Risparmio: Vegas, l’Attila dei risparmiatori truffati,  deve essere destituito subito dal governo

Ha utilizzato Consob per intimidire, minacciare, citare in tribunale chi denunciava in tempo le sue malefatte. Ha mentito sugli scenari probabilistici, affatto vietati dall’Ue.

 

 (Adusbef) - Il Presidente della Consob Giuseppe Vegas, l’Attila dei risparmiatori, deve essere destituito con effetto immediato dal Governo, sia per aver utilizzato la Consob per intimidire, minacciare, citare in giudizio chi denunciava in tempo e dal 2011 le sue gravissime malefatte, che hanno provocato un danno enorme migliaia di famiglie truffate ed espropriate, che per aver palesemente mentito sugli scenari probabilistici, che non sono mai stati vietati dall’Europa.

   Vegas infatti il 22 dicembre 2015, prima di partecipare al programma Ballarò su Raitre, nella famosa intervista registrata spacciata per diretta, in un comunicato ripreso dall’Ansa, aveva definito gli scenari probabilistici, quella paginetta riassuntiva nei prospetti informativi, che avrebbe offerto la possibilità ai risparmiatori di verificare quante possibilità di guadagno o perdita ci fosse nell’investimento ‘bufale’ vietate dall’Europa,  “vietati, sottolineo vietati”.

Gli scenari  di probabilità costituiscono la base per tutte le attività di “pricing” che quotidianamente migliaia di banche utilizzano per milioni di operazioni finanziarie ogni giorno, fu la stessa CONSOB nel 2009, (peraltro sostenuta da oltre 100 tra accademici internazionali ed esperti di finanza riuniti nel noto “Movement for risk transparency”) ad adottarli e suggerirli. Venivano ribaditi anche con una specifica Comunicazione agli intermediari finanziari (DIN n° 9019104 del 2 marzo 2009) in materia di presidi di correttezza e trasparenza dei rischi sui prodotti illiquidi, e non erano vietati dall’Europa, ma al contrario, l’art.3 del Regolamento CE 809/2004 consente all’ Authority di far inserire all’offerente nel prospetto informazioni aggiuntive, per consentire ai risparmiatori d’investire consapevolmente. L’ articolo 94 comma 5 del Testo unico della finanza (T.U.F.), lo impone, se necessario, per la tutela degli investitori.

  L’inesistenza di un divieto è ulteriormente comprovata dal fatto che sono stati adottati dall’Autorità di vigilanza del Portogallo (Comissao do Mercado de Valores Mobilliarios- www.cmvm.pt) oltre che dalla stessa CONSOB per le polizze finanziario-assicurative di ramo III (meglio note come polizze di tipo index e unit linked). Non era neppure vero che gli scenari non siano stati adottati da Paesi con mercati più importanti del nostro: la FSA inglese (oggi FCA) li utilizza per verificare l’eccessiva rischiosità di prodotti strutturati venduti ai clienti retail e valutarne il divieto della vendita.

    Nell’intervista a Ballarò, Vegas aveva affermato che, grazie a CONSOB, nel Prospetto d’offerta dei bond di Banca Etruria era stata inserita un’avvertenza in cui si indicava ai risparmiatori che i prodotti erano “pericolosi”, confondendo pericolo e rischio. Sapere che un prodotto finanziario è “pericoloso” non ha alcun significato tecnico finanziario in quanto il “pericolo” rientra nelle percezioni astratte e soggettive, mentre il rischio in finanza è un (notissimo) concetto oggettivo e numerico (quindi misurabile “ex ante”).

     Parliamo esattamente di quel rischio finanziario che proprio con gli scenari di probabilità sarebbe stato efficacemente e semplicemente rappresentato. Alla stessa stregua, da tempo obbligatoria per Legge, nelle scommesse presso le agenzie autorizzate, per le previsioni meteo, nei “bugiardini” dei farmaci, nel consenso informatico prestato in medicina.

   Due giorni fa la smentita totale, ricostruita da La Stampa: “Non esiste una normativa europea che impedisce l’inserimento degli scenari probabilistici nei prospetti informativi per la vendita di prodotti finanziari destinati al pubblico dei risparmiatori. Secondo fonti legali e comunitarie, non troverebbe quindi fondamento l’affermazione del presidente della Consob Giuseppe Vegas dello scorso 7 giugno, secondo il quale «i regolatori nazionali non hanno il potere di imporre l’inserimento in via generale degli scenari”.

   Cinque anni, avevamo messo in guardia citando uno studio del docente Unibo Riccardo Cesari, “i costi dichiarati nei prospetti di emissione sono di gran lunga inferiori ai costi effettivi e che le percentuali di probabilità di rendimento negativo dei titoli sono molto alte“,  e che “tali dati tuttavia non appaiono più nei prospetti che accompagnano i collocamenti obbligazionari pur se in precedenza erano stati richiesti dalla Consob”. Un dettaglio quest’ultimo correttamente riportato dalla stessa Consob nella replica a Report, anche se le linee guida dell’ente mutarono molto repentinamente l’anno successivo con l’arrivo del nuovo presidente: “nonostante l’evidente importanza per la sicurezza dei risparmiatori dei suddetti scenari di probabilità, all’inizio del 2011 la Consob, contestualmente all’arrivo alla Presidenza di Vegas, ha smesso di chiedere tali tipi di analisi agli emittenti dei bond“.

  Da quel momento, chi investe in nuove obbligazioni emesse da banche italiane si ritrova in un campo minato: “è di tutta evidenza che la Consob dovrà emanare raccomandazioni cogenti affinché tutti gli istituti di credito che emettono prestiti obbligazionari rivolti anche ai risparmiatori pubblichino nei prospetti informativi gli scenari di probabilità”, per evitare “il rischio per i risparmiatori e non solo di non ottenere vantaggi economici ma addirittura di perdere percentuali rilevanti di capitale“. E qua entra in gioco la norma inserita nel ‘Salva-Italia’ da Monti: “Ora che gli istituti bancari hanno ottenuto dal governo la garanzia per i prestiti obbligazionari, almeno a certe condizioni, è di tutta evidenza che la Consob dovrà emanare raccomandazioni cogenti affinchè tutti gli istituti di credito che mettono prestiti obbligazionari rivolti anche ai risparmiatori pubblichino nei prospetti informativi gli scenari di probabilità”.

   Per aver denunciato tali pericoli, Adusbef è stata trascinata in giudizio dal presidente della Consob Vegas, che costituendo un pericolo per i risparmiatori, deve essere subito destituito ed i suoi beni confiscati, in attesa degli sviluppi giudiziari dopo le numerose denunce inoltrate alle Procure della Repubblica di mezza Italia.