inviato oggi alle 9 procure della Repubblica, (Roma, Firenze, Arezzo, Ancona, Ferrara, Chieti, Pesaro, Macerata, Jesi),  Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto di indagare sulle ragioni che hanno indotto Bankitalia a svilire le valutazioni, che se effettuate a prezzi di carico, almeno nei bilanci di Banca Marche e Banca Popolare dell’Etruria, invece di apparire un  regalo alle banche acquirenti, avrebbero consentito ad azionisti ed obbligazionisti espropriati, di ottenere il rimborso integrale dei loro sudati investimenti.

   Nelle 7 pagine di esposto-denuncia e 2 allegati, anche i quesiti che potrebbero essere sciolti da periti nominati da Adusbef, Federconsumatori, Vittime Bankitalia, già posti dai Prof.Minenna e Tasca:

1) chi ha identificato i crediti dubbi che le quattro banche hanno ceduto alla bad bank? Sono state escluse dal processo di selezione le tre banche finanziatrici, che sarebbero state in palese conflitto di interesse? Una parere di congruità indipendente pare indispensabile.

2) Qual è il tasso di interesse del prestito delle tre banche finanziatrici al fondo di risoluzione? Considerato che i rischi sono alquanto limitati e tenuto conto della circostanza che sul mercato i tassi correnti sono pressoché nulli o negativi per prestiti privi di rischio, un tasso fuori mercato qualificherebbe un improprio trasferimento di ricchezza a danno dei titolari delle passività subordinate.

3) Secondo quale principio Cassa depositi e prestiti (e quindi de facto lo Stato italiano) è chiamata a prestare una garanzia per 400 milioni di euro per un impegno finanziario di tre banche private che ricevono una remunerazione per i rischi sostenuti? Quale prezzo è stato pagato a Cdp a fronte della garanzia? Laddove non sia stato pagato alcun prezzo per “l’opzione put” venduta da Cdp, tale prezzo è stato scontato in un minor tasso d’interesse sul finanziamento concesso dalle tre banche rispetto a quello di mercato?

4) Qualora la stima definitiva della svalutazione dei crediti dubbi fosse più elevata di 17 centesimi perché è previsto che il profitto vada direttamente al fondo di risoluzione? Perché invece non si è ipotizzata una procedura per ripristinare una corretta redistribuzione dei rischi tra i vari soggetti economici, ivi inclusi i titolari di prestiti subordinati che hanno visto azzerati i risparmi investiti ?”.

Alla luce dei fatti narrati si chiede alla competente A.G. di svolgere le indagini che riterrà opportune e necessarie circa il comportamento delle persone coinvolte nella vicenda denunciata, alfine di verificare l’eventuale sussistenza di fatti costituenti reato posti in essere in danno di decine di migliaia di risparmiatori espropriati dei propri beni tutelati dall’art.47 della Costituzione, già per i reati p.e p. dagli artt. 81, 640 e 646 c.p., con le aggravanti di cui all’art. 61 nn. 7 e 11 c.p., e/o per gli altri differenti reati che la S.V. ravvisi nei fatti sopra descritti.

Con espressa istanza di punizione degli eventuali responsabili per i reati che la SV riterrà configurabili e sussistenti a loro carico. Si fa espressa riserva di costituirsi parte civile nell’instaurando procedimento penale anche al fine di contribuire alla affermazione della penale responsabilità dei suddetti soggetti. Si chiede di ricevere avviso di eventuale richiesta di archiviazione ex art. 408 c.c.p.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

23 dicembre 2015



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