Polizze forzose per accedere ai mutui: nell'indagine Ivass caterva di violazioni, ma alcuna sanzione

ADUSBEF, NON INTERESSATA ALLA REPUTAZIONE DELLE IMPRESE MA ALLA TUTELA DEGLI UTENTI TAGLIEGGIATI,  DENUNCIA ALL'ANTITRUST  COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI A DANNO DEI CONSUMATORI

   Nonostante la legge escluda tassativamente l'obbligo di far sottoscrivere una polizza (vita o danni)  ad un cliente che chiede un mutuo,  le banche continuano in questa illegale prassi, imponendo l'abbinamento forzoso di una costosa polizza di migliaia di euro, (vita, infortuni, perdita del lavoro, ecc.), fino a 25/30.000 euro in alcuni casi,  che taglieggia la maggior parte dei richiedenti  un prestito per acquistare una casa.

   Adusbef aveva denunciato tali pratiche scorrette, illegali ed abusive, sulla base di segnalazioni e reclami ricevuti da migliaia di cittadini che, dopo aver superato le forche caudine delle banche per accedere ad un costoso mutuo, i cui tassi sono superiori tra i 100 ed i 130 punti base alla media Ue, oltre all'ipoteca e  perfino le garanzie fidejussorie di famigliari, al momento della stipula erano obbligati ad accettare il ricatto pena la mancata erogazione del prestito.

   Ma stavolta non e' solo Adusbef, a denunciare partiche scorrette e comportamenti illegali, vessatori e fraudolenti a danno dei consumatori ed utenti dei servizi bancari, ma anche  l'Ivass che ha proceduto ad indagare il perverso fenomeno dell'abbinamento forzoso di polizze (vita, infortuni, perdita di lavoro ecc.) imposto da parte di banche e finanziarie ai cittadini richiedenti mutui e prestiti.

  Dopo mesi di indagini approfondite, di sistematizzazione dei reclami inoltrati all'lVASS, dell'esame fascicoli informativi sui siti delle compagnie,  di accertamenti ispettivi eseguiti da IVASS e BANCA d'lTALIA presso le controllate, dei ricorsi all'ABF, l'Ivass ha esposto le risultanze, nella riunione di oggi 5 giugno 2015, cui hanno partecipato ABI, ANIA, Assofin, associazioni di consumatori, responsabili di compagnie assicurative e di banche.

Queste le criticita' generali rilevate dall'Autorita' di vigilanza sulle assicurazioni:

-  Vendite "forzate" delle polizze da parte delle banche,

- Insufficiente "Iiberta'" di scelta dei clienti,

- Scarsa concorrenza sui mercati,

- Caratteristiche dei prodotti, non sempre adeguati alle esigenze dei clienti,

-  Rifiuti al pagamento di indennizzi,

- Costi elevati rispetto alle coperture di polizza.

Per quanto riguarda le criticita' sul fronte della distribuzione, l'indagine Ivass rileva:

- Modalita' di vendita: la polizza (sebbene facoltativa) viene imposta da banca o finanziaria come condizione per accedere al finanziamento;

- In particolare, per le polizze vita: sostanziale obbligatorieta' ma mancata consegna da parte della banca o finanziaria dei due preventivi di concorrenti;

- Assenza di verifiche di adeguatezza della polizza alle esigenze del cliente;

- Scarsa informativa al cliente su caratteristiche, limiti e costi delle polizze,

- Mancata verifica dei requisiti di assi curabilita' in fase assuntiva

- Rifiuti di pagamento delle prestazioni (es. rischio impiego)

A fronte delle quali criticita', Ivass sottolinea il rischio di polizze vendute a clienti non assicurabili (polizza che assicura, tra le altre cose, contro il rischio di perdita del lavoro fatte sottoscrivere a pensionati).

Per quanto riguarda le criticita' sul versante della produzione e della costruzione della polizza:

- Polizze multirischio a pacchetto unico, con garanzie "rotanti" in funzione della status del cliente al momento del sinistro

- Eccessiva standardizzazione (polizza valida "per tutti") e pagamento di un premio unico indistinto.

- Polizze con numerose esclusioni, limitazioni, periodi di "carenza  e/o franchigie.

Su questo versante, Ivass evidenzia il rischio di mancata operativita', per alcuni assicurati, di alcune delle coperture acquistate, di premi pagati senza una corrispondente copertura assicurativa.

Per quanto riguarda i rischi "malattia" e la rilevazione dello stato di salute del cliente l'Ivass evidenzia:

- Utilizzo di una "dichiarazione di buono state di salute" prestampata o di un questionario precompilato;

- Scarsa consapevolezza del c1iente sulla rilevanza della dichiarazione;

- Stato di salute preso in esame non in fase assuntiva ma solo ex post, in fase liquidativa;

- Rifiuti di pagamento delle prestazioni in caso di morte o invalidita'.

   Invece di sanzionare duramente tali comportamenti  di vera e propria rapina di banche, finanziarie ed assicurazioni  a danno dei consumatori ricattati dagli Istituti di Credito,  che confezionano costose polizze da abbinare ai mutui (i cui sistemi incentivanti sono tutti da indagare), l'Ivass ha deciso che inviera' una blanda lettera ai consigli di amministrazione di banche e compagnie, chiedendo loro  alcune correzioni sia in termini di costruzione della polizza che di distribuzione.

   Una decisione inaccettabile, che oltre a non ristorare gli ingenti danni a decine di migliaia di mutuatari costretti a pagare 15.000/30.000 euro in anticipo per polizze inutili a corredo dei mutui i quali, come conferma l'indagine Ivass, venivano imposte anche: "contro il rischio di perdita del lavoro fatte sottoscrivere a pensionati" ; o "Polizze con numerose esclusioni, limitazioni, periodi di carenza  e/o franchigie",  ad altissimo tasso di 'raggiro', non sortira' alcuna deterrenza alla notoria avidita' di banche ed assicurazioni.-

  Per queste ragioni, Adusbef ha inviato una denuncia all'Antitrust (unica autorita' a 5 stelle che tutela gli utenti ed i consumatori), chiedendo di aprire una indagine per accertare accordi e comportamenti collusivi gia' acclarati, la cui semplice acquisizione dell'indagine Ivass, sintetizzata nella riunione odierna ma negata nella sua interezza alle associazioni dei consumatori, potrebbe produrre le inevitabili e necessarie sanzioni  volte a  verificare plateali  violazioni di norme relative alla corretta collocazione di prodotti finanziari e assicurativi, alla corretta pubblicizzazione dei servizi fatti sottoscrivere, alla ingannevolezza delle informazioni fornite dal collocatore, al rispetto delle esigenze di adeguatezza dei prodotti venduti.

  La pelosa difesa Ivass della reputazione delle imprese, se non accompagnata da dure sanzioni, oltre a non limitare in futuro tali noti e tollerati comportamenti, non servira' a nulla. 

Elio Lannutti (Adusbef)

5 maggio 2015