Saldi: sconto medio del 21,9% per abbigliamento e 20,66% per calzature

GLI ACCESSORI SONO I MENO SCONTATI: -9,6%

LA CRISI HA FATTO AUMENTARE GLI SCONTI AI COMMERCIANTI, MA RESTA L'ABITUDINE DI GONFIARE I PREZZI VECCHI

Sono partiti oggi i saldi estivi. Ecco gli sconti medi effettivi praticati dai commercianti. Per la voce complessiva di "Abbigliamento e calzature", lo sconto medio e' del 21,55%, il record per gli quanto riguarda i saldi estivi che, hanno solitamente, un ribasso inferiore rispetto a quelli invernali. Il record storico e' stato toccato nel gennaio 2015, con il 23,5% di riduzione percentuale.  Lo sconto maggiore per questa estate spetta, comunque, agli "Indumenti", una sottovoce della categoria "Abbigliamento", che hanno un abbassamento del 22,82%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori (voce Istat: Altri articoli d'abbigliamento e accessori per l'abbigliamento), con un -9,6%. Per le calzature il ribasso effettivo praticato e' del 20,66%.

Dall'indagine UNC, su elaborazione di dati Istat (indice Ipca), emerge in modo chiaro come durante la recessione gli sconti siano progressivamente saliti. I commercianti, insomma, sono stati indotti dalla crisi a ridurre sensibilmente i prezzi. Anche se non sono confrontabili i dati precedenti al gennaio 2011 (da qui i due grafici e le due tabelle), per via di modifiche nella metodologia dell'Istat nella rilevazione e nel calcolo degli indici dei prezzi dei prodotti stagionali, e', comunque, evidente la progressione costante dal 2006 al 2015. Ad esempio, per la voce "Abbigliamento e calzature" si passa  dal -9,1% del gennaio 2006 e -5,7% del luglio 2006, al -15,2% del gennaio 2010 e -12,3% del luglio 2010. Poi, con la nuova metodologia, si passa dal -19,1-21,1% di gennaio-luglio 2011 al -23,5-21,55% del gennaio-luglio 2015.

Dall'indagine emerge anche come gli sconti pubblicizzati (70%, 50%, minimo 30%) siano anche gonfiati. L'abitudine di

aumentare il prezzo vecchio cosi' da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all'acquisto e' dura a morire. Il consiglio dell'UNC, quindi, e' di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di diffidare di riduzioni troppo elevate, superiori al 50%. Salvo nell'Alta moda, infatti, un commerciante non puo' avere ricarichi cosi' alti. Con percentuali cosi' alte, dovrebbe vendere sottocosto.

Tabella 1: sconto praticato nel periodo dei salti - periodo 2011-2015

 

gen 2011

lug 2011

gen 2012

lug 2012

gen 2013

lug 2013

gen 2014

lug 2014

gen 2015

lug 2015

Abbigliamento e calzature 

19,1

21,1

20,7

17,6

21,7

19,2

22,2

20,5

23,5

21,55

Calzature

19,6

21,5

19,7

17,3

21,5

18,7

22,1

19,8

23,6

20,66

Abbigliamento

19

21,1

21

17,7

21,6

19,2

22,2

20,6

23,5

21,9

Abbigliamento: indumenti

20,1

22,2

22,1

18,6

22,7

20,2

23,4

21,6

25,4

22,82

Abbigliamento: accessori e altro

11,4

13,8

12,4

11,5

12,1

11,1

12,7

12,1

13,7

9,6

Fonte: UNC su elaborazione dati Istat

Tabella 2: sconto praticato nel periodo dei salti – periodo 2006-2010

 

gen-06

lug-06

gen-07

lug-07

gen-08

lug-08

gen-09

lug-09

gen-10

lug-10

Abbigliamento e calzature

9,1

5,7

12,1

8,9

12

10,8

14,6

12,4

15,2

12,3

Calzature

10,6

6,1

11,1

10

11,5

12,7

11,2

11,3

11,7

11,6

Abbigliamento

8,7

5,6

12,3

8,5

12,2

10,4

15,6

12,8

16,1

12,4

Abbigliamento: indumenti

9,2

5,9

13

9

12,8

10,9

16,3

13,5

17

13

Abbigliamento: accessori e altro

5,5

4,4

9,8

7

10,8

10

14,7

10

13

10,2

Fonte: UNC su elaborazione dati Istat

4/7/2015



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